Recensione: The Hunt – Andrew Fukuda

The Hunt, primo capitolo di una trilogia young adult un po’ horror, un po’ romance, un po’ thriller che lascia il segno

Immagina un mondo in cui nei periodi bui della storia dell’umanità a estinguersi – o quasi – non siano stati i Vampiri, perseguitati e in minoranza, ma gli Umani. Immagina un mondo in cui i Vampiri si siano organizzati in una società ordinata, anche se piuttosto gretta, emotivamente predatoria, limitata dall’ostile luce diurna. Immagina ora di essere uno dei pochi esseri umani – chiamati dispregiativamente Eminidi – sopravvissuti all’estinzione e di essere costretto a vivere in quella società, correndo il rischio di essere riconosciuto e sbranato a ogni tuo singolo respiro, costretto a mimetizzarti, a fingere, a nascondere sempre chi sei veramente.

Hai allora immaginato la vuota e spaventosa esistenza del giovane protagonista di The Hunt. Figlio di due Eminidi, ma rimasto solo dopo la morte prima della madre e della sorella, poi del padre, si trascina in una vita che non gli appartiene, in mezzo a esseri alieni che dormono appesi al soffitto, ridono grattandosi i polsi, non sbattono le ciglia, non sbadigliano, non sudano, non hanno espressioni facciali, né peli, né lacrime. Costretto a depilarsi ogni mattina, a lavarsi col disinfettante per coprire il proprio odore, a fingere di essere poco intelligente per mantenere un basso profilo (pare che ai Vampiri manchino la genialità e la creatività degli Umani), ad accecarsi per vedere la lavagna in un mondo che vive nel buio, a mangiare carne cruda sgocciolando sangue. A non stringere rapporti, mai. Con nessuno. “Lui” non ha nemmeno un nome, perché nessuno ne ha. Non uno “personale”, che lo indichi come individuo, solo codici o titoli che rispondono al banco sul quale si è seduti, alla fila nella quale si è incolonnati, al ruolo e al lavoro che si svolgono. In questa solitudine infinita, in questa desolazione di ore notturne, di assenza di sorrisi e abbracci, “lui” procede, spinto solo dall’istinto di sopravvivenza e dall’eco degli insegnamenti di suo padre, un elenco infinito di regole da rispettare per non incappare nella morte per sbranamento.

A scompaginare questa quotidianità silenziosa e solitaria è l’annuncio di un grande avvenimento che coinvolgerà l’intero Paese: l’indizione di una “Caccia”, un evento straordinario, bramato e sognato da ogni singolo individuo, cui solo sette Vampiri avranno la fortuna di partecipare. Sette fortunatissimi, che potranno braccare gli ultimi esemplari rimasti di Eminide e poi assaggiarne per la prima e ultima volta nella loro vita la carne. Tra i codici estratti nella Lotteria, c’è anche quello del protagonista, “lui”.

THE PREY – secondo capitolo della trilogia

Gran parte della trama si svolge poi nell’Istituto di Eminidologia, dove i cacciatori vengono condotti per l’addestramento di qualche giorno, prima della Caccia, e sino a poche decine di pagine dalla fine, davvero, poco accade. Eppure, le pagine scorrono davanti agli occhi, scivolano da una mano all’altra, velocemente e senza interruzioni. Lo stile asciutto e asettico della narrazione rappresenta efficacemente l’atmosfera di un mondo grigio, poco intelligente, poco ambizioso, dove ogni individuo vive per se stesso, meschino e amorale; la narrazione in prima persona, distaccata, poco introspettiva, rende in modo quasi disturbante i contorni e l’intima essenza di un essere umano limitato, costretto, braccato, cui hanno tolto il sole, il calore della comprensione, l’eccitazione della scoperta, la libertà di ridere, alzare le sopracciglia, baciare.

Il protagonista non pensa mai troppo, si muove come un automa, programmato per evitare di commettere anche un solo piccolo, invisibile errore che lo smaschererebbe. Sorteggiato per la Caccia, condotto all’Istituto, indottrinato sugli Eminidi con le scarse ed errate conoscenze che i Vampiri credono di possedere, ci si aspetterebbe da lui preoccupazione per l’imminente evento, desiderio di incontrare i suoi simili, paranoie di ogni genere sul cosa fare e quando farlo. Nulla di tutto questo. Il suo pensiero è pragmatico e  lineare, privo di divagazione, concentrato su un unico dictat: sopravvivere. Così, può forse infastidire assistere al suo primo incontro con gli Eminidi ospitati – come in uno zoo – nell’Istituto, cogliere il suo pregiudizio assolutamente infondato sulla loro diversità e bestialità, avvertire la mancanza dell’entusiasmo e del sollievo che ci si sarebbe invece aspettati. Ma nello scorrere delle pagine, nei lenti e piccoli cambiamenti che avvengono in “Lui”, se ne comprende invece la profonda motivazione: per tutta la vita Gene – che a contatto con gli Eminidi ricorda finalmente il nome con cui lo chiamava sua madre – ha trattenuto e ingabbiato la propria umanità come una debolezza, l’ha nascosta come una vergogna. Ora c’è bisogno di tempo perché essa riaffiori in superficie, perché riemerga dagli abissi e parli al suo cuore diffidente e incellophanato. Degli insegnamenti del padre, ripetuti ogni giorno quasi come un mantra, Gene ha sempre seguito quello che la sua condizione di sopravvissuto gli ha fatto sentire come più urgente e prioritario: Fa’ tutto il necessario per sopravvivere. Con tutte le sue piccole postille: non andare a dormire da altri, non canticchiare, non fischiettare, non sbadigliare…

Servono l’incontro con l’Altro, il confronto e soprattutto il riconoscimento; serve il dilemma morale che la condizione di non doversi occupare solo della propria vita, ma di poter salvare e tutelare anche quella di altri impone, per scoprire il senso profondo e vitale dell’altro insegnamento, quello che il padre gli ha dato una, due volte all’anno, quasi a volerne sottolineare l’importanza: Non dimenticare mai chi sei. Perché Gene è un Umano, nella straordinaria ricchezza di emozioni, sentimenti e vulnerabilità che questo comporta. E che solo ora scopre.

THE TRAP – terzo volume della trilogia

The Hunt, allora, è certamente un riuscito romanzo sui Vampiri, un romanzo con una singolare e alternativa distopia post-apocalittica, un romanzo young adult un po’ horror, un po’ romance, un po’ thriller. Ma è soprattutto un romanzo sul valore della nostra Umanità, sulla bellezza, la poesia, la libertà che tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi e forse non apprezziamo come dovremmo, non viviamo quanto potremmo. È un romanzo che accanto all’inquietudine, accanto alla suspance, accanto a quel pizzico di romanticismo adolescenziale che soddisfano il lettore, racconta anche e soprattutto un’incolmabile bizzarra nostalgia per ciò che in realtà ancora si possiede, suggerendo di non sottovalutarlo, di non darlo per scontato, di lottare per tutelarlo e di goderne a piene mani.

The Hunt - VOTO: 4/5

Anno: 2012 - Nazione: USA - Pagine: 336 - Prezzo: € 14,90
Autore: Andrew Fukuda
Edito da: Il Castoro
Traduttore: Simona Brogli
Data di uscita in Italia: 15 maggio 2013 - Disponibile in eBook:

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