The Amazing Spider-Man: le parole dei protagonisti

In occasione dell’anteprima romana gli attori e il regista hanno rilasciato interessanti dichiarazioni riguardo al reboot dell’Uomo Ragno.

Si è tenuta lo scorso 22 giugno l’anteprima romana di The Amazing Spider-Man, reboot cinematografico della saga incentrata sulle avventure dell’Uomo Ragno. All’evento hanno partecipato anche il regista, Mark Webb, e gli attori protagonisti Andrew Garfield, Emma Stone e Rhys Ifans, che hanno rilasciato interessantissime dichiarazioni riguardo al film.

Webb ha dapprima parlato del presunto problema della mancanza di originalità del reboot, dicendo che “Spider-Man ormai è in giro da cinquant’anni e offre tantissime storie da raccontare. La nostra è una storia diversa che ha attirato subito il mio interesse“. Il regista ha poi continuando parlando dei fumetti a cui si è ispirata la sceneggiatura: “Ultimate Spider-Man ha costituito una grande ispirazione per diverse dinamiche: abbiamo parlato molto con Andrew Garfield del fumetto. Il film è stato complesso, volevamo realizzare un’opera indipendente. Per Gwen Stacy abbiamo preso diversi elementi della versione originale del personaggio. Insomma, il nostro film non è un adattamento filologico della serie Ultimate Spider-Man.”

La parola è poi passata a Ifans che ha analizzato il suo Lizard: “Sia Mark che io volevamo presentare il dottor Connors non come un semplice scienziato pazzo: all’inizio infatti è una persona con un’etica, che vuole portare benefici all’umanità e conosceva molto bene la famiglia di Peter Parker. C’è una sorta di magia dietro la scrivania dello scienziato, come nel caso del dottor Jekyll e mister Hyde. Abbiamo voluto mostrare cosa accade dietro questa scrivania: abbiamo di fronte un uomo che guadagna il braccio ma perde la testa. C’è un topos shakespeariano in cui il villain si rivolge direttamente al pubblico, spiegando cosa prova e come agirà; questo elemento nel film è trasferito alla macchina da presa, e voi siete il pubblico. Il villain può così avere momenti di soliloquio per chiarire le sue scelte morali.

Si è poi arrivata a Garfield che ha parlato del suo ruolo di protagonista: “Non avevo capito il mio amore per Spider-Man fino a quando non ho iniziato le riprese, è un leader, e spiega cosa vuol dire avere 16 anni. È stato importante capire che aveva un impulso eroico prima ancora dei suoi poteri, e questo è un elemento chiave del personaggio. La sua forza interiore non corrisponde a quella esteriore: questo mi ha ispirato moltissimo quando ero un ragazzino emaciato, in realtà sono ancora un ragazzino emaciato. Peter Parker mette da parte i propri bisogni per gli altri, ha una grande empatia per le vittime, derivante anche dalla sua esperienza personale relativa alla perdita dei propri genitori. In questo modo diventa il protettore di un’intera comunità, e questo destino è parte della sua storia. Il suo senso dell’umorismo gli è necessario per superare gli eventi tragici, lui mette da parte anche la propria vita privata. Per quanto riguarda gli esperimenti genetici, se è possibile fare le cose in modo umano per aiutare gli altri, senza far male agli animali, allora non ci vedo niente di male.”

Tutte dichiarazioni molto interessanti che gettano luce sul film in uscita il 4 luglio. Non ci resta che attendere.

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