Once Upon a Time 1×20 “The Stranger”

In questo nuovo episodio di C’era una volta, un’altra trama si svela e si avvicina al compimento, mentre tutti i fili convergono verso l’ultimo episodio della stagione.

Questa volta viene raccontata la storia alternativa del nostro carissimo Pinocchio

August, lo scrittore che aveva cercato inutilmente di farsi passare per il figlio perduto di Mr Gold, è entrato in confidenza con Emma e Mary Margaret: lo vediamo, infatti, nell’apertura dell’episodio, aiutarle a mettere un bel ferro alla porta del loro appartamento, cosicché Regina non possa entrare con le sue numerose chiavi ogni volta che le salti il ticchio. Ricordiamo come August voglia convincere Emma della verità della storia delle fiabe e della maledizione, da cui noi sappiamo dipendere la sopravvivenza del mondo di questi personaggi, esiliati nella cittadina del Maine e lontani dal loro lieto fine. Quando Emma è arrivata al seguito del piccolo Henry il tempo a Storybrooke ha ricominciato a scorrere e anche il tempo di August sembra essere vicino al termine: lui deve compiere il suo destino ed Emma è la chiave di tutto. Questa puntata ci aiuta a capire il come e il perché. Notiamo però che, dopo la vicenda di Mary Margaret e la constatazione della perfidia di Regina, Emma vuole una sola cosa: togliere Henry dalle grinfie del Sindaco per riprenderlo con sé. 

Il primo flashback ci mostra dunque una scena della celeberrima fiaba di Pinocchio e vediamo il burattino di legno che si sacrifica per il padre Geppetto mentre infuria la tempesta contro la piccola zattera su cui i due sono abbarbicati, sotto la minaccia, per di più, della terribile balena. Sulla spiaggia dove è naufragato, Geppetto trova la marionetta ormai senza vita e si dispera terribilmente finché giunge la Fata Turchina – una fata per tutte le stagioni – che compie la magia trasformando Pinocchio in un bambino vero. I due, finalmente felici, possono diventare davvero una famiglia, ma la storia non è finita qui. Infatti giunge il momento in cui, nel regno delle fiabe, la maledizione sta per compiersi. Nell’episodio precedente abbiamo potuto finalmente comprendere come la maledizione sia stato il modo che Rumpelstiltskin ha trovato, involontariamente imbeccato dalla Fata Turchina, per entrare nel mondo senza magia dove suo figlio Baelfire è disperso senza di lui. È lui che ha suggerito a Regina il modo per vendicarsi.

Le fate sanno che bisogna preservare Biancaneve ed Emma, sua figlia, l’unica che, compiuti ventotto anni, possa infrangere la maledizione. Così la capo-fata trova un modo per correre ai ripari. Nella foresta c’è un albero magico, l’ultimo (ma perché ci si deve sempre ridurre così? L’ultimo fagiolo magico, l’ultimo albero magico…) dal quale già proveniva il legno con cui Geppetto aveva costruito Pinocchio. Ed ecco la richiesta che la Fata Turchina rivolge al falegname: costruire dall’albero un magico armadio, in cui nascondere alla maledizione Biancaneve ed Emma che nel frattempo è nata prematuramente. Geppetto risponde che può farlo, ma a una condizione: che uno dei due posti sia riservato a suo figlio Pinocchio, poiché a causa del terribile cambiamento che sta per travolgere tutti, Pinocchio, un burattino di legno, senza magia, semplicemente non esisterebbe e lui invece non vuole perderlo. Inutilmente il Grillo parlante invita Geppetto a non essere egoista, quest’ultimo infatti gli intima di tacere, lui che ha causato la rovina dei suoi genitori (in uno dei primi episodi).

Così nel magico armadio trovano posto Pinocchio (7 anni) e la neonata (bellissima!) Emma. Questo spiega, nel mondo reale, la connessione fra August ed Emma. Lo scrittore, che aveva inserito nel libro di Henry la fiaba di Pinocchio come solo lui la conosceva per far capire a Emma come davvero stavano le cose, sta cercando di far capire alla donna l’importanza del suo retaggio e della sua funzione salvifica per tutti i personaggi delle fiabe.

Infatti, durante una gita in moto, la porta nel luogo dove lei, neonata, è stata ritrovata: era lui il bambino che l’aveva salvata, come risultava anche dai vecchi ritagli di giornale di ventotto anni prima. Lui aveva avuto il compito, da Geppetto innanzi tutto, ma da tutto il mondo delle fiabe, di accompagnarla e di proteggerla. Il suo dolore alla gamba e la sua morte imminente sono legate al fatto che, se non adempie a quella promessa, è destinato a ridiventare un burattino di legno. Infatti quando era stato trasformato in un bambino vero la Fata gli aveva detto che sarebbe rimasto tale finché si fosse comportato da ragazzo bravo e altruista.

Nel frattempo Regina, frustrata sia perché Mary Margaret la perdona per pietà per la tenebra interiore che deve portarla a compiere tanto male, sia a causa del comportamento di Henry che le dice a chiare lettere che lei, la regina cattiva, sarà sconfitta, compie un ultimo tentativo di separare David e Mary Margaret: si fa trovare da David con l’auto in panne e poi, dopo aver accettato il suo aiuto e averlo invitato a cena per “riconoscenza”, tenta di baciarlo. David però non ci casca e, con gentilezza saluta, ringrazia e se ne va. E, in coerenza con la fiaba a cui Regina appartiene, furiosa manda in frantumi il suo specchio: la sua ira prepara le puntate finali.

Torniamo quindi al momento in cui i due piccoli, August ed Emma, usciti dall’armadio, finiscono in un orfanotrofio: Pinocchio, da bravo monello delle fiabe, prova a prendersi cura della neonata, ma quando un ragazzo più grande, che svolge qui la funzione di Lucignolo, lo invita a fuggire insieme a lui, il ragazzino non resiste e lascia Emma al suo destino. Per questo lei cresce da sola, ignara del suo retaggio e della sua grande responsabilità. E ora, nel mondo reale, il tentativo di August/Pinocchio di convincere Emma della verità di tutta la faccenda miseramente fallisce. Anche davanti all’albero magico lo sceriffo di Storybrooke non crede e nemmeno la gamba di August che sta diventando di legno la vede come tale: la sua incredulità la rende cieca a ciò che non ritiene possibile. August è disperato, ma altrettanto sconvolta è Emma, che anche se volesse credere non si sentirebbe in grado di sopportare questo peso. Sa che vuole stare con suo figlio, a tutti i costi.

A Storybrooke August si avvicina finalmente a suo padre Geppetto. In un bellissimo dialogo l’uomo, che viene rappresentato con un appropriatissimo accento italiano, dice al mortificato August che da un figlio un padre può aspettarsi che almeno faccia del suo meglio per fare la cosa giusta e non molto di più. Con questo involontario perdono le angosce di Pinocchio si sciolgono e chiede al vecchio e povero falegname di potergli fare da assistente.

Intanto, nell’ultima scena di questo episodio rivelatore, Emma chiama Henry nel cuore della notte con il loro personale walkie-talkie e insieme a lui, sul maggiolino giallo, lascia definitivamente Storybrooke, in fuga da quella incredibile e instabile realtà, ma soprattutto dalla sua terribile responsabilità.

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