Once Upon a Time 1×17 “Hat Trick”

Bellissimo episodio questo, che ci catapulta nel mondo di Alice nel Paese delle meraviglie al fianco di un Cappellaio Matto considerevolmente affascinante…

E questo non solo per l’avvenenza dell’attore, la stella nascente di origine rumena Sebastian Stan, ma anche per la profondità che la sceneggiatura dona al personaggio.

Avevamo lasciato, nell’episodio precedente, la cella vuota: Mary Margaret, avendo trovato la chiave della cella sotto il letto, non sospetta – e va bene che è Biancaneve, ma forse un po’ di diffidenza in più in certe occasioni troppo facili gioverebbe – e fugge.

Emma, constatato l’accaduto e convenuto con l’improbabile Mr. Gold nelle vesti di avvocato che la fuga convincerebbe tutta Storybrooke della sua colpevolezza, decide di cercarla nel bosco. Qui incontra, praticamente investendolo, un giovane di nome Jefferson e lo accompagna a casa poiché sembra che nell’incidente gli si sia slogata una caviglia.

Nel frattempo nel mondo delle fiabe incontriamo lo stesso Jefferson che gioca a nascondino nel bosco con sua figlia Grace. Quando, tornando alla loro povera casa, lui nota i cavalli con le insegne di Regina consiglia alla figlia di nascondersi, negando di conoscere la donna. In casa si comprende come la conoscenza sia antica e Regina chiede a Jefferson un ultimo lavoro e, in cambio, lei renderà la loro vita più agiata. Jefferson rifiuta. In seguito, di fronte all’impossibilità di comperare alla figlia un bellissimo pupazzo a forma di coniglio bianco (ma guarda un po’!!) Jefferson capitola e si dichiara disposto a collaborare un’ultima volta con Regina pur di ricavare un po’ di agiatezza per la figlia. Noi spettatori però sappiamo che la vecchina che al mercato non ha voluto concedere a Jefferson uno sconto per poter comprare il giocattolo alla piccola Grace era proprio Regina, che, come sempre, gioca sporco per convincere le persone a fare il suo gioco.

A Storybrooke, Emma prima di tornare a cercare Mary Margaret nel bosco accetta una tazza di the (vi ricorda niente?) da Jefferson. Affascinata dalla bella dimora e, stranamente incauta, nota che il suo ospite non zoppica più, proprio prima di perdere conoscenza. Al suo risveglio si ritrova legata. Sciogliersi e cercare di fuggire è tutt’uno. Aggirandosi di soppiatto, in una stanza vede l’uomo che affila delle lunghe forbici, in un’altra invece scopre Mary Margaret legata e imbavagliata. Cercano di fuggire, ma Jefferson le scopre e costringe Emma a legare di nuovo l’amica. È tempo di spiegazioni. Jefferson ha bisogno di Emma perché lei è magica e solo da quando lei è è arrivata a Storybrooke lui non è più stato prigioniero di quel bellissimo palazzo: la storia dei personaggi delle fiabe intrappolati nella realtà, privati di ciò che più amano, è vera e Henry ha ragione. Inoltre lui ha in effetti salvato Mary Margaret dalla brutta fine che capita a tutti i personaggi delle fiabe che cercano di lasciare la cittadina. Jefferson rivela a Emma che, in quella realtà, la sua piccola Grace si chiama Paige e vive con altri genitori. Lui, la cui maledizione è proprio la conoscenza di come stanno davvero le cose, vuole tornare a casa e riportare Grace con sé. Emma afferma di capire cosa vuol dire essere allontanati da chi più si ama e che questo può portare alla pazzia. Si rifiuta però di credere alla storia del libro. Jefferson ribatte che la storia è assolutamente vera e che lui non è matto, anche se la consapevolezza di due diverse realtà è difficile da vivere. Emma dovrebbe credere a quello che appare chiaro ai suoi occhi.

Nel mondo delle fiabe Jefferson rispolvera una strana cappelliera: all’interno, un magico cappello è una sorta di portale dimensionale che conduce in altre realtà. Regina vuole andare nel regno della Regina di cuori che le ha rubato qualcosa che lei deve riprendere. Jefferson avverte che le regole del cappello vogliono che se due persone entrano due persone debbano uscire. Il mondo di Alice nel paese delle meraviglie è fantasmagorico e grottesco quanto basta e la prima figura che li accoglie è il Bruco che fuma la pipa. Regina supera gli ostacoli grazie ai suoi poteri e, in una misteriosa costruzione all’interno di un labirinto, trova una scatola che porta via con sé. .

Emma intanto comprende ciò che Jefferson vuole da lei: un cappello che abbia la magia, per questo affilava le forbici da sarto. Lui cerca da tanto di costruirne uno che funzioni, senza riuscirci. In quel mondo privato della sua essenza solo Emma possiede abbastanza magia da confezionare il cappello che possa riportarlo nel mondo delle fiabe. Emma sente un legame profondo con quest’uomo disperato per la perdita della figlia, che lui osserva attraverso un cannocchiale mentre conduce una vita normale e dimentica. Se lui avesse ragione, Emma riflette ad alta voce, Mary Margaret sarebbe sua madre. Jefferson le dice che dovrebbe aprire la sua mente, che la gente vorrebbe sempre magiche soluzioni ai propri problemi, ma poi non riesce a riconoscere la magia che pure ha davanti al naso. Emma confeziona il cappello, ma, certa della follia del Cappellaio, appena possibile colpisce quest’ultimo con il pesante cannocchiale e corre a liberare Mary Margaret.

Nel mondo della temibile Regina di Cuori, Jefferson e Regina arrivano alla porta per uscirne, ma prima lei apre la scatola e vi introduce un fungo del mucchio dove staziona il lombrico: subito per magia si materializza il padre di Regina che lei subito abbraccia. Jefferson capisce che era lui che Regina voleva riprendersi e che lei non aveva mai voluto riportarlo indietro, dato che lo stesso numero di persone che è entrato può uscire, in base alle regole del cappello. Infatti Regina lo blocca al pavimento con una magia e fuggendo lo abbandona lì, non senza avergli rinfacciato che mai si dovrebbe abbandonare la propria famiglia. Subito arriva il Fante di Cuori, fa prigioniero Jefferson e lo porta davanti alla Regina di Cuori, che con un velo calato sul viso, parla esclusivamente con il suo consigliere mediante un tubo. Ma i suoi desideri sono chiari: vuole sapere come hanno fatto Jefferson e Regina a giungere lì. Il Cappellaio confessa che è stato il cappello. La Regina vuole che lui lo riproduca e al suo rifiuto lo fa decapitare: “Tagliategli la testa!” Nonostante però la perdita del resto del suo corpo, la testa del Cappellaio continua a parlare e a pensare…

Mary Margaret ed Emma si apprestano a fuggire dal palazzo, ma Jefferson è subito da loro e le minaccia, dopo essersi messo in testa il cappello che nonostante tutto Emma ha confezionato per lui. Sta per avere il sopravvento quando, con una mossa perfettamente eseguita, Mary Margaret lo catapulta fuori dalla finestra, non prima che lui abbia mostrato a Emma una lunga cicatrice che gli corre intorno al collo… Eppure, quando le due scendono al pianterreno, di lui non rimane che il cappello. Come abbia fatto Mary Margaret a conoscere quella mossa di kickboxing è un mistero anche per lei. Emma le lascia la scelta di fuggire, ma le ricorda che, in qualunque modo, lei troverà la maniera di salvarla dall’accusa di aver assassinato Katherine. La maestrina le chiede perché fa tanto per lei ed Emma risponde che la famiglia è tutto quello che conta. Solo poi rettifica la parola “famiglia” con la parola “amici”. Il dubbio è stato definitivamente instillato. Sono le otto: l’ora dell’udienza. Quando più tardi Regina entra nell’ufficio dello sceriffo è molto stupita di vedere una Mary Margaret ostentatamente tranquilla che, dietro le sbarre della cella, legge il giornale. Gli spettatori apprendono che il Sindaco e Mr. Gold hanno una qualche forma di accordo, all’insaputa di Emma, e quest’ultimo rassicura Regina che il loro fine sarà raggiunto anche se Mary Margaret non è più latitante.

Le ultime scene vedono Emma che chiede, a un Henry piacevolmente stupito, in prestito il libro delle fiabe, ritrovando fra le pagine il volto e la vicenda di Jefferson. Nel mondo delle fiabe invece, il cappellaio, prigioniero di quell’inquietante paese delle meraviglie, ormai completamente fuori di testa, costruisce follemente centinaia, migliaia di cappelli, per ottenere quell’unico che possa finalmente ricondurlo a casa.

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