Nel Buio

Fantasy, horror, fantascienza, thriller sono i generi di cui si fregia e a cui si ispira l’antologia Nel Buio curata da Altrisogni D&N. 

Una raccolta che vanta nomi come Danilo Arona,Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino e Clelia Farris. Storie avvincenti e dense di colpi di scena, capaci di lasciare il lettore col fiato sospeso.

Un e-book non si può sfogliare avvertendone la consistenza, non si può annusare inebriandosi del profumo della carta stampata, ma una volta abituati al formato digitale sa trasmettere le stesse emozioni del cartaceo e la soddisfazione di leggere un romanzo tenendo in mano il libro è identica a quella che si prova leggendo il medesimo su tablet, pc e telefonini di ultima generazione. L’emozione di cui parlo è quella che mi ha trasmesso l’ultimo e-book che ho avuto il piacere di leggere: Nel buio, l’antologia che raccoglie le migliori opere del concorso foto-letterario curato da Altrisogni, rivista digitale italiana di narrativa horror, sci-fi e weird, e D&N, rivista elettronica di ottica, fotografia ed eyewear. L’antologia è edita da dbooks.it, curata da Christian Antonini e Vito Di Domenico.

Aprendo l’e-book ci si imbatte in una spettacolare copertina realizzata da Sabrina Rossi che anticipa l’universo di terrore in cui i racconti catapultano il lettore. A seguire la prefazione dello scrittore Luigi Lo Forti che, pur senza svelare le trame inquietanti, apre la porta su un mondo dove il buio è sovrano.

Questa raccolta è la risposta a chi sostiene che le antologie sono fuori moda e non hanno mercato. In realtà quando un prodotto è ben costruito e curato come questo, il lettore attento non può ignorarlo. Le antologie non sono in disuso, ma bisogna proporre testi di qualità ed è proprio questo il caso. Se poi ai racconti si aggiungono fotografie di straordinaria bellezza, che rivelano le capacità e la passionalità di chi le ha realizzate, allora l’opera è completa.

Per questa antologia i curatori hanno selezionato un vincitore per il miglior racconto a tema, Il grande buio di Yuri Abietti, e un vincitore per la migliore fotografia a tema, Omaggio a Poe di Giuseppe Agnoletti. A queste due opere si sono aggiunte anche quelle di altri nove scrittori e nove fotografi, classificati secondi a pari merito. Ma fanno parte di questa raccolta anche opere inedite di veri e propri professionisti della narrativa di genere italiana, ovvero Danilo Arona, Cristiana Astori, Alberto Cola, Stefano Di Marino e Clelia Farris e fotografie a tema di maestri dell’obiettivo, Andrea Chelli, Paolo Cavanna e Andrea Rota Nodari.

Ma andiamo per ordine e cominciamo dalla narrativa partendo proprio dal racconto vincitore. Il grande buio di Yuri Abietti è il racconto primo classificato. Narra, con una forma pacata e fruibile, ma con tinte forti, una assenza di luce che divora gli esseri umani. Il senso di paura che scatena la scrittura placida di Abietti, che defluisce poi in un tumulto di inquietudini, disarma il lettore.

Seguono i racconti degli ospiti professionisti.

Una situazione oscura di Danilo Arona per una mera coincidenza sembra la genesi del racconto di Abietti. Anche Arona infatti tratta il tema come un’oscura materia nel quale gli uomini si perdono e lo fa con lo stile moderno, disinvolto e ironico che lo caratterizza. Fango di Clelia Farris unisce magistralmente horror e fantascienza, un racconto che inizia come una favola moderna, ma si conclude con un inaspettato colpo di scena. Loro se ne cibano di Alberto Cola è un racconto di fantascienza militare dove i soldati sono costretti ad affrontare un nemico inconsueto. Uno stile crudo quello di Cola, dotato di un’eccellente capacità che definirei filmica. Hai paura del buio? di Cristiana Astori la cui bravura non si smentisce in questo racconto dalle forti tinte horror in cui la tensione e la paura giocano un ruolo fondamentale. Tengu: l’anima del demone di Stefano Di Marino è un bellissimo racconto fantasy orientale, dove la forza e al contempo la delicatezza del Sol levante sono espressioni tangibile di storie senza tempo. Di Marino grida con vigore in questo racconto tutta la sua passione per le arti marziali, sottolineando ancora una volta la sua bravura narrativa e la capacità di spaziare in generi diversi.

È doveroso spendere parole anche per gli altri nove finalisti, tutti classificati a pari merito.

Nel buio di Anna Notti dà vita a una storia paranormale dotato di ironia e stile. Fine turno di Mirko Dadich è un racconto che indaga emozioni e sentimenti, ma nell’oscurità qualcosa o qualcuno attende la sua vittima. La via per le stelle di Roberto Guarnieri scatena la domanda: cosa si nasconde dentro al buio? Una storia fantascientifica dai risvolti drammatici. Voglio i tuoi occhi di Roberta Pizzuto esamina con delicatezza l’oscurità quotidiana di una “non vedente”, entrando in quel mondo in punta di piedi, ma poi la storia tramuta in un paranormal tingendone i bordi di sangue. Aspettando la morte di Fiorella Rigoni è un’inquietante gotico, con uno stile asciutto e deciso, che richiama l’attenzione sulla vita dopo la morte. La fossa di James Carroll Wish ci propone un racconto che ha il sapore di un buon vecchio horror anni ’80 e come tale non potevano mancare zombie e cimiteri. Colori di Rubrus e il suo impellente desiderio di vedere l’arcobaleno sprofonda il lettore in un ambiguo fantasy dove nulla è definito tranne il buio. Tra paure sogno e realtà l’horror di Tanja Sartori Black out. Infine Ritorni di Giuseppe Agnoletti, già vincitore della sezione fotografica, un’elegante e delicato paranormal dalle seducenti atmosfere malinconiche.

Abbiamo raccontato fino ad ora solo una parte dell’opera perché l’altra, altrettanto importante è quella dedicata alle immagini. Vincitore di questa sezione è Giuseppe Agnoletti con la sua foto Omaggio a Poe, in cui gli elementi dei racconti di Poe, maestro dell’horror, del gotico e del giallo, compaiono come in un puzzle ben strutturato. Anche la sezione fotografica, come per la narrativa, si fregia di eccezionali protagonisti ed ecco allora apparire gli scatti dei professionisti.

Paolo Cavanna, in Biancaneve, imprigiona come in un fotogramma i personaggi della fiaba in una miscela di ironia, thriller e malinconia; Fuori campo racchiude l’anima gotica e tutto il mondo che questo genere rappresenta; Bambole, sempre di Capanna, attraverso antichi ninnoli, trasmettere l’inquietudine del falso e del reale, dell’animato e dell’inanimato. Andrea Chelli “disegna” la Borsa Milano avvolta dal mistero e dall’oscurità; Fuoco, dello stesso autore, incarna la vivacità e l’ossessione della paura attraverso questo elemento. Andrea Rota Nodari (senza titolo), infine, tratteggia un gioco magistrale di luci e ombre, dove uno scatto può dar vita a un racconto.

Anche per questa sezione ritengo doveroso dedicare uno spazio anche per gli altri nove finalisti della fotografia, tutti classificati a pari merito. Incontri a mezzanotte di Alfredo Neuroni, un’atmosfera paranormale con presenze astratte per una foto sospesa tra due dimensioni. Simone Varisto (senza titolo) propone un bianco e nero che scava nell’immaginario, mentre Francesco Palmitessa con Dispetto usa il colore per una foto noir. Flavio Mariano con Io, Es e Super Io offre un’immagine psichedelica che si contrappone al classico di Katiuscia Noseda con Blood brothers. Riccardo Bruni (senza titolo) delinea, come in un incipit, preamboli di paura. Sara at night di Antonio Putini indaga nella follia omicida, l’occulto di Gianluca Bocci con Pietra magica sfiora antiche leggende mentre Oscurità latente di Nicola Baldazzi mostra magnificamente le paure umane più classiche.

Grande pregio di questa raccolta è aver lasciato gli autori e i fotografi liberi di spaziare nei generi e nei temi da trattare dando origine a un’antologia dalle mille sfaccettature. Per capire meglio la natura, la nascita e la realizzazione di quest’antologia chiediamo ai suoi curatori Christian Antonini e Vito Di Domenico.

1. Come è nata l’idea di realizzare Nel buio?

L’antologia Nel buio nasce perché volevamo dare il giusto spazio alle opere migliori del concorso fotografico e letterario omonimo, organizzato da Altrisogni insieme a D&N, rivista digitale specializzata in ottica e fotografia. Volevamo quindi una pubblicazione che potesse ospitare sia le fotografie, sia i racconti. L’appoggio dell’editore dbooks.it è stato strategico, oltre che naturale. Fin dall’inizio abbiamo deciso di affiancare alle opere classificate i racconti e le fotografie di nomi noti dei rispettivi settori.

2. Quali i parametri di selezione dei racconti in concorso? In pratica quali caratteristiche avevano le storie scelte?

I paletti erano tanti, ma tutti sensati ed espliciti. I racconti partecipanti dovevano essere assolutamente inediti, anche sul Web, e appartenere al genere horror, fantascientifico o weird (o a una commistione di questi tre generi). Inoltre dovevano essere lunghi non più di 10.000 caratteri, spazi inclusi. Ovviamente, dovevano sviluppare il tema proposto dal concorso: Nel buio, appunto.

Sappiamo che sembrerà incredibile, ma molti dei racconti inviatici non erano dei generi appropriati, oppure – addirittura – non erano in alcun modo legati al tema richiesto. In alcuni casi riuscivano a essere sia fuori tema sia di genere inappropriato! Sono cose che fanno pensare… E che a volte minano un po’ la fiducia che abbiamo nel Genere Umano, o almeno negli aspiranti scrittori.

Un criterio che abbiamo applicato durante la selezione, inoltre, è stato quello della correttezza stilistica. Se per la pubblicazione sulle pagine di Altrisogni noi effettuiamo sempre un editing approfondito sui racconti scelti, qui abbiamo deciso di fare un editing solo di tipo formale, non legato allo stile e men che meno ai contenuti. Questo per mettere in mostra le capacità reali di ogni autore, visto che si tratta di una selezione tramite concorso.

In tal senso, racconti che avevano un’esposizione confusa o incerta sono stati scartati, anche se in alcuni casi offrivano idee originali e intriganti. Riteniamo che un autore debba saper scrivere in maniera corretta, oltre che avere buone idee.

3. I racconti fuori concorso degli autori professionisti hanno dato all’antologia una maggiore visibilità. Quale la vostra opinione su ognuno delle cinque storie?

Innanzitutto dobbiamo dire di essere molto felici dell’appoggio ottenuto da queste cinque “Grandi Firme”. Una situazione oscura, di Danilo Arona, è un racconto che unisce temi inquietanti a uno stile molto ironico, in una trama horror-weird ambientata sulle montagne del nostro Paese, scelta a nostro avviso molto azzeccata. Arona ha gestito brillantemente la vicenda ancorandola al dialogo tra due amici in una situazione quasi “quotidiana”. Inoltre la storia ci colpito particolarmente perché… sembra appartenere alla stessa ambientazione del racconto vincitore Il grande buio, di Yuri Abietti!

Fango, di Clelia Farris, appartiene a una fantascienza molto insolita ed è scritto con una ricercatezza linguistica che costituisce una delle caratteristiche principali di questa autrice. Si tratta di un racconto claustrofobico e disturbante, che decisamente non può lasciare indifferente il lettore. Loro se ne cibano, di Cola, è una storia di fantascienza militare che tratta l’argomento del confronto/scontro tra l’Umanità e creature aliene, è pessimista e sembra precipitare verso un “destino incombente”, Un buio non solo fisico, insomma. Hai paura del buio?, di Cristiana Astori, è forse il racconto più sanguinoso e violento di tutta l’antologia. L’autrice di Tutto quel nero, che è anche traduttrice dei romanzi di Dexter, ha fatto qualcosa che a noi è piaciuto molto: ha tolto i freni, ha premuto l’acceleratore e si è divertita a farlo in modo raffinato. Tengu, di Stefano Di Marino è un’appassionante storia fantascientifica in un mondo dove l’Impero del Sol Levante perdura da millenni, ma un evento catastrofico lo precipita nella tenebra più profonda. Di Marino ha gestito il racconto come una storia d’avventura del Giappone feudale, e in tal modo è riuscito a fornire un ingrediente altrimenti “sotto dosato” nell’antologia, quello delle “scene d’azione”. Un ingrediente che spesso non è alla portata degli esordienti o degli autori non avvezzi. Quindi, un doppio grazie a Stefano Di Marino.

4. Anche le foto, di professionisti e non, hanno una notevole capacità narrante. Altrisogni ha collaborato con D&N per la scelta delle foto oppure vi siete divisi i compiti?

I compiti erano assolutamente divisi: noi di Altrisogni ci siamo occupati del comparto narrativo, D&N ha gestito l’aspetto fotografico. Questa ripartizione ha caratterizzato la gestione e i risultati del concorso (erano divise anche le giurie), come la selezione e la cura del materiale per l’antologia. Si è trattato di una collaborazione molto costruttiva e di un esperimento che ci siamo divertiti a portare a termine. Speriamo che questo nostro senso di soddisfazione possa essere condiviso anche dei lettori dell’antologia.

Grazie Christian Antonini e Vito Di Domenico, spero che ci regalerete presto un altro gioiello come lo è  Nel buio.
Per acquistare l’antologia: QUI 

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