Sanctuary: la sci-fi canadese

 I diversi sono tra noi

Le produzioni canadesi riservano spesso ottime sorprese. Per affinità linguistica e culturale si pongono spesso al livello di quelle statunitensi offrendo agli appassionati prodotti interessanti ed originali. Non fa eccezione Sanctuary, serie televisiva da poco conclusa che ha regalato quattro stagioni di avventura e mistero agli appassionati di sci-fi.

La serie è stata creata nel 2007 da Damian Kindler , autore australiano già creatore di Stargate, che ha sviluppato l’idea prima sul web con una serie di mini episodi che hanno suscitato parecchio interesse. Così, la serie è stata sviluppata per il piccolo schermo.

La serie racconta la storia della dottoressa Helen Magnus che dedica la sua vita alla ricerca degli “anormali”, creature ibride con poteri che potrebbero essere pericoli per gli umani ma, sempre più spesso, sono gli umani a rappresentare un pericolo per queste creature. Helen fa parte di un gruppo di cinque persone che hanno tentato su di loro un esperimento per aumentare le loro capacità, iniettandosi sangue di vampiro ed ottenendo risultati diversi come una straordinaria longevità, nel caso di Helen. Una setta interessata a questi esseri, cerca di distruggere il santuario creato da Helen che con i suoi collaboratori, tra questi Will, che ha in passato ha avuto un contatto cin questo mondo.

La serie si poggia molto sulla protagonista Amanda Tapping che aveva già collaborato con Kindler proprio in Stargate, che riesce a dare credibilità al suo personaggio, ed utilizza effetti speciali considerati low cost per gli standard statunitensi ma che comunque rendono bene l’aspetto fantastico ed a tratti gotico della serie. Le creature sono ben realizzate, considerando appunto il budget utilizzato, e la storia crea empatia con questi personaggi che si muovono sul filo del bene e del male.

La scelta stilistica è, appunto, quella della estrema ibridazione, mescolando vampiri e tutta una pletora di creature umane e non, che creano un campionario di mostruosità e di problematiche raramente viste in tv.

Interessante, poi, l’origine web della serie, che partendo da otto webisodi si è estesa in forma crossmediale sul piccolo schermo, dando ragione ai produttori che hanno ottenuto quattro stagioni di buon successo di pubblico e critica. In Italia anche i webisodi sono andati in onda su Steel mentre la serie si è vista su Mediaset Premium e poi su Rai4. La quarta ed ultima stagione è andata in onda lo scorso anno negli Stati Uniti e verrà trasmessa a breve anche in Italia. Un calo negli ascolti ne ha decretato la chiusura con SyFy che ha preferito puntare su altre serie come Alphas e Warehouse 13.

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