Once Upon a Time 2×10 “The Cricket Game”

Fenomenologia dei cattivi. Che succede se dai a un cattivo qualcuno da amare?

Con questo tanto agognato primo episodio dopo le vacanze abbiamo potuto godere non poco della magia di Once Upon a Time, non ci è mancato nulla: momenti di suspense, di romance, momenti corali, nani, fate, nonne spiritose (la nonna di Cappuccetto Rosso quando menziona la difficoltà di fare il polpettone nel Regno delle favole e Snow – nonna sexy – sorpresa sul più bello da figlia e nipote).

E poi Regina è Regina. Due momenti di lei hanno assunto luce uno dall’altro: la sconfitta nel passato del regno delle favole, quando i trionfatori Snow e Charming la catturano, e l’ingiusta accusa dell’uccisione del dottore/Grillo parlante. Due momenti, due lati della stessa persona.

Oltre a godere delle improbabili mise da Drag Queen della regina cattiva, abbiamo potuto assaporare la sua irriducibilità: la tenerezza per il padre e l’orgoglio, che non le ha permesso di mostrarsi sottomessa quando doveva pronunciare le sue ultime parole prima di morire. Bella, fiera anche vestita di sacco, non accetta la compassione di Snow: non può perdonare e fallisce quando cerca di ucciderla per l’ennesima volta. L’incantesimo di protezione offerto ai fidanzati reali da Tremotino spiega anche, finalmente, come questa donna così potente abbia fallito tante volte! E poi, noi spettatori otteniamo la conferma che l’ultima parola in fatto di perfidia non ce l’ha la regina se lei, ancora e ancora, si fa manipolare da Tremotino.

Tutto il progetto della maledizione che aveva portato il regno delle favole a Storybrooke nasce dal preciso disegno di Tremotino, che spiega a Regina come Snow e Charming non possano essere colpiti dalla magia in quella dimensione. Anche qui, però siamo daccapo, poiché noi sappiamo il motivo per il quale il caro vecchio Rumpel vuole trasmigrare nel mondo reale, cioè cercare il figlio: Baelfire.

I cattivi insomma sono personaggi ai quali, se togli la buccia, scopri la polpa, cioè la motivazione umana dei loro gesti. Regina dunque vibra di rabbia contro Snow che le ha impedito l’amore, perché, come sappiamo, non può prendersela con la madre Cora, vera colpevole, per l’uccisione del suo amato ragazzo di stalla. Questo non voluto tradimento rende Snow sempre riluttante a uccidere o a punire definitivamente Regina. I buoni sono comunque quelli che danno al nemico sempre un’altra possibilità.

Così fa dunque Emma, degna figlia di Snow, quando invita Regina all’abbuffata celebrativa per il ritorno delle due profughe, che si svolge al locale di Nonna. Regina porta le lasagne col peperoncino. Idea da provare!

Questa nuova Regina, che nel tempo è cambiata, affronta lo stress emotivo di stare in un ambiente pieno di persone che hanno ottimi motivi per odiarla.

Bello il dialogo quando Emma cerca di trattenere Regina dall’andarsene: entrambe cedono alla rabbia e all’orgoglio, entrambe tornano sui loro passi e chiedono scusa. Al centro di tutto questo stravolgimento dei ruoli, nel confronto fra il prima e il dopo, fra Regina la dannata e la Regina decisa a cambiare, c’è un elemento apparentemente passivo: Henry. Il ragazzo non fa molto in questo episodio: va a scuola, in effetti, ma è il fulcro attorno a cui ruotano eventi, personaggi e mutazioni.

Emma ha odiato Regina fin dalla prima stagione, ma ora le dà una possibilità anche davanti ai fondati sospetti che sia stata lei a uccidere Archie.

Attinge alla magia ed è addirittura Regina ad avvertirla che ci può essere uno scotto da pagare; scopre – o le pare di scoprire – che la colpevole è effettivamente Regina e infrange il sogno di nuova vita della donna, raccontando a Henry quello che pare essere successo. E Regina arriva al punto di rottura che la madre, Cora, aveva attentamente programmato, impersonandola.

Una parentesi: Tremotino. Lo scopriamo di nuovo accanto a Belle, intento a godere il presente di questo amore che lo coinvolge. Lo vediamo insomma debole perché, infine, lo guardiamo attraverso lo sguardo dominante di questo episodio: Cora. Regina è fragile perché ama; Tremotino è fragile perché ama; Cora vive il suo amore come prevaricazione: deve spezzare sua figlia per creare un varco nel suo cuore in cui lei possa entrare.

Scopriremo anche perché Cora è così perfida? Analizzeremo anche i motivi umani di mamma strega? Non credo proprio potremo esimerci. Once Upon a Time è un puzzle che gioca col tempo, che ci fornisce di volta in volta il pezzo che manca per comprendere un certo aspetto del presente; ogni personaggio è come una matrioska: si toglie un involucro esterno per arrivare al cuore.

Però, a un certo punto, arriveremo a un bivio. Regina ha davanti a sé due strade: tornare perfida insieme alla madre o liberarsene, ma questo la renderebbe di nuovo cattiva e ancora più lontana da Henry. Voi credete che Ouat ci riporterà indietro con lei? E Uncino? L’ennesimo cattivo col cuore ferito? Si porrà anche lui fra l’oggetto della sua vendetta, il suo personale Coccodrillo, ed Emma, verso cui prova qualcosa?

Amore come debolezza e amore come forza: la leva che può sollevare il mondo e il tallone d’Achille di qualsiasi perfido figuro. E poi: quando vedremo Emma al centro di un triangolo?

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