The Vampire Diaries 4×02: la dieta della moralità

Un nuovo, intenso episodio di The Vampire Diaries, che rinnova i fasti della splendida seconda parte della indimenticata Season 2.

Durante lo scorso episodio abbiamo assistito al completamento della trasformazione di Elena: ora la nostra protagonista è una vampira. Sul tetto con il suo Stefan la ragazza ha manifestato sì dei dubbi, ma nel complesso è apparsa abbastanza serena, cercando di cogliere i lati positivi della sua nuova vita. 

Ma come andranno veramente le cose? Come spesso accade quando si tratta di Elena, Stefan e Damon hanno opinioni differenti sul modus operandi. Damon sostiene che la ragazza, essendo una vampira neonata, per iniziare la sua nuova vita deve nutrirsi di sangue umano direttamente da una vena pulsante. Stefan, invece, confida nel grande rispetto per gli altri che Elena aveva da umana, e che ora è amplificato. Non vuole che la sua fidanzata debba convivere con il rimorso, e per questo vuole a tutti i costi che lei si abitui al sangue animale. Nel caso peggiore alle sacche di sangue. L’esperimento fallisce. Elena non riesce a tenere in circolo il sangue, e continua a rigettarlo. In questo momento appare chiaro che Stefan, colui che aveva abbracciato da subito la sua nuova condizione, non accetta completamente la sua natura, mentre Damon, che aveva subito la trasformazione, si ritrova a essere molto più onesto con sé stesso, affermando con disarmante realismo: i vampiri si nutrono delle persone

Elena, ovviamente, si trova dalla parte di Stefan. Per ora. Come abbiamo visto con Vicky, Stefan cerca di insegnare alla neo vampira a controllare le emozioni e le nuove percezioni amplificate. I due ragazzi si avvicinano in maniera appassionata, in una maniera tanto esplicita che non si era mai vista quando Elena era ancora un’umana.  Tra di loro la dolcezza e il rispetto avevano sempre preso il sopravvento sulla passione, esplosa invece con Damon alla fine della scorsa stagione.

Nel frattempo, in città arrivano due nuovi personaggi, legati al Consiglio dei Fondatori. April, la figlia del pastore Young, torna in città per le esequie del padre, e davanti alla scuola incontra Matt e Jeremy; quest’ultimo la ricorda con molto affetto: Elena, infatti, le aveva fatto spesso da baby-sitter. 

Un altro misterioso personaggio si trasferisce a Mystic Falls. Un giovane di colore, dall’aspetto gentile ma deciso: indossa guanti neri con cui stringe la mano presentandosi. Connor, questo il suo nome, è in città per indagare sulla morte del Consiglio dei Fondatori. Ben presto scopriamo che Connor è un cacciatore di vampiri. Stringe la mano a Tyler, e si accorge della natura soprannaturale del ragazzo grazie ai guanti intrisi di verbena. In pochi secondi lo colpisce al petto con proiettili particolari, letali per qualsiasi vampiro. Ma per sua fortuna, Tyler è un ibrido. 

Interviene Caroline, che accompagna l’amico ferito da Stefan. Insieme scoprono che strane incisioni adornano i proiettili estratti dal corpo di Tyler. Per questo motivo serve l’aiuto di Bonnie. La ragazza, dopo quello che è successo alla nonna, non solo è talmente disperata da chiudersi in casa senza voler vedere nessuno, ma non riesce nemmeno a usare la magia senza provare un’enorme sofferenza. I proiettili, però, secondo Bonnie non sono incantati: le incisioni su di essi sono qualcos’altro. Qualcosa che lei non conosce.

Le condizioni di Elena, intanto, peggiorano. Così, si rivolge a Damon. Inaspettatamente. Il maggiore dei fratelli Salvatore ne approfitta. Nutre l’amata direttamente dalla sua vena, una dei gesti più intimi che due vampiri possano condividere. Il sangue di Damon sembra salvarla e confortarla, diventa per lei un’ancora di salvezza. Dopo aver bevuto avidamente dalla vena, Elena si appoggia spossata a Damon, che le accarezza con amore i capelli: soddisfatto, estasiato e insieme a lei, completo.

Durante la veglia per il pastore Young, succede l’inverosimile: Connor, deciso a scoprire quanti più mostri possibili a Mystic, ferisce appositamente April facendola sanguinare. Il rumore del sangue che gocciola dal soppalco della Chiesa, ma soprattutto l’odore, destabilizza Elena. Tyler, per salvare l’amica da un gesto avventato, esce allo scoperto, per evitare che altri vengano feriti, e condannati a morte. La fame prolungata e l’odore pungente del sangue di April fanno quasi impazzire Elena, fino a quando Matt le offre il suo sangue; avviluppata in un tenero abbraccio di apparente conforto, Elena si nutre. Connor intanto spara a Tyler e tenta di fuggire; Damon lo raggiunge, ma il cacciatore è incredibilmente forte: tiene testa a un infuriato Damon e lo colpisce lasciandolo a terra. Stefan arriva in quel momento e, dopo aver aiutato Damon a rialzarsi, lo colpisce al viso. Questa la lieve punizione per aver nutrito Elena con il suo sangue, un gesto intimo che la fidanzata le aveva tenuto nascosto a favore del fratello.

La difficile cerimonia è finita. Elena si ritrova sola con una sanguinante April in chiesa. Sta per cedere alla brama di sangue, quando una tempestiva Caroline interviene fermandola. Le spiega come controllarsi, e come far dimenticare ad April gli ultimi avvenimenti.

Dopo una giornata così piena di dolore e di rimpianti, Elena, esausta,confessa a Stefan che le sembra di stare piangendo da sempre. Stefan capisce di cosa ha bisogno e, insieme ai suoi amici, decide di andare al parco con delle lanterne per dire addio. Per ricordare tutte le persone care che hanno perso. Insieme alle lanterne viene trascinato verso il cielo buio della notte anche il ricordo del dolore, che non sparirà ma sarà accantonato in una parte dell’anima come dolce nostalgia.

Solo Damon non accetta una tale dimostrazione di umanità. Dire addio, per lui, equivale a dover ammettere di aver perso definitivamente qualcuno. Una cosa ancora inaccettabile. A modo suo, però, anche lui ricorda. Davanti alla tomba di Ric, si lamenta di dover fare da padre a tutti quei ragazzini senza poter aver più da lui una spalla su cui appoggiarsi, senza il suo amico di bevute a cui riserva ancora gelosamente un posto al bancone del bar.

Ric rappresenta la lanterna di Damon. Damon però non sarebbe se stesso se non si ribellasse al tentativo infantile di esorcizzare il dolore della perdita. Lo spirito di Ric, sorridendo alla complessa ma conosciuta personalità dell’amico, risponde con semplicità: Anche tu mi manchi.

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