True Blood 5×05 “Let’s Boot & Rally”

Questo quinto episodio ha rinnovato i vecchi fasti di True Blood: umorismo grottesco e interazioni più succose e dense cui la HBO ci aveva abituato con le prime stagioni.

Inoltre i toni horror di parecchie scene hanno citato i migliori topics del genere.

Sookie, alle prese con i suoi amanti, funziona davvero molto meglio. Il povero Alcide, che finalmente stava per conseguire il premio tanto ambito — le attenzioni sessuali della piccola cameriera/fata, in verità ubriaca al punto giusto — improvvisamente si vede vomitare sulle scarpe. E l’ingresso di Eric e Bill è stato a effetto. Ok, un effetto forse un po’ rozzo e un tantino prevedibile. In ogni caso tutti loro stanno meglio insieme che separati. Hanno bisogno di lei sia per il plot che per la qualità della trama.

Mentre sono tutti insieme, al tavolo, il livello di testosterone sale vertiginosamente e i maschi alfa cominciano a litigare. Improvvisamente il punto di vista è dentro la testa di Sookie che li sente “abbaiare” e, realizzando insieme a noi telespettatori, che tanto era destino che le loro strade si incrociassero di nuovo, comprende che “la scelta giusta” della fine della quarta stagione, quella di separarsi sia da Bill sia da Eric, era completamente inutile. E ride, ride. Lei è di nuovo il bersaglio per un vampiro millenario e tutto comincia da capo. Dev’essere giovedì dice, citando la “Guida galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams.

La parte migliore, a mio parere, è quella in cui lei rimette al loro posto i piani di priorità chiarendo la realtà delle cose, quando stanno per entrare nella tetra costruzione dove si nasconde Edgington redivivo: non sono i due vampiri che la preservano dai pericoli e la proteggono: è lei che ha potere su Russel grazie ai raggi delle sue mani, che sono l’unica cosa, insieme alla luce del sole, che limita l’antichissimo vampiro. Quindi sono io che proteggo voi e non ha tempo da perdere anche considerando che ha mal di testa (da sbornia) e le scappa la pipì. La concretezza delle donne! I due rimangono lì, miseramente scavalcati, mentre Alcide ridacchia. È lo stesso effetto di ridicolizzazione del potere dei terribili vampiri che si ottiene ogni volta che, dopo la fuoriuscita delle paurose zanne, si sente il rumorino dello scatto quando rientrano al loro posto. Da salvarselo come suoneria per i messaggi!

Questo messaggio ormai poco subliminale è il top: la bionda “svampita” se li mangia tutti quanti, zannuti, succhiasangue e mutaforma. È la rivincita delle donne che propose Joss Whedon quando, nella scena iniziale di Buffy The Vampire Slayer, la sciocca biondina, portata nei meandri di una scuola deserta, invece di essere la vittima predestinata del mostro di turno, era l’essere “speciale” di cui aver paura, la vampira centenaria che, il bel ragazzotto che voleva approfittare di lei, se lo mangia in un boccone.

È un messaggio sostanzialmente femminista, che frantuma le basi dell’arroganza e della supponenza dei maschi alfa, riducendo i potenti vampiri (e qui il simbolo è chiaro, a livello di natura della supremazia maschile) a poveri ganzi cornuti, vicendevolmente e non, e superati in sagacia e potere. Il potere della luce – la fata legge le menti ed emana raggi dalle mani – supera e schernisce quello del sangue e dell’oscurità.

In questo episodio si rivela anche meglio dove le varie trame e sottotrame vogliano andare a parare: c’è una lotta tra vampiri e vampiri e una ribellione degli umani ai “sups”, a tutti coloro che hanno poteri “supernaturali” – l’aggettivo “sovrannaturali” pare indicare qualcosa di diverso. Questo sembrano dimostrare sia il filo narrativo all’interno dell’Autorità, con il Guardiano che, spinto da Salomè, accetta di usare la religione, in cui neppure crede, per rafforzare la lotta verso quella fazione dei vampiri – i “sanguinisti” – che vogliono continuare a intendere il genere umano come bestiame da pascolo e macello per la razza superiore, sia l’altro filo narrativo, quello di Jason che investiga insieme ad Andy Bellefleur sugli omicidi dei mutaforma e si trova a riflettere su come, anche prima che i vampiri e gli altri esseri superumani facessero outing, i delitti avvenivano e le persone venivano uccise, sebbene le loro morti rimanessero inspiegate.

Questo è rafforzato come motivazione da quello che gli aveva rivelato nella scorsa puntata la cugina Hadley, mezza fata, sulla morte dei suoi genitori, che in effetti non erano periti in un incidente, ma erano stati uccisi dai vampiri. Sarà il nostro Jason, affrancato finalmente dalla sua dipendenza dal sesso, a ricoprire il ruolo di leader della riscossa degli umani? Prendendo il posto del Pastore Newlin, ormai passato ai vampiri? Anche da questa parte però il dramma è morale ed è sottolineato dalla vigliaccheria dell’omicidio dei due amici mutaforma di Sam e poi del ferimento di Luna e dello stesso Sam. A proposito, l’assassino ha sul viso una maschera del presidente Obama, l’avete notato?

Questo combattimento e questo peso della realtà supernaturale vengono sottolineati dalla linea narrativa di Lafayette, che viene spaventato e soverchiato dentro e fuori dalla dimensione stregonesca che sta prendendo il sopravvento su di lui, anche grazie alle scene in puro stile horror con la testa di Jesus con la bocca cucita che appare a lui e alla madre. Cattivissimi presagi!

Anche la linea narrativa di Andy Bellefleur e del mostro di fumo e rabbia che brucia i colpevoli ora mostra la sua ragion d’essere: il mondo supernaturale è crudele, perché non contempla perdono e redenzione: quella che Terry si è guadagnato cambiando se stesso e la sua vita, nonostante il male che ha commesso. La scena della preghiera di Lafayette e della risposta grottesca di santini e statuette vuole forse rivendicare che l’uomo può trovare redenzione e salvezza solo nelle sue forze? Questa tematica risuona anche delle sfumature grottesco-critiche sulla religione, espresse anche dalla sempre bellissima sigla.

True Blood, la serie in se stessa, trova il suo motivo d’essere sin dall’inizio proprio nella possibilità che i vampiri, grazie al sangue artificiale, potessero rivendicare la propria esistenza e il proprio diritto alla convivenza pacifica con gli esseri umani. Come dire: chi sono i vampiri, mostri assassini? O dei “diversamente viventi” che devono essere accettati senza discriminazioni? Le due fazioni, quella del Guardiano, quella dei politici, di Bill, che ha sempre impedito a Jessica di nutrirsi degli umani e quella di Eric, Pam che le regole cercano di contravvenirle, e di Russel Edgington e dei Sanguinisti che invece rivendicano palesemente la supremazia dei vampiri sugli umani vogliono dimostrare che il potere, la sua gestione hanno a che vedere con la scelta morale che sta alla loro base, con il dramma del libero arbitrio, alla fine.

Questa contrapposizione viene efficacemente dimostrata dalle belle scene di Tara e Jessica. Tara, per la sua visione morale da umana, ha già dimostrato che non vorrebbe nuocere a nessuno (la scena con l’automobilista in panne), ma viene comandata a farlo da Pam. Jessica, il cui creatore Bill le aveva instillato la scelta “giusta”, condividendo al Fangtasia la sua sofferenza di fresca neovampira con Tara, dice a se stessa e alla sua nuova amica che il desiderio di nutrirsi degli umani non è sbagliato, poiché ha a che fare con la natura stessa del vampiro. E Tara finalmente sorride, presa dalla speranza che quello che sente, da quando Sookie l’ha fatta trasformare in vampiro, non sia un’aberrazione, come lei aveva sempre pensato.

La natura morale del gesto viene a galla però quando l’umano di cui Tara ha scelto di nutrirsi è qualcuno verso il quale Jessica ha ancora dell’affetto: Hoyt. Se affetto = amore (non necessariamente amore passionale, sia chiaro!) allora la moralità scaturisce da quello. Se ami non ferisci chi ami. Chiunque è amato da qualcuno, ergo chiunque è degno di essere amato, ergo nessuno dovrebbe essere drenato dei suoi liquidi vitali. Anche se è consenziente, un “fangbanger” cioè “un umano che gode a fare sesso e a consentire ai vampiri di bere il proprio sangue”. Certo qui si potrebbe nutrire il dubbio se Jessica colpisce Tara perché è gelosa di Hoyt o perché semplicemente ci tiene sempre a lui. Ma qui la scelta è nostra, come persone e come telespettatori: possiamo scegliere la versione semplice: la gelosia, o quella più profonda: l’essere umano è prezioso, troppo per essere usato come bestiame da mungitura o da macello (come fa Russell Edgington nella sua clinica dismessa degli orrori – ma come fece pure Hitler ai suoi tempi!) e i “sups” sono comunque esseri umani, che devono fare una scelta morale. Questo Sookie aveva sempre pensato e creduto e su questo, al fondo, si basa lo show.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook