Awake 1×04 Kate Is Enough

Un ex babysitter e altri due casi di omicidio… ma la continuity latita.

Come ogni lunedì torniamo a parlare della serie Awake, creata da Kyle Killen per la NBC e arrivata ora al quarto episodio. La puntata andata in onda lo scorso giovedì si intitola Kate Is Enough ed è stata scritta dallo stesso Killen.

Il detective Michael Britten (Jason Isaacs ) continua la sua strana esistenza a cavallo di due realtà: in una, chiamata “realtà verde”, il figlio Rex (Dylan Minnette) ha perso la vita nello scontro, mentre nell’altra, la “realtà rossa”, è la moglie Hannah (Laura Allen) a essere deceduta.

L’episodio esordisce con una violenta zuffa tra Rex e il suo migliore amico, reo di aver rotto una racchetta da tennis dell’altro. Michael non riesce a gestire la rabbia del figlio e cerca invano di stringere il loro rapporto. Quando va a dormire si risveglia nella realtà rossa dove viene chiamato per indagare su di un sospetto suicidio avvenuto durante una festa in un lussuoso yacht. Interrogando gli invitati Michael incontra Kate, ex babysitter del figlio e ora consulente di un rinomato studio d’affari di New York. Tornato nella realtà verde, il detective si deve occupare del caso di una rapina in una villa finita con la morte del proprietario. Durante le indagini incontra di nuovo Kate, ma in questa realtà la ragazza è una tossico dipendente con molti problemi economici.

Kate Is Enough è una puntata incentrata sul rapporto tra Michael e Rex. La doppia vita di Kate mostrerà al detective come la capacità di affrontare il lutto della madre potrà essere determinante sul futuro del figlio e lo spingerà a ulteriori sforzi. Il tutto, ovviamente, mentre lo stesso Michael cerca di distinguere il sogno dalla realtà.

Come già sottolineato in occasione della recensione del terzo episodio, la continuity della serie è trascurata in favore di una trama autoconclusiva, ma in questo caso c’è anche un aggravante. Nella scorsa puntata Rex scampava a un rapimento e capiva di dover sforzarsi per costruire un rapporto migliore con il padre, all’inizio di questa tutti questi buoni propositi sono dimenticati e Rex è di nuovo scontroso e irascibile. Tutta colpa della difficolta ad affrontare il lutto? Può essere, ma l’impressione sembra piuttosto quella che il terzo episodio sia del tutto ininfluente.

A questo punto sembra doveroso chiedersi: cosa hanno in mente gli sceneggiatori? Vogliono costruire singole trame giocando con la doppia realtà, o vogliono creare qualcosa di più complesso? Nel primo caso la serie non avrà una lunga vita (come dimostrano gli ascolti in calo), mentre nel secondo Killen e soci dovrebbero decidere quale strada percorrere prima di un irrimediabile scoramento da parte degli spettatori.

Ci auguriamo una svolta positiva fin dalla prossima puntata.

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