Once Upon a Time 3×03 “Quite a Common Fairy”

ouat 3x03 trilli

Once Upon a Time ci offre in questo episodio una serie di incroci narrativi che si possono ritenere da urlo, da manuale o da … Neverland.

Il personaggio che aveva già da un po’ suscitato la curiosità dei fan, grazie alle succose anticipazioni, è sicuramente Trilli. La nostra espressione potrebbe essere ben rappresentata da quella trasecolata di Emma, quando ne sente parlare per la prima volta: “Una fatina? TRILLI??”

Chi non presta attenzione alle foto promozionali si sarà stupito della azzeccata scelta dell’attrice, come anche della decisione presa al reparto costumi di trasformare il verde brillante della fatina – Green era il suo nome nel Mondo delle fiabe, come Blue è quello della Fata turchina – in uno scuro verde bosco tendente al marcio, nell’alveo della più pura tradizione dell’icona Superman, che diventando moralmente fosco trasformava lo scintillante azzurro e rosso in un più elegante blu di Prussia e bordeaux. Comunque alle bionde il verde sta bene.

ouat 3x03 reginaOnce Upon a Time stavolta ci riporta, nei flashback, in quella fase della vita di Regina in cui era ancora una dubbiosa discepola di Tremotino e in cui il suo look esitava ancora molto vicino allo stile ingenua fanciulla. Sostanzialmente, quando parliamo di lei aggiungiamo qualche tassello al puzzle delle sue occasioni mancate, fra le quali si annovera anche il rapporto con l’allora aspirante fatina: una giovane ed entusiasta outsider che è talmente convinta di dover dare un aiuto alla Regina che annega nell’insoddisfazione da disobbedire agli ordini diretti della Fata turchina. Quest’ultima giudica Regina irredimibile:

“Quella non e’ una donna che puoi aiutare. È immersa nell’oscurità”, e noi spettatori – o almeno fra gli altri, io – siamo portati a ricordarci che a Storybrooke la fatine erano suore, soprattutto quando la fata Turchina menziona le regole che Green/Trilli sta violando: dunque l’impressione è una rigidità poco misericordiosa e venata di rigorismo. Invece Trilli appare più libera e confidente nel genere umano, crede nella seconda chance che tutti meritano, gioca il tutto per tutto e ruba la polvere di fata per far sì che Regina incontri l’amore attraverso la sua anima gemella, che possa ridarle la felicità perduta.

Regina, prima di incontrarla, affoga nella solitudine e la strada dell’oscurità non la convince:

“Non ho niente da fare e nessun posto dove andare. Ho bisogno di libertà. Ho bisogno di possibilità” dirà a Tremotino. Di questo lei è convinta e accoglie l’ansia di redimerla di Trilli con trepidazione.

La verità, alla prova dei fatti, si rivela però tutt’altra: rabbia e paura sono sentimenti che riempiono e fanno rischiare molto meno. Regina non oserà entrare a conoscere la sua presunta anima gemella (l’uomo col tatuaggio del leone sul polso).

Com’è il proverbio? “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”. La sua rabbia ha già un oggetto (Biancaneve) e odiarla presenta meno rischi di provare ad amare, dato che Regina ha già fatto esperienza che l’amore fa soffrire.

ouat 3x03 regina e trilliIl modo in cui si libera di Trilli è poi crudele, così il rendez vous nella Foresta oscura è doloroso e accorato. Regina ha abbastanza “attributi” da non chiedere scusa a nessuno per nessun motivo – a Henry forse, soltanto – e il dialogo con la “fatina perduta” dimostra la sua speranza di salvare Henry come unica cosa buona della sua vita, ma anche quasi un cupio dissolvi: se Trilli stritolasse il suo cuore forse andrebbe bene ugualmente, dato che lei sa che Emma salverebbe comunque il bambino.

L’essersi tenuta stretta la propria rabbia, proprio quella rabbia che Tremotino trovava così promettente, ha ridotto il suo cuore a qualcosa di piccolo e oscuro.

Viene da fare una considerazione: Tremotino ha cresciuto Regina come anima nera del Mondo delle fiabe al fine preciso di scatenare quella maledizione che gli avrebbe consentito di rivedere suo figlio. Lui aveva già la visione di quello che sarebbe accaduto, eppure nella vicenda si comprende che Regina è quello che è diventata grazie soprattutto a scelte sue personali, come quella nel suo rapporto con Trilli.

L’ex fata, a sua volta, ha il suo proprio posto nella Foresta oscura: proprio come i ragazzi perduti, ha voluto dire no, ha voluto disobbedire alle regole e la conseguenza è una libertà che provoca a sua volta una solitudine immensa, così desolata che il “bimbo” sperduto che si tiene in testa la bella mela rossa stile Guglielmo Tell non ha nessuna paura di morire.

ouat 3x03 pan 1Il dialogo fra Henry e Pan è molto significativo al riguardo. Henry afferma il legame con la sua famiglia; per lui quei rapporti sono costitutivi e preziosi: i ragazzi perduti e la stessa Trilli sono coloro che hanno voluto contravvenire alle regole che pure quei rapporti di appartenenza comportano. Le regole scaturiscono dall’appartenenza a qualcosa, derivano da un rapporto amoroso che è alla loro origine. Volerle negare, infrangere è voler negare quel rapporto: per questo nell’isola tutti sono liberi ma essenzialmente persi e portano le conseguenze delle loro scelte.

Pan – Il bello di questo posto, Henry, è che nessuno ti dice mai “no”. Puoi fare tutto ciò che vuoi.

Henry – Non si fanno mai male?

Pan – In continuazione.

Pan è il diavolo, la Foresta oscura è l’inferno di coloro che soffrono le conseguenze di aver voluto infrangere il proprio rapporto di appartenenza, infatti hanno voluto abbandonare i loro genitori o, nel caso di Trilli, il gruppo di cui prima si sentivano parte.

Vorrei ricordare che Pan sta cercando di convincere Henry ed Emma che quello è il loro posto. In particolare, colpisce il breve dialogo in cui Snow ricorda a sua figlia che non ha vissuto sempre in un bel castello e dormito in un letto a baldacchino, ma che è stata una reietta, abbandonata e senza una casa, per questo sa come poi convincere Trilli: la casa è il luogo a cui appartieni. Snow, in altre parole, ha vissuto un’esperienza d’abbandono e solitudine simile a quella vissuta da Emma. Insomma, il gioco tematico pare essere quello fra l’appartenenza, che implica regole, e una libertà che è assenza di legami, freddezza del cuore e vulnerabilità a un Male per una volta abbastanza delineato.

ouat 3x03 rumpleDirà infatti Tremotino a Regina:

“Tu credi di essere l’ospite di un banchetto. Assaggi le pietanze. Flirti di qua, balli di là. Quello che non capisci è che… il banchetto… sei tu. È l’oscurità ad aver assaggiato te. All’oscurità piace il tuo sapore, mia cara. Non importa se ha un retrogusto amaro. E ora che ha iniziato il pasto, ha intenzione di finirlo. Non puoi fuggire via dal tuo destino, più di quanto possa farlo quel cigno”.

Dalla battuta precedente sappiamo che il cigno ed Emma Swan (cigno in inglese) sono collegati dalla simbologia; sappiamo che Tremotino è vittima della paura e della rabbia quanto e come Regina; che il percorso richiesto a Emma è chiarire la sua identità in relazione alla sua appartenenza a quelli che sono i suoi genitori, ma che hanno fatto sì che crescesse “persa” in un mondo che non l’ha accolta.

Ok: Pan è un “demone”, Henry è forse il “salvatore”, progenie dell’Oscuro e dei luminosi simboli del bene, dunque partecipe di due nature, la giungla è il luogo della tentazione … che altro devo dirvi? Traete voi le conseguenze di dove queste allegorie vogliano farci andare a parare.

ouat 3x03 mulanNota Bene

Mulan era innamorata di Aurora? La Regina cattiva di Biancaneve era destinata a Robin Hood? Divertissement creativi. Mulan si sacrifica per amore, va via per non turbare la felicità di colei che ama: brava, così si fa.

Robin Hood: fossi in lui farei gli scongiuri di rito (immaginateveli come vi pare), ma se sopravvive e Regina si mette un po’ a rischiare le si potrebbe augurare un po’ di felicità con lui. L’arciere poi ha anche un figlio piccolo e a lei piacciono così tanto i bambini…. A pensarci, oddio, povera creatura!!

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