Tales from Helleborya Libro I – J. Thorn

Corruzione oscura, il primo libro della saga science-fantasy Tales from Helleborya

Helleborya è un pianeta, è un romanzo e una saga, ma soprattutto è un progetto. Un progetto di quelli ambiziosi, di quelli sui quali il creatore gioca l’all-in, perché ci crede davvero, perché lo ama, perché è convinto valga la pena investirvi il tutto per tutto.

JACK THORN

In questo caso, l’entusiasmo e la convinzione trovano piacevole sfogo in una certa multimedialità che fa da contorno e arricchisce la saga: un booktrailer, cartoline monografiche in formato cartaceo che ritraggono i protagonisti, un sito arricchito dalla mappa dell’universo creato, dalle immagini dei personaggi, dei luoghi e delle creature di Helleborya e da alcune anticipazioni sul libro successivo della saga, a lasciar intendere che c’è ancora molto da scoprire e da leggere. Una sovrastruttura, davvero ben congegnata, che assume maggior valore considerando che siamo nell’ambito dell’autopubblicazione, ma che al contempo trasmette l’idea di una composizione epica e in qualche modo pretenziosa, che viene in parte tradita dalla lettura del primo volume di questa saga science-fantasy, che risulta una piuttosto semplice e schematica.

La semplicità è dovuta soprattutto a una narrazione minimale, caratterizzata da frasi brevi e capitoli corti che danno, in particolar modo nella prima parte del romanzo – in cui la scena e il point of view cambiano continuamente – un senso di frammentarietà e leggerezza e un ritmo sincopato e discontinuo. Il risultato è un libro che scorre molto velocemente, contraddistinto dal susseguirsi di scene brevi, combattimenti che si risolvono in fretta, difficoltà che rimangono tali per poco. Vedere disvelarsi la storia con questi ritmi è un piacere, ma a tratti si desidererebbe maggior profondità e una narrazione di più ampio respiro. Sembra quasi di trovarsi nello script particolarmente ricco di una serie animata, di un manga o persino di un videogioco, piuttosto che in un romanzo. L’autore si concentra sul far muovere i suoi numerosi personaggi e sul far avanzare la storia, ma concede poca attenzione al come raccontarlo, perdendo di vista la necessità di un’estetica della narrazione.

L’elfa NIX

Questa povertà narrativa – stilistica, non diegetica –, al contempo pregio e difetto dell’opera, si riscontra anche nelle caratterizzazioni di protagonisti e antagonisti. Nel descrivere i sei personaggi principali – un avventuriero (e autore fittizio della storia), una druida, un cavaliere, un nano, un’elfa e un mago –, l’autore è parco di dettagli e fa molto affidamento da una parte sulla sopracitata sovrastruttura multimediale (che fornisce i ritratti di ciascuno), e dall’altra sugli stereotipi letterari cui essi si rifanno, che permettono di dare per scontati molti particolari come, ad esempio, le orecchie a punta degli elfi o la costituzione massiccia e la natura rozza dei nani. La sfera caratteriale, pur influenzata dalle peculiarità proprie della razza cui i personaggi appartengono, è sicuramente più originale, ma non indagata a fondo come potrebbe. D’altra parte, questo aspetto, che rischia di apparire come un difetto, dipende, forse, dall’elezione a protagonisti di personaggi molto giovani – tutti quindicenni –, che costituisce al contempo un limite (per i temi e i toni), ma anche – e soprattutto – una risorsa (per la ricchezza propria del periodo di mutevolezza dell’età adolescenziale e per le possibilità evolutive a livello narrativo).

Insomma, autore, personaggi e storia sono tutti portatori di un potenziale di crescita che rende l’incontro con Helleborya e il cammino con il gruppo di protagonisti per sconfiggere la malefica influenza [nota 1] che sta infettando il loro pianeta, piacevole e semplice per ora e promettente per i libri a seguire.

Helleborya, l’ultimo pianeta dell’intero Universo dove la Magia non si è assopita. Un luogo protetto. Prezioso. E ora non esiste più. Io sono J.Thorn… e questa è la storia del mio mondo.

MAPPA DI HELLEBORYA

NOTA 1: la malefica influenza che sta infestando Helleborya, corrompendo le figure maggiormente permeate di magia, a tratti ricorda, pur con le dovute rielaborazioni, il Nulla de Die unendliche Geschichte di Michael Ende (addirittura, in questa frase c’è un’analogia palese: «È troppo tardi per me. Presto la corruzione mi avrà trasformato. L’unico modo per salvarmi è salvare tutta Helleborya, fermando questa corruzione. Andate nel deserto di Khardara. Trovate l’antica Voce del Deserto, l’unico essere più antico di Helleborya stessa»). Difficile capire se si tratti di citazione letteraria o di mero impiego di un elemento ormai radicato nel genere, ma l’autore della saga strizza più volte l’occhio, soprattutto nella prima parte, a opere fantasy di chiara fama, quali La storia infinita di Ende, appunto, la Lord of the Rings Saga di J.R.R. Tolkien e alla Harry Potter Saga di J.K. Rowling.

Corruzione oscura

Autore: J. Thorn
Editore: autopubblicato
Pagine: 348
Prezzo: 9,79 cartaceo – 2,99 digitale

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