After Earth – La recensione

Il regista M. Night Shyamalan continua a creare poesia. Bravi Will e Jaden Smith.

In un futuro lontano, l’umanità ha abbandonato la Terra perché diventata inagibile a causa dell’inquinamento. Gli uomini ora vivono su un nuovo pianeta, dove lottano contro le Urse, mostruose creature cieche che percepiscono la presenza di uomini tramite l’odore dato dai ferormoni della paura. Sull’orlo dell’estinzione, un uomo ha trovato il modo per ucciderle: la spettralità. Quest’ultima consiste nel controllo delle proprie emozioni, impedendo alla paura di prendere il sopravvento, diventando così invisibili. Quest’uomo è Cyper Raige, potente ranger che è sempre in missione e trascura la sua famiglia.

Quando ritorna dall’ennesima battaglia vinta, ritrova l’amata moglie Faia e il figlio adolescente Kitai, che non ha superato l’addestramento pratico per diventare ranger a causa dei crolli emotivi nelle simulazioni di guerra. Kitai vorrebbe semplicemente che suo padre  fosse fiero di lui e trovare un modo per avvicinarlo emotivamente. L’occasione si presenterà a seguito di un disastro sull’astronave su cui viaggiano i due e che li porterà sulla Terra, ormai ritornata allo stato primigenio.

M. Night Shyamalan è un regista molto singolare. I suoi film sono caratterizzati da uno script introspettivo e da personaggi profondi, che conducono sempre alla riflessione. Pur girando horror, lungometraggi apocalittici o fantasy, le sue opere hanno una poesia che ben pochi colleghi riescono a portare su grande schermo. Il film lo lanciò è Il sesto senso. Con un impagabile colpo di scena finale, imitato in maniera scadente da altri registi, ha radicalmente cambiato la storia del cinema. A seguire, vi sono stati Unbreakable, Signs, The Village, Lady in the Wate, The last airbender ed E vennne il giorno. Un po’ bistrattati dal pubblico, questi film hanno un’armonia sorprendente, che si rispecchia negli scarni ma efficaci dialoghi, in scenografie oniriche e musiche  appassionanti. Il suo ultimo lavoro denota tutte queste caratteristiche.

After Earth non è solo un semplice sci-fi dagli spettacolari effetti speciali, ma è un’opera di formazione, di crescita e, contemporaneamente, un’analisi del rapporto padre-figlio. Senza usare pietismi e solo grazie a stringati dialoghi, fra cui spicca uno al vetriolo fra Kitai e Cyper, il regista ci mostra il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Kitai è costretto ad affrontare le proprie paure, prima legate al piano fisico e poi a quello emotivo, diventando un giovane uomo. Molti sono i momenti emozionanti del film, che coinvolgono grazie alla bravura dei due attori, Will e Jaden Smith, padre e figlio nella finzione e nella realtà, che duettano perfettamente su grande schermo. Il loro rapporto è costellato di incertezze, rabbia e sentimenti repressi. Kitai, come ogni figlio, vorrebbe un padre orgoglioso di lui, mentre Cyper vorrebbe un figlio indipendente, che sappia difendersi e sopravvivere anche senza il suo supporto.  After Earth è un film che ti colpisce poco a poco, ma che riesce ad emozionare. Da vedere.

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