The Woman in Black

Il ritorno sul grande schermo di Daniel Radcliffe

Quando si interpreta un personaggio di successo come Harry Potter la parte più difficile è scrollarsi di dosso il personaggio stesso. A soli 23 anni, Daniel Radcliffe è alle prese con questo compito gravoso e ha deciso di iniziare la sua carriera post-potteriana con un The Woman In Black, film horror tratto dall’omonimo romanzo di Susan Hill. La pellicola, uscita nelle sale italiane circa un mese fa, è stata diretta da James Watkins a partire dalla sceneggiatura di Jane Goldman (Kick-Ass, X-Men: l’inizio).

Il film è ambientato agli inizi del ‘900 e narra le vicende di Arthur Kipps (Radcliffe), un giovane avvocato londinese, ancora sconvolto dalla morte della moglie avvenuta quattro anni prima e costretto dal suo datore di lavoro a raggiungere uno sperduto villaggio per occuparsi dell’eredità di una cliente defunta. Arrivato a destinazione, Arthur si troverà invischiato in una serie di eventi sinistri e inquietanti causati dal fantasma di una donna che aleggia sull’intero villaggio in cerca di vendetta.

La regia di Watkins, seppur senza lampi di genio, è buona,  adatta al tipo di film e supportata da un ottima fotografia che sfrutta al meglio le scenografie e trasmette un continuo senso di inquietudine. I pregi della pellicola, però, terminano qui. La sceneggiatura ha delle scene spaventose ma, nel complesso, è troppo banale per poter essere ritenuta anche solo lontanamente valida. Abbiamo il malvagio fantasma della madre disperata per la morte del figlio, abbiamo il suo desiderio di vendetta verso gli altri bambini del villaggio e si finisce con il classico tentativo di ricongiungere i cadaveri di madre e figlio nella speranza che le loro anime possano trovare la pace. Oltre a questo poi, c’è l’incomprensibile ostinazione degli abitanti del villaggio che seppur conoscono la maledizione della Dama in nero, invece di trasferirsi preferiscono rinchiudere i loro bambini nelle cantine per limitare i rischi di morte. Davvero troppo poco.

Si deve poi passare a valutare le interpretazioni del cast che, in realtà, per quasi trequarti del film è rappresentato dal solo Radcliffe. Il giovane attore ha sulle proprie spalle tutto il peso della pellicola, e si nota fin da subito che il carico è per lui troppo gravoso. Radcliffe non riesce a trasmettere tutta la profondità che dovrebbe avere il suo personaggio e, guardandolo muoversi nella casa stregata, si ha sempre l’impressione che stia per tirare fuori la bacchetta gridando Expelliarmus! Al suo fianco troviamo il veterano Ciarán Hinds (che tra l’altro è stato Aberforth Silente nell’ultimo film di Harry Potter) che, anche se non sfodera una delle sue migliori interpretazioni, rende il confronto con Radcliffe quasi imbarazzante.

Cerchiamo quindi di tirare le somme. Se non avete mai visto un film horror, The Woman in Black è un ottimo film, capace di spaventarvi e spingervi a muovervi per casa solo con le luci accese, ma se avete un po’ di esperienza nel genere, lo troverete piuttosto banale. Di sicuro, The Woman in Black non è capace di far fare il salto di qualità alla carriera di Daniel Radcliffe che, almeno per il momento, rimane solo Harry Potter. Rimandato.

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook