Once Upon a Time 1×14 “Dreamy”

È dura essere un nano! Ed essere una fata poi…

La nostra serie fiabesca preferita questa volta approfondisce un personaggio che abbiamo già conosciuto in precedenza: il nano amico di Biancaneve, Grumpy, svelandocene le origini e la controparte nel paesino di Storybrooke.

È una puntata adorabile sotto diversi aspetti, ma soprattutto per i personaggi di Leroy/Grumpy il nano e della impagabile new entry, l’aspirante fata madrina Nova e la sua controparte, la suora Astrid, interpretate da Amy Acker, che molti avranno apprezzato in Angel, lo spin off di Buffy the Vampire Slayer, e in Alias. Quest’attrice brilla nei ruoli di dolce imbranata e la fatina Nova e la suora Astrid le danno la possibilità di esprimere al meglio il suo talento.

La storia è presto detta: ci viene svelata la natura “alternativa” dei nani. Nascono infatti praticamente già adulti da grosse uova, non conoscono genitori, sono fatti per essere minatori e ricavare dalla terra la preziosa polvere di fata (brillanti frantumati?) lavorando insieme per tutta la vita, non conoscono l’amore e il nome di ogni nano viene attribuito magicamente dal piccone che viene loro assegnato quando fanno il loro ingresso nel mondo. Subito però scopriamo che il nostro protagonista, Dreamy (Sognolo) che dà il nome all’episodio, ha qualcosa di diverso dagli altri, infatti un po’ di polvere di fata, sfuggita in volo dalla sacca dell’imbranatissima fata Nova, va a colpire proprio il suo uovo, rendendolo profondamente diverso dagli altri. Infatti in lui l’immagine di Nova si è fatalmente conservata, così che, quando la incontra, la riconosce immediatamente e scatta qualcosa che l’ignaro nano non riconosce, ma che noi sappiamo essere amore.

È interessante che a svelargli l’arcano, in una locanda davanti a un bicchiere, sia proprio Belle, l’innamorata infelice di Bestia/Tremotino, che parla dell’amore come qualcosa di bellissimo e tremendo.

In pratica Dreamy e Nova ci vengono presentati come appartenenti a due ordini, quello dei Nani e quello delle Fate, che irreggimentano strettamente i propri membri, votati a una missione importante, quella di selezionare, accumulare e distribuire la polvere di fata, che dà luce e magia al mondo delle fiabe.

Si può notare fra l’altro come i nomi di Astrid e di Nova siano entrambi all’interno del campo semantico della luce degli astri. In una splendida notte solcata da stelle e lucciole, infatti, i due capiscono di amarsi e di voler scegliere un destino in comune, diverso da quello che è stato preparato per loro dall’ordine costituito.

La metafora della luce viene baroccamente conservata nel mondo reale di Storybrooke, dove le suore, di cui sorella Astrid fa parte, producono candele, fonte di luce anch’esse, e devono riuscire a venderle per pagare l’affitto del proprio convento… indovinate a chi? A Mr. Gold naturalmente, che in caso contrario le sfratta.

Qui il legame fra Biancaneve e il nano viene cementato su altre basi, comunque analoghe al mondo delle fiabe di Ouat, in quanto Mary Margaret e Leroy sono accomunati dal fatto di essere dei reietti nella piccola comunità, perché la prima è ormai per tutti una sfascia famiglie e il secondo è un ubriacone nullafacente. La nostra maestrina vuole riguadagnare la fiducia della gente facendo volontariato per le suore con la vendita delle candele in occasione della Festa dei Minatori (ed Emma si chiede, con una razionalità da poliziotto, cosa c’entrino i minatori nel Maine, ma si sa che invece i personaggi delle fiabe esiliati nel mondo reale tante domande non se ne fanno), mentre Leroy viene folgorato dall’incontro con la dolcissima Astrid e, innamorato all’istante, vuole aiutarla a vendere le sue candele. A proposito, ovviamente la superiora del convento è l’alias della Fata madrina di Cenerentola.

Sia Mary Margaret sia Leroy sono degli outsider che pagano le conseguenze dell’amore, a causa del quale sono usciti o escono fuori dal seminato, infatti Leroy promette alla suorina che venderà lui tutte le candele per risolvere un guaio da lei combinato con i conti del convento, ma dapprima non ci riesce, deludendola. Le riflessioni sull’amore, sui sogni e sul deragliare dalla strada prestabilita per loro sono il cuore dell’episodio, sia nella locanda della fiaba sia nel pub di Storybrooke. La domanda è se l’amore sia un sogno o qualcosa di reale per il quale sconvolgere la propria esistenza a qualunque costo. Insomma: “I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor”? O no?

Contemporaneamente a questa linea narrativa, Emma indaga sulla scomparsa di Katherine, al confine del paese, dove era stata trovata la sua macchina, vuota e con ancora tutti i suoi vestiti, nella puntata precedente. I giochi sono inquinati dall’ex giornalista, ancora sgherro di Regina all’insaputa del nostro sceriffo. Il sindaco e Sidney infatti trafficano con i tabulati telefonici per far ricadere la colpa sull’ignaro David.

Nel mondo delle fiabe il romanticismo giunge all’apice con la storia di Nova e Sognolo: il nano diverso dagli altri e la fata inadatta al suo ruolo vogliono fuggire insieme dai loro rispettivi destini, ma l’ordine costituito li tampina sotto le spoglie della Fata madrina che spiega al disperato Sognolo che la felicità per una fata come Nova è divenire anche lei a sua volta fata madrina e che stare al proprio posto è l’unica speranza di essere felici. Quando Nova, all’appuntamento per fuggire insieme, mostra al suo amato Nano, il suo eroe, la barca minuziosamente preparata per solcare i mari insieme (un nano minatore che vuole fare il marinaio: Dreamy appunto) Sognolo la stoppa infrangendo i loro sogni: non possono essere felici insieme e un Nano non può amare.

Quando Sognolo, abbandonata Nova in lacrime, torna alla miniera dagli altri nani scopre, usando il suo piccone, che non è più quello il proprio nome: sul nuovo utensile che gli viene dato al posto di quello di prima che si è rotto, si forma magicamente il suo nuovo nome: Grumpy, Brontolo.

A Storybrooke invece Leroy riesce a risolvere il problema di Astrid con la vendita delle candele e propone a lei, l’unica che l’abbia mai guardato con fiducia, di essere il primo passeggero sulla sua vecchia barca, una volta che l’avrà restaurata. Qui la fine e più aperta, e persino Mary Margaret viene riaccolta dalla gente del paese che riconosce come lei si sia spesa per vendere le candele delle Suore. Peccato che il cliffhanger veda David portato via sulla macchina della polizia da una riluttante Emma, costretta da Regina a stare agli indizi e a interrogarlo sulla scomparsa di Katherine, nonostante lei creda istintivamente nella sua innocenza.

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