Recap 3×15: La nascita di un mostro

L’ultimo episodio di The Vampire Diaries, andato in onda prima della pausa, ci ha raccontato qualcosa in più sulla famiglia di vampiri più carismatici e assolutamente imprevedibili di tutto lo show: gli Originari.

Gli Originari calcano la scena con una potenza espressiva disarmante e con una sicurezza ed estraneità all’iniquo mondo di Mystic Falls da farli apparire quasi fuori scena. Troppo antichi. Troppo potenti. Troppo una bomba ad orologeria. Per chiunque, in qualsiasi momento.
Avevamo lasciato la bellissima Rebekah (Claire Holt) che cercava di dimenticare il rifiuto (l’ennesimo?) di un ragazzo tra le braccia calde ed accoglienti di Damon Salvatore (Ian Somerhalder) e, nel contempo, Elena (Nina Dobrev) che si tormentava per la brutta risposta data proprio a Damon e per quella ricevuta, invece, da Stefan. Una notte di tormenti quindi: infatti, la nostra indecisa eroina al mattino si reca direttamente a casa Salvatore (per fare cosa e per vedere CHI non è dato sapere…), dove si scontra letteralmente con un servizievole Damon, che sta accompagnando Rebekah alla porta. Inutile dire che la gelosia che tormenta Elena viene mascherata – anche male – da un alquanto ipocrita scetticismo sul fatto che Damon sia andato a letto proprio con la vampira che la sera prima aveva tentato di ucciderla. Si nota, con una vena un po’ polemica, che Elena decide per se stessa e per gli altri indifferentemente: sia quando salvare la sua vita diventa l’obiettivo di tutti, sia quanto salvare tutto e tutti mette in pericolo chiunque, compresa se stessa. Comportamento davvero discutibile.

Dopo aver discusso con Damon, Elena gli rivela cosa è successo con Esther e Damon sembra finalmente rilassarsi: hanno un piano per liberarsi di Klaus. Solo questo conta: il suo cuore spezzato sembra non pesargli più; d’altronde non è la prima volta che Elena glielo spezza. Anzi, lo vediamo poco dopo “consegnare simbolicamente” Elena al fratello Stefan (Paul Wesley). Damon dice al fratello di essere sicuro che lui sarà lì per lei quando tutta la storia di Klaus sarà finita, ma Stefan gli risponde deciso che Elena starà sicuramente meglio senza loro due (Stefan sembra aver imparato la lezione da Klaus).
A Casa Michaelson, intanto, si mette in scena il pirandelliano dramma della sorellina che torna a casa al mattino, dopo una notte di follie. E’ il giovane Kol (Nathaniel Buzolic) che prende in giro quella sgualdrinella di Becka, sotto le risate soffuse di un pacifico ed artistico Klaus (Joseph Morgan). In questi pochi fotogrammi possiamo notare senz’altro come questi vampiri millenari e potentissimi riescano a vivere in maniera pacifica, tutti insieme sotto lo stesso tetto, comportandosi come una  normale famiglia numerosa: senza aver per forza la necessità di… distruggere il mondo. In special modo Klaus: il nostro ibrido senza cuore appare sereno, come se l’aver ritrovato i fratelli e le radici gli desse finalmente la possibilità di pensare ad altro. Niente più genitori problematici o eserciti di ibridi da creare, ma perché no, un’uscita per bere un drink con il fratello preferito. In queste scene si vede chiaramente come Klaus sia legato a Kol, probabilmente quanto a Rebekah. Il giovane Kol gli si rivolge chiamandolo affettuosamente Nik e gli rinfaccia, placido e con un bel sorriso sul viso, che dopo averlo accoltellato (e quindi ucciso) deve, come minino, comportarsi bene con lui. 
Elijah (Daniel Gillies), però, non si lascia ingannare dall’atmosfera allegra e con la stessa leggera inquietudine della sera prima nota che la madre ha usato la salvia per un incantesimo. E, conoscendo la scarsissima affidabilità di tutta la famiglia, si insospettisce. Fino ad arrivare a casa di Elena per invitarla a fare due passi con lui. In questi momenti, ma in verità in tutto l’episodio, riusciamo ad accendere una luce sulla personalità complessa e a tratti conflittuale di Elijah. Il vampiro è tranquillo e serafico quando racconta ad Elena del suo passato, quasi nostalgico. In un attimo, però, il suo sguardo cambia: ci sono accuse nei suoi occhi e nel tono della sua voce e il cuore della giovane, inesperta, piccola e umana Elena tradisce un battito irregolare. Elijah sa che Elena gli ha mentito e non glielo può perdonare. Il suo affetto palese per lei non è sufficiente a vincere l’amore per la sua famiglia e una cosa che ha in comune con Klaus: l’odio per gli inganni. Così la prende prigioniera: si fa raccontare quello che già aveva immaginato (conoscendo la madre), e ricatta i fratelli Salvatore. Se non impediranno ad Esther di compiere l’incantesimo che li ucciderà tutti, Elena morirà. E per assicurarsi una minaccia efficace, affida la giovane Gilbert alle amorevoli cure di una doppiamente infuriata Rebekah.

Esther, per poter rendere efficace l’incantesimo con cui ri-trasformerà tutti i suoi figli in esseri umani per poi ucciderli, necessita dell’energia di una linea di sangue di streghe molto potenti: per questo convoca Bonnie (Kat Graham) ed Abby (Persia White) per aiutarla a incanalare abbastanza energia per uccidere anche Klaus. Legare i suoi figli e ucciderli non è infatti sufficiente per uccidere lui: la sua natura di ibrido lo protegge in maniera differente dagli altri. Ho trovato personalmente abbastanza deplorevole la scena dove Esther si congratula con Bonnie ed Abby per aver affrontato sia il marito che il figlio: questa donna, che si autoproclama così giusta, si pone in maniera arrogante e con l’inganno dalla parte dei buoni, dimenticando di chi è l’incantesimo che creò i vampiri, l’incantesimo che distrusse per sempre la vita dei suoi figli. Il suo atteggiamento sembra falsamente moralista e, sinceramente, fuori luogo, così come quello del figlio Finn: entrambi sembrano dimenticare chi sono e cosa hanno fatto. Quanto serve pentirsi dei crimini commessi per poter essere degni di perdono? Cosa rende Finn migliore di Klaus, ad esempio? Il numero delle vittime? O il perdurare del pensare di essere nel giusto? Anche Finn si erge, con la madre, a carnefice dei suoi stessi fratelli. E che dire di Esther, che dice a Klaus che il perdono è un dono anziché uno strumento, nonostante lei stessa lo abbia usato come uno strumento contro il sangue del suo sangue, ora sangue maledetto per colpa sua? In che posizione si trova Eshter adesso? Ed Elijah, il giusto e riflessivo Elijah Qual’è il confine tra il comportarsi quasi bene rispetto al comportarsi tanto male? Non ci sono innocenti in questi famiglia. E se i crimini di Klaus sono accentuati dal temperamento impulsivo e imprevedibile dell’ibrido, sicuramente nessuno dei suoi familiari è mai stato tanto virtuoso da essere ricordato per questo.
Damon capisce cosa devono fare: spezzare la linea di sangue delle Bennett prevede che uno di loro due debba uccidere la madre di Bonnie e, inizialmente, né Stefan né Damon lo trovano accettabile. Così Damon decide di provare a mettere fuori combattimento i fratelli originari: dopo tutto possiede ancora un pugnale e se uno di loro viene colpito tutti crollano.
Ed è deciso ad usarlo. Contro Kol. Damon capisce anche che Kol dovrà essere solo per essere ingannato: Klaus è troppo forte per tutti loro, mentre il piccolo impulsivo di casa potrebbe farsi facilmente distrarre dal bel faccino di Meredith (Torrey de Vitto), anche lei al Grill per un romantico appuntamento con omicidio insieme a Ric (Matt Davis).
Quale arma migliore di Caroline (Candice Accola) per distrarre Klaus? Detto fatto: il potente ibrido, davanti alla bionda Miss Mystic Falls, diventa un impacciato ragazzo qualsiasi. Anzi lo vediamo quasi implorarla di… provare a conoscerlo. Interessante la dinamica della scena, che si svolge su una semplice panchina fuori dal Grill. Caroline, provocante ed aggressiva, porta Klaus ad implorarla di dargli una possibilità, ma poi lei stessa si ritrova vittima del disarmante corteggiamento del biondo vampiro originario: una guerra che si dondola lenta tra gli sguardi affascinati che si scambiano. Su quella panchina insieme a Klaus, la Caroline cospiratrice cerca di resistere alla Caroline affascinata. E’ solo un attimo però: Kol viene pugnalato e Klaus, sentendo un piccolo dolore la petto, capisce cosa sta succedendo. Lo vediamo correre immediatamente da Kol. La sua potenza di combattimento (in effetti non l’avevamo ancora mia vista: è difficile che lui ne faccia uso) è fuori misura per gli altri: non solo libera il fratello dal pugnale e mette fuori combattimento sia Stefan che Ric, nello stesso attimo, ma è anche pronto ad uccidere Damon. Elijah però lo ferma e gli racconta cosa sta cercando di fare la loro madre.

E finalmente i tre fratelli malvagi arrivano dalla madre, la quale, in mezzo ad un pentacolo circondato dal fuoco, ricorda ai suoi figli quanto disgusto prova per tutto il male che loro hanno portato sulla Terra. Di nuovo la supponenza di mettersi al di sopra delle parti (delle parti colpevoli).
La reazione dei tre fratelli è perfettamente in linea con il loro carattere: Kol, impulsivo e irriverente, accusa Finn di ergersi ad agnello sacrificale, nonostante rimanga un assassino; Elijah accusa la madre di star per compiere un altro abominio uccidendo i propri figli dopo averli resi quello che sono; e Klaus, stanco di tutte quelle chiacchiere sul loro essere malvagi e con il disprezzo per le regole che lo contraddistingue da sempre, invita la madre ad ucciderli senza tergiversare.
Damon e Stefan, però, decidono un’ultima mossa disperata per salvare la vita di Elena: trasformare la madre di Bonnie in vampiro. In questo modo spezzano la linea di sangue Bennett ma non uccidono nessuno. Scelgono ancora una volta il male minore: Elena li odierà per questo e anche Bonnie… e Damon decide di vincere a testa o croce barando. Stefan ha bisogno di ritornare a pensare di essere buono per poterlo tornare veramente, quindi la parte del cattivo spetta ancora una volta a lui. Ottima la dinamica tra i fratelli Salvatore in questo momento: Damon, pur amando Elena con tutta la sua anima dannata, decide di rinunciare di nuovo a lei per il bene del fratello. Stefan ha bisogno dell’amore di Elena per tornare il ragazzo che era e che Elena rivuole. Damon è abituato ad essere disilluso e dentro di sé ancora non si sente degno dell’amore di una persona pulita come lei. 
Le due scene finali sono di nuovo dedicate ai fratelli Originari: una volta fuggiti Esther e Finn, Elijah si ritrova a dubitare ancora una volta della propria umanità. Esiste un’umanità in lui? Come lui stesso confessa a Rebekah si è sempre reputato giusto, ma non ha mai esitato ad uccidere e ad usare il proprio potere quando gli faceva comodo e quando aveva degli scopi che ne prevedevano l’uso. Il fatto di sapere che quello che si sta per compiere è sbagliato lo rende meno colpevole di Klaus, che agisce senza spezzare un confine tra bene e male? No. Qualcosa, però, lo rende ancora più colpevole: il fatto di essere diventato un mostro per propria volontà. Proprio come dice la madre, proprio come Klaus e Rebekah. Nessuno di loro è nato mostro: però lo sono tutti diventati. Dimenticando l’umanità, soccombendo di fronte al richiamo del sangue e del potere. E’ con questo spirito che lo vediamo scrivere un’ultima lettera ad Elena: le chiede perdono e imputa all’amore per la famiglia le sue ultime azioni terribili. Appare come un addio, oppure una strada per la redenzione? Esiste redenzione per i mostri? Essere mostri non significa solo uccidere: significa soprattutto rendersi conto di non avere rispetto per tutto quello che è importante per qualcuno che non è un mostro. 
Colpo di scena finale: un Klaus visibilmente deluso brucia i suoi disegni raffiguranti Caroline (e anche i suoi sentimenti?). Rebekah lo raggiunge e, dopo essersi riappacificata con lui (nonostante siano legati da un rapporto d’amore malato ed ossessivo si tratta pur sempre dell’unico amore che entrambi abbiano mai ricevuto), gli rivela cosa ha scoperto: mentre teneva Elena in ostaggio, fotografando le pareti della grotta dove si trovano gli antichi disegni su di loro, si è resa conto che gli indigeni hanno coltivato, anche quando loro se ne sono andati, lo stesso albero di quercia bianca che loro bruciarono mille anni prima e che potrebbe porre fine alla vita immortale definitivamente.
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