Elementary. Anche gli USA hanno il loro Sherlock Holmes

Dal 13 gennaio il celebre investigatore inglese indossa i panni targati CBS per sbarcare su Raidue. Se siete rimasti fedeli alla versione della BBC, però, il consiglio (forse) è di lasciar perdere

È difficile dare un’opinione chiara, pulita ed obiettiva alla nuova serie tv ispirata alle avventure di Sherlock Holmes prodotta dalla CBS. Difficile perché Sherlock Holmes non è semplicemente un riferimento scomodo e troppo imponente, ma anche perché i suoi adattamenti sono stati spesso ineccepibili, fedeli, a tratti (come nel caso dei film di Guy Ritchie) sorprendenti.

Poi succede che un tale di nome Steven Moffat tenta il colpaccio e rasenta il capolavoro. È il 2010 e la BBC trasmette quella che di lì a poco diventerà una delle migliori trasposizioni di Sherlock Holmes: Sherlock, con Benedict Cumberbatch nei panni del fascinoso investigatore e Martin Freeman in quelli di un adorabile Watson.

E dal momento che agli americani proprio non piace essere secondi a qualcuno, ecco che la CBS sforna la sua personalissima versione del detective di Scotland Yard, dando a Jonny Lee Miller il ruolo di Sherlock e (reggetevi forte, questa è pesante) a Lucy Liu quello di Mrs Watson. Inutile dire che l’impresa rischia di risultare grottesca, grossolana e irrimediabilmente fallimentare.

Ma procediamo con ordine.

Elementary – 1×01 – Arma impropria

Nella versione americana, Sherlock Holmes è un ex detective di Scotland Yard trasferitosi a New York per cercare di disintossicarsi definitivamente da alcol e droghe. Deciso a continuare il suo mestiere di investigatore, viene affiancato nelle sue missioni da un’avvenente ex chirurgo di origini asiatiche di nome Joan Watson. Nulla di troppo distante dalla trama originaria, fin qui, in effetti. Ma il problema è un altro: l’autore della serie, Rob Doherty, probabilmente intenzionato a bissare e superare il successo della serie tv di Moffat, decide di strafare, caratterizzando all’eccesso il personaggio di Sherlock (interpretato da Jonny Lee Miller) e annullando completamente quello di Watson (aggravato dalla scarsa interpretazione di una mai troppo capace Lucy Liu). A dirla tutta, però,  Elementary non è una serie tv completamente sbagliata: le trame sono interessanti e per certi versi ben sviluppate, i personaggi hanno una loro struttura, profondità e caratterizzazione e perfino il signor Holmes conserva una sua (discutibile) dignità. L’errore più grande, dunque, sta nell’aver voluto forzare ad ogni costo il paragone con Sherlock Holmes: se Doherty avesse semplicemente deciso di raccontare le avventure di un ex alcolista ex detective alle prese con il crimine efferato della grande mela allora forse avremmo davanti a noi un prodotto discreto. Non eccelso, probabilmente pieno di difetti, ma discreto. Dato, però, che di Sherlock Holmes si tratta, non possiamo affatto esimerci dal giudicarlo in quanto frutto di un grave, gravissimo e grossolano errore di valutazione, con un cast decisamente sotto tono, una Liu/Watson piatta e scialba e un Miller/Sherlock troppo simile al Sick Boy che porta a cena fuori uno svalvolato Eli Stone per poter anche solo lontanamente ricordare lo charme (perduto) del nostro amato signor Holmes.

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