Il maestro degli inganni – Miki Monticelli

Ultima partita sulla Scacchiera e il Re bianco diventa assoluto e indiscusso protagonista, in un assolo che modifica drasticamente il tono della saga e ne determina una crescita in qualità e contenuti.

Per l’intero romanzo, Ryan – il Guerriero del Fuoco contaminato però dalle pedine del Tempo e dell’Ingannatore – si trova a portare avanti la partita da solo proprio tra le file nemiche, con le quali si allea, stringe legami di stima e combatte in veste di generale. Contro i suoi “ex” amici. La sua battaglia è silenziosa, cauta e sottile, come quella di ogni infiltrato, e segnata da una solitudine che quasi lo spezza. E soprattutto è una battaglia su duplice fronte, perché Ryan lotta contro le trame dell’Ingannatore e i suoi seguaci, ma anche contro quella parte di se stesso che sempre meno gli appartiene, piegata dalle influenze di Tempo, dalle ingerenze dell’Ingannatore e dai compromessi cui è costretto a scendere per mantenere salda la posizione conquistata. La sua lealtà e la sua identità sono più volte messe in dubbio, sia agli occhi del lettore come a quelli dello stesso Ryan e dei suoi veri amici. Il romanzo alterna così un continuo lavoro di introspezione sul personaggio, che matura fisicamente ed emotivamente in un modo inaspettato e forzato che lo mette davvero a dura prova, a lunghe sequenze di guerra, a volta strategiche a volte cruente e dolorose.

La saga supera così non solo la dimensione rassicurante del “gruppo”, tipica dell’high fantasy, ma anche quell’atmosfera serena e “leggera” tipica dei primi capitoli del romanzo di iniziazione per ragazzi, in cui ogni prova – anche la più pericolosa – è superabile e fa crescere, mai soccombere o addirittura morire. Il protagonista de Il Maestro degli Inganni è ormai un uomo – anche se i dieci anni in più fisici sono uno sgradito omaggio di Tempo – con straordinari poteri e fa scelte da uomo, arrivando a sacrificare la libertà, se non addirittura la vita, di persone innocenti in nome di una vittoria più grande, più completa, definitiva sul Male. Non a caso il leitmotiv dei pensieri di Ryan è “difendi tutto e non difenderai nulla, difendi tutti e non difenderai nessuno; non puoi salvare tutti”, in una riflessione morale che segna un abbandono definitivo dell’innocenza e dell’ingenuo idealismo della gioventù.

Arrabbiato e deluso, non avevo niente altro che la Scacchiera per cui lottare. E non importava più come la gente che ci viveva mi avrebbe giudicato se fossi riuscito a salvarla: Guerriero Rosso o Nero, potevo dedicarmi a questo. Per di più, senza il timore di perdere il cuore di nessuna fanciulla, la cosa sarebbe stata meno drammatica per tutti: avrei evitato scene strappalacrime con Milla che piangeva senza sosta sul mio eroico cadavere. D’altronde morire era il peggio che poteva succedermi ed era una possibilità stranamente rassicurante.

Il primo volume della saga mostrava evidenti potenzialità, ma mancava di determinazione: gli episodi erano avventurosi e brevi, talvolta quasi slegati tra loro, e le caratterizzazioni un poco deboli. Nel secondo capitolo, invece, realtà, ambientazioni, situazioni, personaggi, sentimenti, prendevano l’incredibile sfumatura sognante e potente del fantastico: gli scontri diventavano più importanti e gli inganni più insidiosi, la maturazione dei personaggi – come pedine e come persone – acquistava centralità nella trama,   aprendo le porte all’amore e alla complicità, all’idealismo eroico e all’entusiasmo. Lo scarto con l’ultimo capitolo si avverte sensibilmente. E significativamente. Perché l’autrice porta così a compimento un percorso di crescita sia contenutistica (rispettando e personalizzando, così, tutti i passaggi teorizzati da Joseph Campbell del cammino dell’eroe) che stilistica, evolvendo dall’indeterminato al fantastico e dal fantastico all’epico maturo, crudo, disincantato.

Per il resto il mondo stava per finire e potevo anche permettermi di essere folle. Se non lo fossi stato avrei semplicemente eseguito gli ordini e mi sarei arreso al mio destino, invece ero quello che doveva continuare a credere nell’impossibile sino alla fine, anche quando tutto sembrava davvero impossibile. Stranamente a mio agio nella follia, sogghignai.

Forse il romanzo intrattiene e appaga emotivamente meno dei precedenti, ma è contenutisticamente e speculativamente superiore. Un finale che si vorrebbe fosse un nuovo inizio.

Scacco matto della Monticelli!

«Ascolta. Non so come andrà a finire. Non so un sacco di cose. Ma so che ti amo» mi sentii dire finalmente «e nessuno ha mai cambiato questo. Il Tempo non lo ha cambiato. Non il Fuoco. E nemmeno l’Ingannatore. Nessuno lo cambierà, comunque vadano le cose.»

Fece per prendermi la mano, ma le sue dita d’ombra volteggiarono tra le mie di fumo e cenere. Il suo sorriso s’intristì. «Anch’io…» sussurrò.

Il maestro degli inganni - VOTO: 4/5

Anno: 2012 - Nazione: Italia - Pagine: - Prezzo: € 19
Autore: Miki Monticelli
Edito da: Piemme Freeway
Traduttore:
Data di uscita in Italia: - Disponibile in eBook:
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