Once Upon a Time 2×03 Lady of the Lake

Tipi femminili. Questo potrebbe essere il tema di questo terzo episodio della nuova stagione di Once Upon a Time.

E anche, beh, papà che imparano qualche lezione.

Potremmo anche affermare che uomini e donne si scambiano i ruoli, dato che appunto vediamo Charming/Azzurro che ha a che fare con suo nipote e, all’inizio, sbaglia clamorosamente. “Sei un bambino, non posso coinvolgerti, vai a scuola”. Il genitore saggio svolge il suo compitino. E toppa, dato che Henry prontamente ne prova una delle sue. NON va a scuola (va bene che Storybrooke è un paese piccolo, ma un po’ di controllo in più, no?) e cerca di accedere alla cripta di Regina, in cerca di un po’ di magia per poter far tornare mamma e nonna dal mondo delle fiabe. Al rischio corrisponde ovviamente il pericolo. Meno male che i principi fanno il loro lavoro di protettori: arriva il nonnino Azzurro e risolve la situazione.

Notazione di gender: sarebbe bello se gli uomini si riappropriassero di questa funzione, senza sfociare subito nel marito/fidanzato/padre-padrone? Parlo delle donne, certo, ma in questa occasione guardiamo lui ed Henry: alla fine comprende che Henry è una persona e ha bisogno della sua attenzione e del suo tempo e non di essere messo da parte nel tentativo di semplificarsi la vita. Giocare con le spade di legno vuol dire solo esserci per lui. Questo ragionamento potrebbe essere usato come jolly anche in altre combinazioni: noi donne con gli uomini e loro con noi. Forse anche le donne, a volte, mettono da parte i propri compagni perché doverli educare, come si fa con i bambini, fa perdere troppo tempo. È il tema del “prendersi cura di”. Cioè, anche, amare.

E anche il nostro supermeraviglioso Cappellaio matto e magico, Jefferson, che non ha il coraggio di presentarsi a sua figlia. Vigliaccone. Ci vuole coraggio a sperare nel perdono. Henry è sempre quello che invita alla fede. Forse per la fede ci vuole la semplicità dei bambini.

E torniamo a noi. Anzi a loro. Snow, Emma, Aurora, Mulan … e anche Cora. Ruoli e sfumature diverse della figura femminile.

Mulan fa pensare alle donne che scelgono la carriera militare: sicure, determinate, senza fronzoli. Affidabili e leali. Hanno scelto un sistema maschile, ma l’hanno reinterpretato alla loro maniera. Sono sicura che di costei vedremo anche altri lati, dobbiamo solo aspettare.

Aurora: esempio tipico di passiva aggressiva. La donna che è sempre stata confinata negli “abiti adatti”, nei ruoli di comodo del sistema maschile, ma che nutre forza e rabbia ben nascosti. Armi che le donne hanno dovuto nutrire all’oscuro e che le hanno rese pericolose in epoche in cui l’emancipazione era un sogno.

È una caratteristica che può valere anche oggi, che il panorama è così variegato: ci sono donne in carriera e casalinghe frustrate da mariti impositivi, sacche di femminismo e sacche di bisogno di protezione che maschera un perdurante senso di inferiorità. Come per Aurora la compagnia di Emma, Snow e Mulan è un incentivo per ritrovare un equilibrio fra i propri desideri, il proprio ruolo e la propria forza di carattere, così per le donne la compagnia reciproca è la speranza per imparare le une dalle altre. E per trovare un modo di vestire un po’ più consono, magari.

Snow. Qui è la sua storia che viene arricchita, aggiungendo, mediante i flashback, particolari inediti. Ora sappiamo perché la nostra dolce Biancaneve, nella versione di Once Upon a Time, è una combattente. Ha fatto la fuorilegge, ha guidato rivoluzioni, ha elaborato strategie, ha trovato il suo vero amore, ha vissuto il dolore di non poter avere un figlio, ha sacrificato la vita che aveva sognato per la salvezza di Emma.

La scena in cui lei accarezza con la memoria la stanza dove aveva sognato di cullare Emma e di insegnarle a camminare è molto toccante. Non solo per l’interpretazione, ma perché aggiunge un tassello di rimpianto al profilo di Snow. Quel mandare la figlia lontano, che Emma non le perdonava, le è costato moltissimo. Ci ha perso anche lei, tanto, e nonostante ora l’abbia ritrovata, quel pezzo della sua vita è andato per sempre. Siamo fatti anche di ferite che non si rimarginano. Il famoso tema del sacrificio è ripreso anche dalla figura della madre del Principe, che – al di là della considerazione che: insomma, se ne poteva stare in casa! – rinuncia alla vita che le rimaneva da vivere perché suo figlio e la sua ragazza possano avere una famiglia. Da quale cumulo di amore e sacrificio deriva Emma! Il suo compito è scoprirlo, in questa stagione, dopo che nella scorsa si era sempre sentita il cavaliere solitario, e dopo che, con difficoltà, accoglie quella nuova strana famiglia.

Emma è la sorgente, in questo episodio, delle sfumature ironiche. Il suo spaesamento nel mondo delle fiabe è divertente. Forse anzi alcune trovate potevano essere sfruttate meglio. La pistola è inutile e controproducente. Possiamo glissare sugli effetti speciali dell’orco? È meglio. Comunque Snow non sbaglia il tiro. Si parla dell’occhio dell’orco, ma non solo. Sicuramente lei è sia Mary Margaret, la timida maestrina, che Snow, l’impavida combattente, ma qui, che bella figura che ci fa!

“Come sapevi che l’avresti preso?” chiede Emma. “Non lo sapevo!” risponde Snow. Lì, ma anche dovunque, il coraggio è il coraggio. Si combatte per le battaglie che devono essere combattute, non sempre si misurano i pro e i contro. L’eroismo contro il pedante raziocinio valutativo. E poi Emma è sovrastata – come dice bene l’inglese: “overwhelmed”! – dalla scoperta che lei ERA importante per qualcuno, preziosa. Tutta la vita per cercare inutilmente di accettare di non essere stata voluta e poi ora la coscienza di essere sempre stata amata. Il cuore che si allarga può far male. Ma mille di questi dolori ci potremmo augurare.

In ultimo un confronto appena accennato: Cora – Regina. Cora è quella che ora, senza dubbi residui, si può considerare perfettamente malvagia. Vero, vuole rivedere la figlia, ma per farne che? Che l’amore possa far male l’abbiamo già verificato. Che si possa imparare ad amare, pure. Infatti in questo episodio Regina, pur se di scorcio, brilla. Quando si rende conto che Henry l’ha presa in giro … non vi ha procurato dolore quella scena? A me sì. Quando capisce cosa è successo, chiama il nonnino Azzurro e pensa prima di tutto alla sicurezza di Henry. “She is both” potremmo dire, perfida regina e mamma premurosa.

Da scoprire ancora meglio sarà la diabolica Cora che scompare in una nuvoletta fucsia, non prima di aver fregato tutti con l’intelligenza. La famosa segatura magica! Ancora questa non l’avevamo vista. No, non è vero: in The Vampire Diaries le ceneri di una quercia magica possono rendere letale un pugnale. Avranno copiato?

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Comments

Posted On
ott 20, 2012
Posted By
MaChris88

Adoro questa serie e sono sempre impaziente di leggere le vostre recensioni :)
La puntata 2×03, a mio parare, è fantastica. L’ho rivista più volte e puntualmente mi sono emozionato durante il confronto Emma-Snow così come quando Jefferson riabbraccia sua figlia. Non riesco a trattenere un brivido ogni qual volta Snow grida “Get away from my daughter!” poco prima che scagli la famosa freccia e, come voi, mi è dispiaciuto enormemente quando Regina ha scoperto di essere stata presa in giro dal figlio che tanto sinceramente ama.
Una serie di emozioni forti e contrastanti.
In più, in questa puntata, mi ha colpito molto il ciondolo di Mamma Charming :) A parte il fatto che anche da noi esiste una tradizione simile a quella da lei raccontata…Ma quello che mi ha colpito è l’effige sul medaglione. Sbaglio o era rappresentato un bambino su di un uccello? Se non vado errato un’immagine simile è quella che dà Barrie nella prima versione di Peter Pan :) Che possa c’entrare qualcosa? Che sia la stessa effige del ciondolo di Emma?
Buon lavoro a tutti voi! :) Alla prossima puntata di OUAT!

Posted On
ott 20, 2012
Posted By
Antonella Albano

Sono contenta che il commento ti sia utile! :) Grazie della notazione sul ciondolo!! non l’avevo notato, sai? Devo andare a riguardare… La serie comunque, hai ragione, offre emozioni e spunti di riflessione. Che si può desiderare di più?

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