Thor: The Dark World

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La recensione in anteprima

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi di Thor. C’è stato l’attacco alla Terra guidato da Loki e contrastato dagli Avengers, Phil Coulson è morto e risorto in Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., il dio del tuono ha fatto ritorno ad Asgard e una nuova minaccia incombe su tutti e nove i regni, compreso, ancora una volta, il nostro pianeta. Stavolta il pericolo non proviene da un “dio gracilino” con neppure tanto velate manie di grandezza, ma da una schiatta di elfi oscuri intenzionata a portare distruzione ovunque. A comandarli è il Malekith di Christopher Eccleston, un avversario talmente difficile da battere che persino il formidabile Thor (Chris Hemsworth) ha bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Thor: The Dark World realizza sul grande schermo il desiderio di buona parte del fandom del Marvel Cinematic Universe: il dio del tuono Thor e l’astuto e ambiguo Loki diventano alleati. Senza dubbio si tratta di una “concessione” alle numerose fan di Tom Hiddleston/Loki, che hanno mostrato di apprezzare questo curioso personaggio, sempre a un passo dalla redenzione ma mai tanto vicino alla luce da afferrarla. Ritroviamo qui un Loki che ha perso tutto, è stato punito da Odino (Anthony Hopkins) per i suoi misfatti e non può neppure vedere sua madre Frigga (Rene Russo), l’unica che potrebbe ancora donargli un po’ d’affetto. Thor invece ha altri problemi: ha passato gran parte del suo tempo a pacificare Asgard e già qualcuno gli fa notare che potrebbe accasarsi con Lady Sif (Jaimie Alexander), sedere sul trono e tante grazie. Eppure non riesce a dimenticare l’umana Jane Foster, la meravigliosa Natalie Portman (Star Wars I, II e III, V for Vendetta), che ora vive a Londra sotto la protezione dello Shield e sta cercando di dimenticare Thor, il dio del tuono che è tornato sulla Terra per “i fatti di New York” senza farle un colpo di telefono – metaforicamente parlando. Ritroviamo anche lo scienziato Erik Selvig (Stellan Starsgård) più matto che mai dopo essere stato posseduto da Loki e la stagista Darcy (Kat Dennings) che a sua volta si è trovata uno stagista personale.

thor the dark world posterSe vi aspettate un film dalla sceneggiatura all’altezza di quella di Avengers resterete delusi. Thor: The Dark World è un film che bisogna guardare senza porsi troppe domande, perché altrimenti ci si ritrova a notare incongruenze e a chiedersi il perché di alcune scene che a ben vedere non hanno senso logico ma sono state inserite perché agli sceneggiatori “piaceva così”. Mettendo da parte il lato razionale della nostra mente, riusciremo però ad apprezzare questo nuovo tassello del Marvel Cinematic Universe, che ha il pregio di mostrarci nuove sfumature di Loki, arricchire la bromance tra Loki e Thor e stuzzicare i fan mostrando Jane Foster per la prima volta ad Asgard. Non mancano i momenti di divertimento e le battaglie sono, come sempre, spettacolari, arricchite da un 3d che fa il suo lavoro. Non manca neppure la classica scena dopo i titoli di coda, anzi stavolta le scene dopo i titoli di coda sono due, per cui spettatore avvisato: nessuno lasci la sala se non dopo la seconda scena. Entrambe le sequenze, oltre che di impatto, sono importantissime per il film nel suo complesso e perderle significa perdere il “vero” finale. A Thor: The Dark World farà sicuramente seguito un’altra pellicola con il dio del tuono come protagonista, e anche qui non mancano i crossover e le citazioni – persino comparsate, in un caso specifico – ad altri supereroi Marvel. Vi consigliamo dunque la visione del film, che apprezzerete soprattutto sotto il profilo emotivo, meno sotto quello razionale.

 Pia Ferrara

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