Hansel e Gretel: vietare o non vietare

La Paramount Pictures ha ultimato due montaggi alternativi per il film di Tommy Wirkola: uno vietato ai minori e l’altro per un pubblico adolescente.

Che il cinema sia raschiando il barile delle idee lo abbiamo detto e ripetuto più volte, ma Hollywood non sembra essere d’accordo e continua a sfornare adattamenti, reboot e remake. L’ultimo filone di film privi di originalità è quello che prevede il rifacimento di favole classiche. Dopo Cappuccetto Rosso Sangue e i due film su Biancaneve ecco arrivare, dunque, Hansel e Gretel… ma il pubblico questa volta vuole la violenza.

La pellicola, diretta Tommy Wirkola e interpretata da Jeremy Renner e Gemma Arterton, è una sorta di rielaborazione e sequel della favola originale. Hansel e Gretel sono cresciuti e sono diventati dei cacciatori di taglie che danno la caccia a streghe e mostri affini. Il film doveva essere distribuito all’inizio del 2012 ma è stato rinviato all’11 gennaio 2013. In molti sono rimasti stupiti da questa decisione della Paramount Pictures, ma ora, a quasi sei mesi di ritardo, è stato svelato il motivo: la casa di produzione non sa quale target di pubblico scegliere. Sono state montate due versioni differenti del film, una PG-13 (cioè vietata ai minori di tredici anni non accompagnati da un adulto), e una R (cioè vietata ai minori di diciassette anni non accompagnati da un adulto). Entrambe sono state mostrate a un pubblico selezionato per studiarne le reazioni e il gradimento, e sembra proprio che la versione “per adulti” sia nettamente la preferita. Da quanto è trapelato (a dispetto degli ordini di segretezza imposti dalla Paramount) il pubblico ne avrebbe apprezzato le scene sanguinose e cruenti ma soprattutto l’umorismo cinico.

La Paramount Pictures è ora di fronte a un atroce dubbio: dar retta al risultato del test e giocarsi quindi gli incassi derivanti dall’ampio pubblico adolescente o puntare sui giovani rischiando un colossale flop?
Vi terremo aggiornati.

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