Recensione: Le Brigate Fantasma – John Scalzi

Il secondo, grande libro di John Scalzi, edito da Gargoyle.

La scelta tra autodeterminazione e schiavitù è uno dei temi sviluppati nel secondo, grande libro di John Scalzi, fresco di stampa per Gargoyle. Pur nascendo come seguito del romanzo Morire per Vivere, Le Brigate Fantasma può essere tranquillamente fruito come un’avventura auto-conclusiva, in cui fanno incursione alcuni dei personaggi del precedente capitolo della saga. Protagonista è il militare Jared Direc, prodotto di laboratorio delle FDC  che, a differenza dei colleghi, si troverà a dover compiere delle scelte.

Secondo libro per Scalzi

Il soldato, in cui è stata innestata la coscienza di un pericoloso scienziato, si trova al centro di una serie  d’intrighi intergalattici, per arginare i quali le FDC  – Forze di Difesa Coloniale – hanno messo scelto di schierare un esercito di esseri concepiti in laboratorio. Per Jared possedere la coscienza di uno scienziato che  ha tradito le stesse FDC significherà dover  fare i conti con dilemmi che sono preclusi agli altri soldati delle Brigate Fantasma, creature nate dal DNA di militari defunti, che vengono istruite attraverso un apposito dispositivo impiantato nel cervello e che sono del tutto prive di coscienza. Nella corso della narrazione, la libertà individuale entrerà in conflitto con nozioni preacquisite e manipolazioni scientifiche, aprendo una finestra su tematiche di forte attualità e interesse. In particolare, sono legittime le problematiche sollevate indirettamente da Scalzi: quali sono i limiti che la scienza dovrebbe porsi? Cosa è lecito e cosa no, all’interno delle mura di un laboratorio? Fino a che punto può o deve spingersi l’essere umano/scienziato?

Le Brigate Fantasma sono state create dalle FDC per combattere contro forze aliene nemiche della specie umana, che rischia di essere distrutta. A complicare la situazione giunge, inaspettato, il tradimento del dottor Boutin che, prima di suicidarsi, trasferisce la propria coscienza in un apposito dispositivo, grazie al quale verrà poi indotta in Jared, prima che questi venga addestrato come un qualsiasi soldato. Ma Direc – che da subito partecipa a simulazioni e a battaglie dimostrando un valore fuori dal comune –, a un tratto inizia a ricordare un passato non suo. Colpa della coscienza di Boutin che si sta risvegliando, provocando delle interferenze e determinando un mutamento nel soldato che, a differenza dei colleghi guidati esclusivamente dal Brain Pal e, dunque, incapaci di auto-determinarsi, è posto di fronte a delle scelte che potrebbero portare a un nuovo atto di tradimento nei confronti delle FDC. Il rischio è alto, ma è indispensabile per scongiurare una strage annunciata.

Nel suo romanzo, Scalzi esplora il complesso e talvolta problematico rapporto tra uomo e scienza,  raccontandoci cosa accade quando, spingendosi oltre le “colonne d’Ercole” della conoscenza, il sapere – risorsa preziosa per la nostra specie – si trasforma in una terribile arma. Un tema già  esplorato con grande lungimiranza da Mary Shelley – spesso citata dall’autore –, e ancor prima dal mito di Prometeo  (non a caso, Frankenstein è il Prometeo Moderno), punito dagli dei per aver fatto dono agli umani dei mezzi necessari alla propria evoluzione. Come per la creatura del dottor Frankenstein, le Brigate Fantasma – scaturite da un atto in cui l’essere umano si eleva alla statura di  creatore, e dunque di essere superiore, dispensatore di vita e morte (Scalzi non parla di Dio o di religioni) – diventano uno strumento di sfida verso la natura. Viene così introdotto il problema dei limiti della scienza, che l’autore affronta sfuggendo a facili moralismi e a toni didascalici che avrebbero appiattito lo sviluppo della trama.

Tra i classici citati, Frankenstein di M. Shelley

La fantascienza di Scalzi – in cui confluiscono generi diversi – non è un mero susseguirsi di scontri epici in cui a prevalere è il colpo di scena. Nonostante il ricorso a uno stile quasi cinematografico e  la spettacolarità dell’assunto di partenza, ogni anello della catena narrativa è innestato con precisione scientifica allo scopo di dar vita a una trama in cui verosimiglianza e credibilità non vengano mai meno (la formazione giornalistica dell’autore è evidente). Ogni elemento è dunque inserito con perizia, in modo che la storia abbia uno sviluppo lineare. Qualche carenza è riscontrabile, forse, sotto il profilo descrittivo: personaggi e luoghi vengono appena abbozzati, impedendo al lettore una completa immersione nell’universo narrato.  In particolare, il sistema intergalattico immaginato dall’autore avrebbe richiesto una ricostruzione di stampo quasi tolkeniano, con annesse cartine e dettagli di approfondimento.

Sfaccettata e complessa è, invece, la costruzione psicologica dei personaggi, che sfugge allo schematismo della scissione tra buoni e cattivi. Ciascuno dei protagonisti agisce in base a motivazioni e interessi personali, che vengono perseguiti in modi più o meno nobili, finendo col determinarne la natura. All’interno del plotone di soldati speciali, il concetto di cameratismo è sostituito da quello di “condivisione”, che sfocia in omologazione. Come dimostrano i momenti successivi alle battaglie – in cui hanno luogo vere e proprie orge –, l’individuo, privato della propria coscienza, diventa parte di un tutto al quale tenta disperatamente di restare connesso. Un caso a parte è, naturalmente, quello di Jared, la cui coscienza si risveglierà grazie alle interferenze della memoria (la Recherche proustiana è l’altra grande opera letteraria citata all’interno del romanzo). In seguito a un episodio apparentemente banale,  il soldato comincerà infatti ad avvertire gli influssi della coscienza di Boutin, trovandosi a dover fare i conti con questo doppio alquanto scomodo.

Il primo lavoro di Scalzi

Le Brigate Fantasma è un perfetto esempio di scrittura contemporanea che ha saputo raccogliere la lezione dei classici. Lo stile è lineare, ma non per questo meno complesso e incisivo. Al contrario, l’autore dimostra di avere una penna clinica, penetrante, capace d’indagare il difficile rapporto tra scienza ed etica, senza la presunzione di giungere a una verità assoluta. Il lettore si troverà invece a dover fare i conti con una quantità d’interrogativi, per i quali spesso non esistono risposte univoche. D’altra parte, Scalzi non dimentica di servirsi di tutti gli elementi tipici del genere fantascientifico, costellando il suo racconto di battaglie combattute con armi ultra-tecnologiche, narrate con uno stile incalzante e fluido. Ottima anche la gestione dei dialoghi, che conferma la capacità di spaziare tra i diversi registri linguistici, con botta e risposta di grande efficacia. Insomma, un romanzo non solo per appassionati, che offre un ampio ventaglio di argomenti di sicuro interesse.

L’autore: John Scalzi

Nato nel 1969, dopo un esordio come giornalista, si è dedicato alla scrittura, vincendo   il John W. Campbell Award 2006 come miglior autore esordiente. Il suo primo romanzo, Morire per vivere, è stato nominato al premio Hugo come miglior romanzo dell’anno e i diritti sono stati venduti in più di quindici paesi. È stato consulente creativo per la popolare serie di sci-fi Stargate Universe. Dal 2010 è presidente della Science Fiction and Fantasy Writers of America.

Le Brigate Fantasma

di John Scalzi
Titolo originale: The Ghost Brigades
Traduzione: Benedetta Tavani
Casa Editrice: Gargoyle
Collana: Extra
Pagine: 310
Prezzo: 14,90 €
ISBN: 9788889541968

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook