Once Upon a Time 2×08 Into The Deep

C’è un buon motivo per fare il male? O anche: c’è un buon motivo per fare il bene?

In questa fase degli episodi di Once Upon a Time continua la ridefinizione dei ruoli, sia per i buoni sia per i cattivi, o pseudo tali.

Partiamo dal piccolo Henry, che in questa puntata dichiara, senza mezzi termini, che non è più il tempo di credere negli eroi, ma di comportarsi da eroi. E questa sembra già la parola chiave per questa riflessione sulla possibilità dell’eroismo che Once Upon a Time pare voglia essere. Henry, l’unico personaggio che non cede al grigiore dell’ambiguità morale, sicuramente grazie alla sua giovane età, corre dunque i suoi rischi e affronta l’avventura addormentandosi.

È lì infatti, nella camera degli incubi, in cui arrivano coloro che hanno subito la maledizione del sonno, che può comunicare con Aurora. Sia la principessa sia Henry scelgono di mettere a repentaglio la propria incolumità – si scottano nel fuoco ben reale della camera – pur di portare a termine il loro compito, che è poi quello di permettere la comunicazione fra un mondo e l’altro e far sì che Tremotino possa svelare a Emma e a Snow come sconfiggere Cora. Il sacrificio è l’eroismo dei deboli. Oppure è semplicemente l’eroismo vero?

Come nel mondo reale però, trovata la soluzione c’è sempre anche l’inghippo: La ferita di Henry è troppo grave e Aurora viene trovata e portata via addirittura dagli zombie. Ok, nelle fiabe non c’erano, ma Ouat è l’esplorazione di tutti i possibili mondi concepiti dalla fantasia umana, e quindi!

Intorno a questa possibile connessione tra i due mondi nel frattempo si giocano strane alleanze. Regina chiede aiuto a Tremotino e tutti collaborano a scongiurare l’arrivo di Cora a Storybrooke e a far tornare Snow ed Emma. Quindi ai vecchi malvagi succedono i nuovi: vediamo Regina, che rispetto alla perfidia della madre sembra solo un’apprendista, far parte degli Stregoni Anonimi per poter meritare l’affetto e la stima di Henry; Rumpel che accetta di collaborare quando Regina gli fa presente che, ora che una debolezza lo affligge, a causa dell’amore per Bella, potrebbe non essere tanto facile per lui sconfiggere Cora, se la donna riuscisse ad arrivare nel loro mondo.

La mamma terribile, nel frattempo, non riesce a vincere le resistenze della testarda Aurora, portata da lei opportunamente dagli zombie, ma una donna che non si rassegni a indossare pantaloni e imbracciare armi forse vede aumentare le sue possibilità di rimanere fregata. Oppure no, un attimo: Cora non porta né pantaloni né armi. La perfidia femminile vecchio stile, allora, è l’ultima frontiera del male.

Alla fine insomma, grazie all’ambiguo Hook, il team delle Fantastiche quattro viene infiltrato. Emma e Snow si fideranno? Mangeranno la foglia? Secondo me, no, ma staremo a vedere.

Hook è l’eccezione che conferma la regola delle domande iniziali: vuole andare a Storybrooke per vendicarsi di Tremotino che ha ucciso il suo amore. Stabilisce alleanze in un equilibrismo di doppi giochi pur di raggiungere il suo fine. È reale il feeling con Emma? Di certo tradisce, ma alla fine che succederà? La sua ambiguità e la sua innegabile avvenenza lo rendono intrigante. Di qualcuno si deve pur dubitare, no?

Nel frattempo vediamo Emma completare la sua presa di coscienza del suo ruolo dalla sua prima stagione fino a ora: Henry ha dovuto conoscere la maledizione del sonno perché lei non si decideva a credere al suo ruolo di Salvatrice del mondo delle fiabe. E Snow smonta la paralizzante catena di cause ed effetti dicendole che non ci si può bloccare nel senso di colpa; infatti, a voler andare fino in fondo, se lei non avesse parlato a Cora dell’amore di Regina per il suo stalliere, nulla di male sarebbe accaduto, né la maledizione né null’altro di ciò che ha perseguitato i due mondi. Bisogna andare avanti e lottare: è quel che davvero fanno gli eroi.

Nessuna esitazione a rischiare il tutto per tutto per Charming: accetta la maledizione del sonno pur di comunicare con Snow. È sicuro che si ritroveranno e che lei con un bacio potrà infrangerla. L’unica sicurezza che lo anima è la sua fede nel loro amore. In fondo è fede che il bene debba trionfare alla fine, speranza allo stato puro, contro ogni tentazione di disperazione: il vero messaggio del fantasy. Tanto di cappello. Inoltre è una ulteriore motivazione a tornare a Storybrooke per la vera protagonista positiva dello show: Biancaneve.

Ma torniamo alla domanda iniziale: c’è un buon motivo di fare il male? Snow avrebbe davvero colpito Mulan, per impedirle di consegnare a Cora la bussola in cambio di Aurora? Mulan avrebbe davvero impedito il ritorno a casa delle due donne, pur di onorare il giuramento fatto al principe Filippo di proteggere Aurora? L’amore è il movente per compiere azioni riprovevoli? Sì, molto spesso. Il discrimine perché un eroe o un’eroina oscurino la propria aura morale, se così si può dire, è sottilissimo.

Magari anche Cora giustificherebbe le proprie azioni con un malinteso amore per sua figlia Regina.

Il mondo fantastico però –  anzi, nel caso di Ouat, i mondi fantastici – hanno davvero bisogno di cattivi veramente cattivi. O no? Abbiamo compreso e quasi giustificato Regina e pure Tremotino. Lavori in corso per Hook … Rimane Malefica! Chissà se la rivedremo.

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