Recensione: Il grande e potente Oz – Sam Raimi

Il magico Regno di Oz visto da Sam Raimi. Tanto sfarzo e poca sostanza.

Oscar Diggs, in arte Oz, è un aspirante prestigiatore che vive di stenti lavorando in una fiera errante aiutato dall’ amico e socio Frank. Il passatempo più gradito di Oz è sedurre le belle donne ingannandole con false storie lacrimevoli sul suo passato e l’unica donna di cui è davvero innamorato sta per sposare un’ altro uomo. Improvvisamente, un uragano si abbatte sulla fiera e Oz, che era su di una mongolfiera per sfuggire alle ire di un marito tradito, si trova a dover fronteggiare la forza indomabile della natura. Svenuto, rinviene in un luogo mai conosciuto prima. Un posto magico, con strane creature, bizzarri popoli e, soprattutto, streghe malvagie.

Un circo delle attrazioni visive: colori sgargianti e costumi sfavillanti. Il grande e potente Oz, film di Sam Raimi e distribuito dalla Walt Disney Pictures, regala emozioni per i soli occhi e niente più. I prequel sono ormai diventati di moda al cinema. Ancora non è ben chiaro se raccontare la nascita di grandi miti dipenda dalla tanto decantata saturazione delle idee per il grande schermo, oppure dall’effettiva voglia di soddisfare la curiosità dei fan. Tant’è che Raimi ci racconta come un piccolo e squattrinato prestigiatore sia diventato il Mago di Oz che terrorizza i cattivi e dispensa doni-premi a chi se li merita.

Produttore e regista di successo, Sam Raimi ama realizzare film che soddisfino prima di tutto il senso visivo del suo pubblico. La trilogia di Spider-Man, L’armata delle Tenebre, la duologia de La casa, The Gift ed ora, con Il grande e potente Oz non si discosta dalla sua idea di intrattenimento. Grazie alla magistrale fotografia di Peter Deming e la bella scenografia di Robert Stromberg, il regista ci porta nel magico Regno del Palazzo di Smeraldo, stupendo fin dai titoli di testa. Realizzati come un vecchio film degli anni ’50/’60 , i suddetti ricreano sagome semimovibili e sipari su sipari, che ogni volta si aprono su scenari differenti; il tutto rigorosamente in bianco e nero .

Raimi, come il film Nel fantastico mondo di Oz del 1985, prende spunto non dal romanzo ma dalla famosa trasposizione cinematografica del 1939 Il mago di Oz, appunto. Per omaggiare il film del 1985, il regista usa lo stesso espediente artistico: la realtà rappresentata in bianco e nero e il sogno/fantasia/Regno di Oz a colori.

Notevole il cast del film, composto da James Franco, Zach Braff, Mila Kunis, Michelle Williams e la bravissima Rachel Weisz. La morale decantata dalla storia è semplice: anche il più piccolo degli uomini, anche chi si reputa l’ultimo fra di essi, può nascondere un tesoro immenso da custodire. Che si tratti di altruismo, coraggio o benevolenza. Il film, nonostante la marea di buone intenzioni, si riduce però a sfavillanti luci e sgargianti colori. È davvero tutto qui.

 

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