Blood Magic – Tessa Gratton

Il titolo del romanzo di Tessa Gratton, autrice molto seguita in rete, trae in un piacevole inganno. L’inganno della magia, che dona proprietà speciali al sangue dei protagonisti, Silla e Nicholas, non è legato al vampirismo, ma una vicenda di stregoneria “vecchia di oltre cent’anni”.

Una pericolosa e potente strega si è impossessata del corpo di un essere umano. Silla, giovane detentrice del sangue magico, lo scopre strada facendo, mentre il passato irrompe nella sua vita, attraverso trame di un destino in cui le maschere, il teatro, Shakespeare sono in un primo piano che si tinge a ogni pagina di un rosso che odora di morte, vita e, soprattutto, amore.

Sangue magico per Tessa Gratton

Il suo nome, Drusilla, dà il titolo  anche a un racconto contenuto in Alter Ego di Alexia Bianchini. Ma Drusilla, detta Silla, non è una ginoide, anche se è speciale. Silla è una ragazza di diciassette anni il cui sangue ha proprietà magiche. Non si sa le ragioni di queste proprietà, ereditate dai genitori, anche loro “speciali”. La morte dei due, avvenuta in circostanze tragiche, su cui incombe l’ombra della follia del padre, Robert, diventa l’occasione da parte della ragazza di accedere alle facoltà prima non note, grazie al libro di incantesimi redatto dal defunto genitore. Così Silla, che a causa della tragedia viene indicata dai compagni di scuola come matta, ha accesso ai segreti della sua famiglia e, in seguito, a quelli di Nicholas, coetaneo alle prese con un padre succube della giovane e seducente matrigna e con il passato di una madre instabile.

Fin dalle prime pagine del romanzo, si delineano i complessi e contrastati rapporti famigliari posti in seno alle famiglie dei due protagonisti, uniti da un destino “magico”. Silla, legatissima al fratello Reese, riesce dopo un tentativo pratico a convincerlo dell’esistenza della magia; Nicholas, che la magia insegnata dalla madre l’ha rimossa, costretto a condividere la quotidianità con una matrigna che ha soprannominato Lilith fin dall’inizio si mostra come il prototipo della femme fatale di successo, tutta laccature e griffe, con atteggiamenti ambigui che la rendono oggetto di sospetto. Nicholas manifesta nei suoi confronti disprezzo e nei confronti del padre un rancore ben delineato dall’autrice, tipico degli adolescenti che non accettano che un genitore sostituisca l’altro con un nuovo compagno. La realtà introspettiva di adolescenti quasi adulti, che vivono situazioni peculiari, fonti di traumi e sofferenze, si incontra e scontra con quella della magia che scorre nelle loro vene, mettendoli di fronte a scelte importanti, in un percorso irto di ostacoli, tentazioni, intralci e persone che non sono quello che sembrano o che vengono fraintese.

Nel romanzo irrompe Shakespeare, dalla cui opera l’autrice cita personaggi e brani. Da Sogno di una notte di mezza estate a La Tempesta, passando per Macbeth, i riferimenti sono numerosissimi e suggestivi, mentre Silla ha la fragilità di una Ofelia, personaggio struggente e innocente, di cui, però, non condivide il tragico epilogo, e il dubbio di un Amleto. È tale dubbio a mettere la ragazza di fronte alla necessità di scegliere, “per diventare grande”.

Tra le citazioni illustri, anche quella di un grande maestro del cinema

Non solo il Grande Bardo. Diversi momenti citano uno dei capolavori di Hitchcock, Gli uccelli. Dalla presenza dei corvi neri, che si moltiplicano, all’attacco agghiacciante delle ghiandaie azzurre, gli uccelli sono un’altra presenza inquietante e pericolosa nel romanzo della Gratton, la quale non lesina nel rendere con cura i dettagli degli incantesimi, descritti minuziosamente, insieme agli stati d’animo di Silla e Nicholas e a momenti ad alta tensione resi “sul filo del rasoio”.
Meno dettagli, invece, sono resi nella parte storica, in cui l’autrice tende a raccontare la vicenda di Josephine Darly e del suo amore per Philipp, nonché della sua intenzione di vivere per sempre. Tra il racconto del presente e quello del passato si delinea un distinguo, in cui si avverte l’assenza di alcune informazioni rispetto alla Darly, la perfida strega che nel presente di Silla sta cercando di impossessarsi con ogni mezzo, del libro degli incantesimi tra le mani della protagonista.

Restano in sospeso diversi aspetti del passato. Chi è davvero il Diacono, figura citata, ma mai realmente concretizzata, se non a tocchi che sembrano più pennellate essenziali? E l’amore ossessionante tra Josephine e Phillipp appare come un sentimento fatto di morsi e fughe, desideri non completamente realizzati, di vuoti in cui gli interrogativi si addensano. Sembra un amore che sfugge alle definizioni, ma che vuole una definizione sfociante nella morte. Ancora una volta, il paradigma amore e morte, come se il primo, infelice per definizione, portasse inevitabilmente alla seconda. Il personaggio di Josephine, inseguitrice di un’immortalità che porta alle sue conseguenze, alla follia, sembra essere sfuggente. In un contesto di grande risalto all’elemento introspettivo, ben ponderato rispetto alle azioni e ai dialoghi, una maggiore definizione del personaggio si sarebbe inserito nel solco aperto dall’autrice, che ha scelto una tecnica narrativa molto particolare.

Le vicende sono narrate secondo due punti di vista del presente e due del passato. I primi due sono quelli di Nicholas e di Silla, mentre gli altri di Josephine e di Philipp, in forma diaristica, strategia classica per inserire digressioni e flashback per dare “movimento” alla lettura. Nell’apparente frammentazione, la narrazione arriva a confluire in consequenzialità temporale in cui non si rilevano incoerenze o incongruenze, anzi, l’autrice ha mostrato una notevole perizia, riuscendo a inserire correttamente i tasselli di un puzzle che è coerente e fluido nell’apparente frammentazione. Dunque, una costruzione ben calibrata nella ricchezza dei riferimenti letterari, che la avvicina a esiti letterari quali quelli di Immortal di Alma Katsu, anche lei penna che fa parlare diversi personaggi-narratori, in modo “drammaturgico”. La Gratton ha uno stile preciso, con diversi elementi simbolici di rilievo, capace di penetrare nella realtà delle cose, arrivando a evocare le realtà oltre alle apparenze.

Un'altra copertina di "Blood Magic"

La tecnica narrativa impiegata dall’autrice pone il limite della definizione degli
altri personaggi, a volte appiattiti, anche nei rapporti, rispetto ai protagonisti, che non hanno ovviamente dono di onniscienza. Ma c’è una forza nel racconto, dalle atmosfere dark che ricordano Lauren Kate, ma anche le atmosfere di racconti di Poe e Lovecraft e quelle di molte pellicole horror. Il sangue scorre, acquistando tutte le valenze possibili. Il sangue è vita, morte, magia. Ma può essere anche destino, lotta per la sopravvivenza, amore. Silla e Nicholas, Josephine e Philippe, due amori che s’intrecciano senza dare consolazioni fatate. A differenza di altri lavori del genere, però, non abbiamo un amore impossibile tra creature  di natura diversa la cui unione è fortemente osteggiata,  ma quello tra simili che sfuggono l’uno all’altra (Philipp) o non accettano la verità del sangue che scorre nelle loro vene (Nicholas).  Questo sentimento mette tutti di fronte a se stessi e costringe a fare scelte, come avviene per Silla che deve imparare ad accettare la forza che scorre in lei, per diventare donna. E nei prossimi romanzi, altro sangue magico scorrerà

L’autrice

Tessa Gratton prima di diventare una scrittrice avrebbe voluto fare la paleontologa o la strega. Questo è il suo primo romanzo pubblicato in Italia. L’autrice è amatissima in rete, il suo sito è seguito da migliaia di fans : tessagratton.com . Inoltre, collabora anche a un blog di fiction collaborativa: merryfates.com/.

Blood Magic

Autrice:  Tessa Gratton
Traduzione: Simona Brogli
Casa Editrice: Piemme
Collana: Freeway
Codice ISBN: 978-8858506035
Pagine: 419
Prezzo: € 16,00

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