Beauty and the Beast 1×06

La serie con Kristin Kreuk e Jay Ryan non convince, ma va avanti. Tra equivoci e schermaglie, la Bella e la Bestia sono a un passo dall’amorazzo. E le indagini? Ah, si, le indagini…

Questo sesto episodio si consuma in linea verticale in un ambiente decisamente hipster. Le detective Vargas & Chandler (con Ryan ed Evan al seguito, stile cagnolini) sono alla ricerca dell’assassino di un artista che esponeva le proprie tele in una galleria di Soho.

Chi avrebbe avuto interesse a uccidere un pittore emergente con tanti sogni e poche quotazioni? La ex fidanzata segreta, vittima di insana gelosia, il proprietario dello spazio espositivo, che usava i suoi quadri come copertura per affari poco leciti, o forse la direttrice di sala inutilmente sulle spine fin dal primo fotogramma?

A voi l’ardua scelta mentre sarete alle prese con le ben più succose piste sentimentali dei protagonisti. Perché ormai, sappiatelo, siamo immersi in un teen drama oltre ogni ragionevole vergogna e forse va bene così. B&B non sarà mai un procedural e se l’appendice autoconclusiva venisse amputata forse non andrebbe a detrimento del serial. Meglio, dunque, abbandonarsi alle schermaglie infinite tra Cat e Vincent, perdersi nel mood  “Smalville 15 anni dopo”. Non che l’incertezza abbia abbandonato gli autori, ancora nel bel mezzo di una Tafazzi syndrome. Che imbocchi la linea poliziesca o rosa questo telefilm continua a boicottarsi da solo, senza un vero perché.

Prendete l’equivoco tra Cat e Vincent che aveva chiuso Saturn Returns: lei lo aveva aspettato invano, convinta di aver ricevuto un due di picche; lui l’aveva vista baciare un altro e poi si era svegliato solo e terrorizzato sul ponte di Brooklyn, vittima di un’amnesia. Un piccolo gruzzolo di misunderstanding da spendere in questa nuova puntata. Un elemento vecchio, ma che funziona sempre: lei crede di non essere ricambiata e allontana lui, che si allontana perché pensa di non avere chance, etc. etc… E invece no. Nei primi cinque minuti, Cat spiattella tutta la questione e rende l’altalena del mama, non m’ama del tutto corriva. Persino le interferenze di Evan (l’anatomopatologo inutilmente attraente) s’inseriscono in un gioco a tre con carte scoperte che dilapida il mordente. In finale sappiamo che Cat vuole Vincent e Vincent vuole Cat (ma va?) che, a sua volta, è corteggiata da Evans (dai, davvero?). Tutti sanno tutto e ne parlano civilmente. Come nella linea parallela che riguarda Cat e il rapporto con la matrigna. La bella poliziotta scopre che la futura giovane moglie del padre ha un segreto e che fa? Convoca il genitore e ne discute razionalmente per poi chiarire tutto con la futura maman. Wow, che brivido!

Sembra che gli autori rifuggano l’abbraccio con il vero destino di B&B. Ed è un male. Ricordo una bella puntata di Will&Grace in cui i protagonisti singhiozzavano davanti a un episodio di Smalville. Che, come tutti ben sappiamo, non era rivolto al pubblico cui idealmente si rivolgeva. A meno, certo, di non dilatare l’adolescenza fino agli “enta”, se non agli “anta”. Dunque la sopravvivenza di B&B si gioca su questo: riusciranno gli sceneggiatori a far emergere il wannabeteen-drama che la serie nasconde dentro di sé? Noi siamo pronti. Vogliamo immergerci tra lacrime e cuscini, arrossire assieme a Cat per un bacino fuori della finestra. Vogliamo Vincent il figone che balbetta con lo sguardo basso davanti alla ex cheerleader. Non rassicurateci con dialoghi adulti, non chiamateci “signora” (o “signore”) e non dateci del lei. Tonight we are youngDon’t stop believe…

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