Beauty and the Beast

Per la stagione autunnale la CW punta sul remake della celebre serie tv degli anni ’80

Il mondo incantato buca il piccolo schermo e anche la CW si è gettata nella mischia con una versione seriale giallo-romance dell’immortale fiaba La Bella e la Bestia che ha fatto il suo debutto l’11 di ottobre e andrà in onda ogni giovedì in seconda serata.

Attenzione però, per il network che ha reso il mondo reale un posto migliore con Buffy The Vampire Diaries (chiamato a fare da traino, con la quarta stagione, a questa new entry) il punto di riferimento non sono né Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (a cui si deve la prima rielaborazione moderna della storia) né Perrault (il papà della versione più amata prima che Walt Disney la imprimesse a fuoco come una vacca da pascolo), bensì il mitico serial Beauty and the Beast che vide la luce nel 1987 sulla CBS. 

L’originale è, dunque, una di quelle perle di raccapriccio, insensatezza e meraviglia che solo la tv degli anni ’80 — quella del reflusso, nel bel mezzo del guado tra due golden age mitologiche troppo distanti per rubarne il luccichio — ha potuto regalare al pubblico. Per chi non era ancora adolescente o preferiva leggere i classici che guadare Italia 1, facciamo un piccolo recap: trattasi del telefilm con l’avvocato dai capelli rossi che indagava con il leone umanoide che viveva nei sotterranei di New York. E se state pensando che è un presupposto ridicolo persino per la sospensione d’incredulità tipica del c’era una volta vi diciamo subito che dalla prima alla terza stagione c’è lo zampino, come sceneggiatore e produttore esecutivo, di George R. R. Martin. 

Dunque per la sua Beauty and the Beast del terzo millennio la CW ha deciso di mantenere le sfumature giallo-poliziesche, innestando la storia originale in un canovaccio teen friendly, che tiene conto del target principale della rete ma punta, scegliendo due protagonisti intorno agli “enta”, ad allargare gli orizzonti.

Nasce così la storia della bella investigatrice della squadra omicidi Catherine Chandler. Catherine, in cui riconoscerete la timida Lana di Smalville (l’attrice Kristin Kreuk), ha una scombinata vita sentimentale (cioè ha un debole per gli idioti) e stenta a liberarsi di un dramma del passato. Alcuni anni prima la madre è stata brutalmente assassinata davanti ai suoi occhi da un misterioso commando armato. La stessa Cat si è salvata per miracolo, grazie all’intervento di un essere sconosciuto, molto più simile a una belva che a un uomo. Negli ultimi anni Cat ha indagato senza sosta per sapere cosa si nascondesse dietro l’omicidio, dibattendosi tra inadeguatezza e senso di colpa. Quando un’indagine, condotta con la tostissima Partner Tess VArgas (Nina Lisandrello), la porta sulle tracce di un misterioso ex militare dato per morto in Afghanistan nel 2003; il passato torna a bussare prepotentemente alla sua porta. L’uomo, che era un medico prima di arruolarsi, a seguito dell’11 settembre, si chiama Vincent Keller (l’attore Jay Ryan apparso in Sea Patrol e Go Girls) e la sua presenza sulla scena del crimine si associa a una traccia biologica contenente dna misto, per metà umano e per metà animale. Una firma in acido desossiribonucleico presente anche nell’omicidio della madre di Catherine e in sei altri delitti.

Alla ricerca di un assassino Catherine s’imbatte in un goffo supereroe che ha tentato, invano, di salvare molte vittime di aggressioni violente e ha impedito ai killer di sua madre di ucciderla. Colpita dal lato generoso e nobile di Vincent, l’investigatrice mette da parte gli obblighi della divisa e non rivela a colleghi e superiori ciò che ha scoperto su di lui. Vincent, in cambio della fiducia, le rivela l’origine della sua bizzarra natura. Divenuto un soldato dopo la morte dei fratelli, spazzati via insieme alle Twin Towers, ha accettato di sottoporsi a un protocollo sperimentale, nella speranza di divenire un’arma di difesa per il proprio paese. Le mutazioni genetiche sue e delle altre “cavie” si sono però rivelate incontrollabili. Tutti i soldati arruolati nel “Progetto Muirfield” sono stati uccisi. Vincent ha simulato la propria morte e da allora si nasconde a casa del suo miglior amico J.T. (Austin Basis, già nel cast di Life Unexpected) lavorando a un antidoto che lo faccia ritornare normale. 

Ed ecco in questo pilot, che si limita a fare il suo sporco dovere, i presupposti della serie: Cat e Ryan lavoreranno fianco a fianco contro il crimine, risolvendo ogni episodio un caso di omicidio e portando avanti (nella linea orizzontale del racconto) tanto la loro storia d’amore che le indagini sulla morte della madre di “Beauty”. Contro di loro si armeranno i cattivissimi del progetto Muirfield, decisi a spazzare via Vincent. Messa così la storia non fa ben sperare, ma se c’è una cosa che abbiamo imparato dai teen drama è la loro capacità di tirare fuori il sangue (vedi Buffy e Vampire Diaries) dalle rape, intendendo per tuberi sia plot improbabili che improbabili protagonisti. E qui si viene alla più grande incognita che grava su questo show, la scelta del cast. Sospendendo il giudizio su Jay Ryan, restano le grandi perplessità sulla Kreuk che in questi primi quaranta minuti ha dimostrato di non aver superato i limiti interpretativi che in Smalville si potevano attribuire alla giovane età. Eppure nei prossimi episodi potrebbe sorprenderci e noi non aspettiamo altro.

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