Once Upon a Time 2×07 Child of The Moon

Le storie dei lupi intrigano sempre tanto, vero? Nelle fiabe e nel fantasy, figuriamoci in Once Upon a Time!

Ruby poi è un personaggio presente, una sicurezza per chiunque, per Snow, per Charming: forse il suo fascino deriva proprio da questa commistione fra il lupo, il mostro, e la ragazza gentile.

In questo episodio si indaga sulla sua forza, sulla sua debolezza e su come si faccia a essere uomini, e donne, veri, pur conoscendo i propri limiti. Apparenza e realtà. In questo senso Cappuccetto rosso e il Principe Azzurro hanno qualcosa in comune, per contrasto, a parte il colore. Il re ricorda e rinfaccia al nostro facente funzioni di sceriffo, con tutto il suo odio, che lui non è un vero principe, ma un pastore che ha rimpiazzato il vero erede al trono, suo figlio, morto a opera del drago.

Infatti, la forza e la nobiltà del nostro eroe non vengono da nobile schiatta, ma da quello che è, da quello che ha sofferto, come Principe e come uomo. È infatti la stessa persona che non ha creduto a Mary Margaret e ora fa tesoro di questa esperienza con Ruby, fidandosi di lei anche al di là dell’evidenza. Il suo coraggio sta nel non farsi spaventare da Albert Spencer/re George e nel non cedere alla tentazione di ucciderlo quando lui pregiudica l’unica possibilità di accedere al mondo delle fiabe e recuperare Snow ed Emma, gettando nelle fiamme il cappello del Cappellaio matto, l’unico portale interdimensionale fino a quel momento accreditato.

Sugli errori, sul loro superamento a costo di dolore e sofferenza si basa questa forza, e in quest’episodio scopriamo cosa rende Ruby la donna che è. Ancora una volta nel mondo fantasy, come coerente continuazione della mitologia sottesa alle fiabe, abbiamo un rapporto conflittuale con un genitore e la creazione di una famiglia alternativa, tale per scelta.

Ruby finalmente scopre che sua madre è viva e che esiste una comunità di uomini lupo all’interno della quale potrebbe non sentirsi diversa, ma le cose non vanno bene (vanno mai bene al primo tentativo?) e la nostra Cappuccetto scopre che, nell’ordine, la nonna le aveva mentito e le aveva nascosto la sua parte ferina, perché ovviamente non la accettava, mentre la regina dei lupi, sua madre (qualcuno ha riconosciuto l’attrice di X-files?), ha rinnegato la sua umanità rivendicando il diritto ai lupi di uccidere le persone. Nessuno ha chiesto a Cappuccetto rosso chi volesse essere e lei ha dovuto scoprirlo attraverso il dolore per la morte della madre appena recuperata.

Così, chi è davvero la sua famiglia? È Snow, che ha accettato di lei entrambi i lati, e tutti coloro che lo fanno. Se questo discorso della “famiglia d’elezione” l’avete già sentito è sicuramente perché frequentate il fantasy. Ecco che l’accettazione degli altri apre la porta all’accettazione di sé, ecco che David, a Storybrooke, riesce a recuperare la parte lupina di Ruby alla coscienza. Meno male, uno squartatore in meno.

Nel frattempo, chi è quindi il cattivo? Colui che non vede le diverse dimensioni delle persone, colui che si ferma all’apparenza: re George che uccide il povero Billy senza rimorsi “Era solo un topo” dice infatti di lui, incapace di uno sguardo più profondo, di “vedere” oltre. Comunque, dove le hanno prese le torce gli abitanti? Si vendono al supermercato? Normali pile, no? Sono gli standard della caccia al mostro.

Snow dunque è una che “vede”, che unisce, che prova empatia: un personaggio che è il nucleo positivo dello show, anche perché è perfettamente capace di combattere con coraggio per difendere chi ama, dunque non suscita dubbi sulla debolezza di questa posizione.

E qui si dimostrano capaci di amore disinteressato anche Tremotino, che dà il talismano a Henry afflitto dagli incubi ustionanti senza chiedere nulla in cambio, e Regina, che lo veglia. A lei la battuta migliore, quando, riguardo all’incantesimo del sonno e alle sue conseguenze pericolose, si difende dicendo che quelli che stregava non si supponeva dovessero svegliarsi mai. Ragionamento senza pieghe.

Riguardo poi al passaggio fra i due mondi, bruciato il cappello – io continuo a chiedermi perché il cappellaio non ne confezioni semplicemente un altro, che ci sta a fare, scusate? Ora che c’è la polvere di fata… – si configura un altro portale magico, più spazioso e movimentato di un cappello. Qualcuno l’aveva capito che l’altra figura nella camera degli incubi era Aurora? Io sì.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook