Frankenstein, l’immortale – Dean Koontz

Una nuova interpretazione del famoso mostro che mescola horror, thriller e psicologia.

Con alcuni anni di ritardo, lo scorso gennaio è arrivato finalmente anche in Italia Frankenstein, l’immortale, romanzo del prolifico Dean Koontz che rivisita in chiave moderna il mito del famoso mostro inventato da Mary Shelley. Il libro è il primo di una saga (intitolata semplicemente Dean Koontz’s Frankenstein) che ha entusiasmato i lettori di tutto il mondo.

Una violenta serie di omicidi sconvolge le strade di New Orleans. La poliziotta Carson O’Connor e il suo collega  Michael Maddison vengono incaricati delle indagini ma non sono i soli a essere interessati al caso. Deucalion, un essere bicentenario dalle origini misteriose, viene a conoscenza dei delitti e abbandona il suo isolamento tibetano per mettersi sulle tracce del killer, convinto che quest’ultimo lo condurrà al suo creatore.

Frankenstein, l’immortale è un thriller dalle venature horror che mescola gli elementi delle storie poliziesche con quelli tipici dei libri orrorifici e modernizza il mito del Mostro e del folle scienziato che lo ha creato. Il romanzo parte premendo sull’acceleratore e, grazie anche alla brevità dei capitoli, cattura l’attenzione del lettore trasportandolo in un’atmosfera cupa e maniacale.

Le varie sottotrame vengono sviluppate parallelamente, a capitoli alternati, e sono narrate in terza persona al passato (fatta eccezione per i capitoli dedicati a Randal Sei in cui l’autore passa al presente). I cambi di punti di vista sono chiari e l’intreccio, seppur complesso visto l’alto numero di personaggi, è facile da seguire e da comprendere.

Superata la parte introduttiva, tuttavia, Koontz preferisce trascurare lo sviluppo della suspance per concentrarsi su quello dei personaggi. La costruzione di quest’ultimi è senza dubbio  perfetta nonché utile (visto che molti di loro saranno presenti anche nei prossimi volumi), ma l’eccesivo spazio dato alla loro psicologia rallenta molto il ritmo della narrazione e l’attenzione del lettore fatica a mantenersi costante.

Una nota doverosa se la merita l’adattamento pensato da Koontz. Nella realtà di Frankenstein, l’immortale il romanzo di Mary Shelley diventa una storia liberamente ispirata a fatti realmente accaduti. Il dottor Viktor Frankenstein è molto simile a quello originale anche se la pazzia che gli attribuisce Koontz è molto più morbosa e crudele, mentre la figura della Creatura cambia molto: non più un essere abbozzato che soffre per la sua diversità senza poter esprimere i suoi sentimenti, ma un personaggio cupo, saggio che ha coscienza della sua innaturale esistenza e vuole vendicarsi del suo creatore.

Nonostante questo, lo stile molto scorrevole dell’autore garantisce una facile lettura e i dialoghi brillanti tra i due poliziotti danno al libro quel pizzico di ironia che, unito al resto, rende Frankenstein, l’immortale un buon esordio per una saga che promette di essere molto interessanteUn romanzo dall’ampio target che soddisferà un gran numero di lettori. Consigliato.

Frankenstein, l’immortale

di Dean R. Koontz
Traduttore: Dobner T.
Editore: Sperling & Kupfer, 2012
Collana: Pandora
Pagine: 339
Formato: brossura

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