The Divide

Una bomba atomica, uno scantinato, un gruppo di sopravvissuti.

Quest’oggi vi vogliamo parlare di The Divide, film fantascientifico e post-apocalittico uscito nei cinema americani lo scorso 13 gennaio (e ora disponibile in home video) ma non ancora distribuito in Italia. La pellicola è stata diretta da Xavier Gens e vede tra i protagonisti Lauren German (Hostel: part 2, Hawaii Five-0), Michael Biehn (indimenticato Kyle Reese di Terminator) e Milo Ventimiglia (Heroes, Rocky Balboa).

Il film inizia con un fungo atomico che devasta lo skyline di New York. In un alto grattacielo gli inquilini scappano in preda al panico e un gruppo di loro cerca rifugio nello scantinato. Qui trovano Mickey, il custode che, reso paranoico dagli attentati dell’11 settembre, ha trasformato il sotterraneo in una sorte di bunker, con un generatore elettrico indipendente, bagni settici e un’abbondante dose di viveri. Il gruppo di sopravvissuti dovrà resistere al panico e alla disperazione ma, soprattutto, dovrà imparare a convivere mentre la prigionia forzata e le radiazioni mineranno la loro stabilità mentale.

The Divide è un film claustrofobico costruito con buona cura e sorretto da interpretazioni intense. La regia alterna inquadrature lente con passaggi veloci che ricordano Guy Ritchie o il Darren Aronofsky di Requiem for a dream. La fotografia è cupa, asfissiante, perfetta per trasmettere allo spettatore il senso di disperazione proprio dei protagonisti.

La sceneggiatura, scritta da Karl Mueller e Eron Sheean, è il tallone d’Achille di The Divide. Parte sparata, senza perdere tempo in presentazioni o immagini d’introduzione, e continua con un buon ritmo tra dialoghi serrati, urla, litigi e scene di violenza. Poi prende una piega inaspettata e tutta la struttura narrativa inizia a barcollare. Ci sono dei soldati che fanno irruzione e rapiscono l’unica bambina sopravvissuta, ma le loro azioni non vengono motivate e la loro identità rimane un mistero. Oltre a questo c’è il disorientamento causato dal non lineare scorrere del tempo (che potrebbe essere un effetto voluto visto che i personaggi perdono presto la concezione del tempo, ma si rimane nel dubbio) ed alcuni espedienti narrativi che risultano molto forzati e poco verosimili.

Da rimarcare sono le interpretazioni degli attori, un cast che sembrerebbe di “seconda scelta” ma che appare in gran forma e che fornisce un perfomance recitative di altissimo livello. Tirando le somme, The Divide è un film discreto che mostra alcuni buoni spunti ma che non riesce a fare quel salto di qualità che lo avrebbero reso un ottimo esempio di film indipendente. Incompiuto.

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