Sacrifice – Alexandra Adornetto

Secondo appuntamento, purtroppo deludente, con la Halo series della giovane Alexandra Adornetto, che ci racconta il soggiorno della sua angelica eroina negli Inferi.

È con una certa dose di delusione e disappunto che mi accingo a scrivere questo commento. La Halos series è opera di un’autrice appena ventenne (classe 1992, la Adornetto aveva solo diciotto anni alla pubblicazione del primo volume della trilogia) ed è rivolta ad un pubblico indicativamente suo coetaneo, quindi forse io sono talmente fuori target, data l’età, da non coglierne il reale valore.

Ma sinceramente vorrei spezzare una lancia in favore di quel pubblico young adult che si ritiene sia il suo principale e legittimo fruitore. Non è che perché il pubblico è giovane e quindi, solo apparentemente, meno pretenzioso, siano proponibili una trama incoerente, una protagonista ai limiti della tollerabilità e un world-building sconclusionato e debolissimo. Esistono in ambito young adult libri sia urban fantasy che paranormal romance capaci per profondità di contenuti, credibilità dei personaggi e ricchezza del word-building di rientrare tranquillamente – pur con i loro vincoli contenutistici intrinseci che vanno dal sesso alla violenza, a un linguaggio controllato – tra le letture più apprezzate di un adulto. Insomma, non è nel target che può trovare giustificazione la pochezza di questo libro; e nemmeno, del resto, nella scelta di essere volutamente poco pretenzioso, perché non lo è affatto.

La Adornetto, infatti, ha eletto a suoi protagonisti gli angeli, e non in una più abbordabile e interpretativamente libera versione new age o, in alternativa, dark o new gothic, ma in quella propria della teologia biblica tradizionale, con tanto di citazioni e rimandi veterotestamentari. In Halo (Rebel in Italia), nonostante una frivolezza di fondo della protagonista Bethanie e un distacco pacato e statico dei due “fratelli” in missione con lei sulla Terra, che rendevano poco credibile la loro natura angelica, l’autrice era riuscita a creare un’atmosfera fresca e armoniosa e a proporre alcuni brani toccanti. In Hades, invece, il messaggio di fede che rendeva originale e piacevolmente ingenua la storia, si perde completamente. E con esso le ultime briciole di credibilità dei protagonisti e la solidità dell’intero impianto narrativo.

Gran parte della trama si svolge nell’Ade (e già qui ci sarebbe da indagare sui motivi che hanno spinto l’autrice a utilizzare una terminologia pagana in un contesto invariabilmente cristiano), perché Bethanie viene rapita da Jake, il demone già sconfitto in Halo e ora tornato a pareggiare i conti con lei. Questo antagonista – così come in generale la scenografia e gli altri personaggi degli Inferi – è vittima della stessa banalizzazione e riduzione subita dalla sua controparte positiva, un personaggio di levatura come Gabriel, potente arcangelo dall’inizio dei tempi messaggero di Dio, qui trasformato in una figura insipida e poco accorta. Jake, che “non è soltanto un demone. È un angelo caduto, uno degli Originari, coloro che si sono schierati fin dall’inizio dalla parte del Grande Papà [sic, purtroppo!], gli Otto Principi degli Otto Cerchi”, rapisce un angelo per capriccio e attrazione, compiendo il primo passo della dichiarazione di guerra al Cielo che darà il via all’Apocalisse. Ma non le fa nulla di quello che ci si aspetterebbe da un demone. Semplicemente la rinchiude in una lussuosissima stanza d’albergo e la fa accudire e servire da due umani buoni caduti in suo potere (il che fa domandare quale escatologia malata la Adornetto abbia deciso di suffragare) che presto le divengono amici, e si limita a stuzzicarla con battutine e goffe avances e a tenerla lontana dai suoi cari.

EDIZIONE ITALIANA 2012

Lei, dal canto suo, seppur illesa pare davvero disperata. Insomma, motivi ne ha: è il primo angelo che abbia mai varcato le porte dell’Inferno, e non abbraccerà mai più il ragazzo che ama, e non vedrà mai più i suoi fratelli, e sarà per sempre l’animaletto da compagnia di un demone birichino, e forse, ma proprio in ultimo, sarà pure la pedina con la quale i demoni innescheranno l’Apocalisse! Eppure, invece di fare quello che farebbe chiunque, persino l’agnostico più convinto, e che a maggior ragione ci si aspetterebbe da un angelo, e cioè pregare e rimettersi alla volontà di Dio, lei non fa altro che piagnucolare su quanto sia sfortunata e sola, annoiare con parole vuote sul suo amore per Xavier che non fanno vibrare nulla nel cuore del lettore, rispondere a tono per pura pedanteria e sempre scioccamente e fuori luogo alle svariate personalità demoniache che incontra. Non solo non è credibile come angelo, ma soprattutto non è stimabile come personaggio. Forse l’autrice intendeva disegnarla ingenua e un poco avventata, ma invece risulta solo una bambina saccente e un angelo privo di fede.

Devo ammettere di essere stupita dalla severità del mio giudizio; sono solita ricercare ed enfatizzare nei libri, anche in quelli che ho apprezzato meno, gli elementi positivi o gli indizi di potenzialità: la stroncatura non mi è congeniale. Eppure, c’è stato qualcosa in Halo che mi ha indispettito al punto da non riuscire a rintracciare i suoi punti di forza. Forse è stata la sensazione di cogliere della presunzione nell’autrice (per il tema – tra l’altro svolto male – e per la lunghezza del libro), forse è stata  la compagnia di una protagonista di una superficialità, un egoismo e una stupidità allarmanti, o forse è stata la noia durante la lettura, che mi ha portato più volte a desiderare di essere nei pressi dell’ultima pagina e a guardare altri libri con malinconico desiderio. E forse ha contribuito anche il fatto che l’editrice Nord abbia curato benissimo il libro, perché trovo sia davvero un peccato che CE con la professionalità (e la disponibilità economica) per offrire un prodotto così “finito”, scelgano (o debbano scegliere) titoli americani con cover travolgenti e sinossi promettenti, che poi però non valgono una sola pagina di altri fantasy/urban fantasy/paranormal romance young adult di autori italiani, costretti invece a pubblicare con CE minori e a rischio (si pensi al caso Sangel) o addirittura ad autopubblicare!

HALO SERIES

Ma, più di tutto, credo sia stata la mancanza di emozioni a permettermi di giudicare così duramente e in modo distaccato il libro. Non mi sono sentita coinvolta in nessuna pagina, non mi si è stretto il cuore in nessun momento di vicinanza o separazione dei due protagonisti, non ho mai respirato il loro amore né parteggiato perché trionfasse. E, visto parliamo di un romance, direi si tratta di una mancanza rilevante. Insomma, una débâcle totale. Spero la Adornetto si riscatti con l’ultimo e conclusivo libro della serie, Heaven.

Sacrifice

Titolo originale: Hades
Autore: Alexandra Adornetto
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Pagine: 364
Prezzo: 16,60

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