Beauty and the Beast 1×08

Trapped ovvero La rivincita dei Nerd. Tra flashback e sieri misteriosi, con l’ottavo episodio il serial assume sfumature fantascientifiche e nuovi eroi, a cominciare dal supersecchione J.T.

All’amico del cuore di Vincent, contraltare sfigato tutto ciccia, battute sagaci e pranzi al microonde, il compito di salvare sia la vita della Bestia che la storia d’amore con la bella Catherine.

Grazie a una mistura di psicofarmaci, J.T. induce in Vincent una “fuga dissociativa pilotata” in cui l’ex soldato ripercorre la vita in Afghanistan all’interno della base Muirfield e la trasformazione in “mostro”.

Ed ecco venire fuori la verità su un altro personaggio finora decisamente appiattito nella sua aura di pseudo santità, cioè la mamma di Catherine. Uccisa dalla Muirfield, si, ma tutt’altro che una vittima inconsapevole della perfida organizzazione segreta paramilitare. E’ stata proprio lei a mettere a punto il mix mutante che ha reso Vincent una macchina da guerra, condannando tutti suoi commilitoni a una morte atroce e costringendolo a una vita di isolamento e sofferenza.

Un segreto nemmeno tanto a fondo custodito, in effetti, dal momento che il papà di Catherine custodiva gli X files della moglie mad doctor in cantina, assieme a mountain bike in disuso e abiti fuori moda. Spulciando negli archivi della dottoressa Chandler, J.T. riesce a ideare un antidoto agli effetti collaterali che stanno distruggendo Vincent. Per realizzarlo deve intrufolarsi nel laboratorio di Evan, nel bel mezzo del NYPD, in pieno giorno, mentre decine di sbirri vanno e vengono e perfino Tess fa capolino nella stanza. Un blitz in vero stile Bond, che porta a termine contro ogni pronostico, e con grande bravura. Ed è questo il limite di questa volenterosa puntata: ogni cosa fila liscia, fin troppo liscia. Cat e Vincent potrebbero essere separati dal coinvolgimento della madre? Neanche per idea: sono pronti e razionalizzare a perdonare! Catherine potrebbe accusare il padre di averle nascosto la verità, facendola macerare per anni nel senso di colpa per la morte della mamma? Ma no, capisce subito che l’ha fatto per il suo bene! E il trauma per il crollo dell’unica certezza nella vita della bella detective, il mito della madre bella e brava? Che ci volete fare, si cresce e si va avanti, dopotutto nessuno è perfetto…. Meno male che almeno Evan sembra possedere una più sana e umana inclinazione all’ossessione e al rancore. Si spera che, rendendosi conto di essere stato ingannato da Catherine, si dimostri un po’ meno incline dei suoi colleghi al gentleman’s agreement.

Ah, giusto, magari siete curiosi di sapere come è andata a finire la vicenda poliziesca di oggi, quella del cantante pop vittima di un attentato compiuto dal rivale sulla scena musicale o, forse, da un fan impazzito prontamente segnalato dal suo agente? Per regalarvi un piccolo brivido, che nella vicenda è totalmente mancato, ci limiteremo a dirvi che il colpevole è contenuto nella frase precedente. Ma non crediamo, in realtà, che abbiate bisogno di aiutini: è una trama presente almeno una volta in ogni procedural/poliziesco che abbia mai fatto la sua comparsa sul piccolo schermo.

Alla prossima settimana, fiori d’arancio alla mano, per Bridesmaid Up!

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