Once Upon a Time 2×16 “The Miller’s Daughter”

Avremmo dovuto prevederlo: persino Cora non è il male assoluto.

La “maledizione”di tutti i cattivi a Storybrooke, ambasceria eletta del mondo delle fiabe, è quello di mostrare prima o poi il loro lato umano.

Ed ecco l’origine di Cora, la figlia del mugnaio, il cui unico torto ai suoi esordi è quello di essere abbastanza in controtendenza rispetto agli usuali ruoli femminili fiabeschi da prendere il posto del padre nel lavoro di consegna della farina – rispetto, gente: una donna che lavora! – e poi tanto orgogliosa da non volersi inchinare davanti alla supposta superiorità dei nobili. Una Eva stranamente perfida, per come l’abbiamo finora conosciuta, fa lo sgambetto alla dignitosa proletaria. In una sola scena sono riusciti a esprimere la lotta di classe, l’opposizione fra due concezioni di donna, poiché Eva pare incarnare la figura passiva aggressiva, che afferma il suo potere attraverso la menzogna e l’intrigo, non potendo prevalere apertamente di fronte a ruoli maschili dominanti, e infine la contrapposizione sessista, poiché il re fa valere il suo potere dicendo a Cora di rimanere inginocchiata in terra, che è il luogo a cui appartiene. Mica poco! Ma ehi, qui c’è lo zampino della valente Jane Espenson e si vede. Rose McGowan in questi ruoli ci sguazza, sebbene abbia perso un po’ di smalto dai tempi di “Streghe”.

E non chiamate Cora “strega”, che si offende!

Tremotino, ferito, morente fino a prova contraria, abbastanza amorevolmente accudito, non diventa nondimeno più dolce. Che la cattiveria sia solo una questione di antipatia pura e semplice? Beh, è una teoria come un’altra. Cora giovane, comunque, arroganza ne ha da vendere a presentarsi al ballo vestita da Regina rossa. Coreografie, abiti, arredamento: mamma mia! deve essere la fiaba made in United States che pare “Dallas”.

La figlia del mugnaio usa la sua avvenenza come un’arma, ma più ancora la sua intelligenza. Per quanto quell’idea della paglia da filare in oro … Comunque lei non si vuole inginocchiare mai più: il suo orgoglio è denso quanto il suo arrivismo. L’idea è che, pur di non doversi inginocchiare, si rende necessario attaccare chiunque possa costituire un ostacolo, pur di difendere la propria famiglia. Stiamo parlando di attacco preventivo. Ecco che anche Snow conviene su questo assunto e la cosa suona stonata. David, il cuore puro del rapporto, avverte del rischio: il male del buono non sa trovare perdono, in caso di pentimento. Comunque, dalla notte dei tempi, un ottimo pretesto per far la guerra di espansione è stata la millantata guerra di difesa.

Snow bambina non aveva ceduto alla tentazione di usare la candela double face nemmeno per salvare sua madre; Snow adulta invece, di fronte al suggerimento di Tremotino, mette su un piatto della bilancia la difesa dei suoi cari e la possibilità di vendicarsi dell’omicidio di sua madre perpetrato da Cora. Cosa c’è di meglio di dover fare per estrema, quanto sindacabile, necessità quello che ci dovrebbe essere proibito fare? “Sono costretta a uccidere Cora!” Eppure Bianca(nontanto)neve sa di dover mentire a David: lui avrebbe di che contestare.

La situazione di Cora, segregata nella torre del castello, non è tanto diversa: sempre di necessità difensiva si tratta. Deve trasformare la paglia in oro, perché l’alternativa è la propria morte, ma nel frattempo perché non godere della disfatta e della vergogna dei propri nemici?

E qui, nella bollente interazione fra Cora e Tremotino, impariamo la natura della magia: non è razionalità. È rievocare dentro di sé l’origine della propria emozione più forte. Per Rumpelstiltskin il ricordo di chi lo ha umiliato di fronte al proprio figlio, per Cora l’essere stata ingiustamente incolpata e punita, per Emma, new entry nella categoria, è la necessità impellente di difendere i propri cari. Avete notato la goduria quando si rende conto di essere riuscita a incantare la porta? Non è mai un buon segno. Chissà perché “godere” sembra una prerogativa dei cattivi. Bisognerebbe ribellarsi a questo preconcetto! Comunque Once Upon a Time ci sta dicendo che all’origine del male c’è una cattiveria subita da persone che avrebbero potuto non sceglierlo, se non fossero state schiacciate. Questo vuol dire che un Male esterno, assoluto, oggettivo non esiste: il Diavolo non esiste. È tutto all’interno dell’uomo, non esiste Dio, non esiste il Diavolo. Bisogna farci attenzione a queste cose che ci dicono, non pensate? Il fantasy di Ouat è opposto al fantasy de Il Signore degli anelli, per esempio. Just sayng.

Nel frattempo, i cuori gemelli di Cora e Tremotino tramano e si incontrano al vertice del proprio desiderio di rivalsa; la signora comincia la propria rimarchevole collezione di cuori fosforescenti (deve essere roba cinese); ed Emma e Neal/Bae assistono alla migliore dichiarazione d’amore telefonica della serie – perché nella classifica interserie finora vince ancora The Vampire Diaries.

Tremotino lascia a Belle la sua identità: una  che ha amato una persona orribile trovandoci il bene e, se non ce n’era, l’ha creato. Gli ha fatto venire il desiderio di tornare a essere quello che era una volta. Nella mia opinione Rumpel è ancora il cattivo migliore: in lui le varie caratteristiche positive, negative e intermedie convivono in un sistema dinamico: lui è tutto ciò che è, contemporaneamente. Regina è più a corrente alternata, per così dire. Cora è abbastanza uniforme: arrivismo e orgogliosa arroganza allo stato puro, ma è che, poverina, non aveva il cuore! Nel frattempo nulla ancora contrasta con l’ipotesi che il male corrisponda alla brama di potere, magari anche solo quello di difendere efficacemente i propri cari e il bene a una sorta di infanzia stuporosa e confidente nel bene, che riesce coerentemente solo ai bambini … e a David.

Snow manipola Regina perché distrugga la propria madre, proprio come Cora aveva fatto con lei. Ma “questa non è lei”. Della serie: i cattivi ne fanno continuamente di tutti i colori e la cosa pare tutto sommato normale, se i buoni ne fanno anche solo una, sono imperdonabili. Che noia!

Regina ha potuto avere un’unica dichiarazione d’amore vero dalla propria madre – oltre a un sorriso piuttosto terrificante per la quantità di denti implicata – “Tu saresti stata abbastanza”. Se Cora avesse avuto un cuore la gioia di crescere la piccola Regina, avrebbe soppiantato tutta la brama di potere che l’aveva sempre mossa. Come volevasi dimostrare.

Comunque Cora amava davvero Tremotino, Regina desiderava l’amore di sua madre, il cui cuore l’amava teneramente, Tremotino ama davvero Belle e Bael … Per i veri cattivi dobbiamo rivolgerci al mercato nero?

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook