Tre porte aperte su un inferno costituito da percorsi visionari, tra eros e thanatos, creature seduttive e mostruose. Il tentativo di aprire uno spiraglio nel gotico-horror italiano, in cerca di una cifra stilistica.
Da Edgard Allan Poe a H.P. Lovecraft, passando per Arthur Conan Doyle e De Sade, per arrivare a tempi più recenti qualcosa che ricorda V.M. 18 di Isabella Santa Croce. Sono queste le principali influenze e i principali -oltre a quelli mitologici - riferimenti ritrovabili nei tre racconti lunghi di Cristian Borghetti, un autore di talento, ma che deve ancora definire il proprio stile.