The Vampire Diaries 3×14: Le Relazioni Pericolose

Cosa ci hanno insegnato Sebastien di Valmont e la Duchessa de Merteuil? Che il desiderio e le passioni non sempre incontrano la realizzazione del giusto. Ritorniamo a Mystic Falls con il 14° episodio della terza stagione: Dangerous Liaisons.

Avevamo lasciato il nostro grosso lupo cattivo (Joseph Morgan) alle prese con la rabbia e la sete di vendetta dei fratelli finalmente liberi, ma soprattutto alle prese con l’inaspettato e trionfale ritorno della madre, da lui stesso uccisa ben oltre mille anni prima. La donna, a sorpresa, ha candidamente perdonato il figlio: ora il suo unico desiderio è riunire tutta la famiglia al completo dopo secoli di dissidi e incomprensioni. Attenzione alle parole pronunciate in TVD, quasi mai nessuno le intende veramente in senso letterale.

Cosa ci si aspetta, quindi, da una famiglia di vampiri ricca e potente che si riunisce dopo vicissitudini millenarie? Una bella festa, naturalmente. La dimora regale è pronta. I bellissimi protagonisti della serata stanno indossando gli smoking: mancano solo gli invitati importanti. Ed ecco che la giovane Elena Gilbert (Nina Dobrev) riceve un invito dalla strega originaria in persona, mentre la bionda Caroline (Candice Accola) deve fare i conti con la corte “spietata” dell’instabile vampiro ibrido originario. Esther vuole conoscere colei il cui sangue è così legato ai suoi figli, mentre Klaus vuole… ballare con Caroline.

Elena si trova con i fratelli Salvatore quando riceve l’invito (in elegante carta di ispirazione quattrocentesca) e le reazioni dei due ragazzi sono complementari: Stefan (Paul Welsey) appare distaccato e freddo e sorride sarcastico alle preoccupazioni palesate dalla bocca impertinente di Damon (Ian Somerhalder). Le rispettive posizioni adesso sono completamente ribaltate: Stefan finge di non provare più alcun tipo di sentimento, mentre Damon si fa sommergere da quelle emozioni a lungo represse e disdegnate. Elena non deve presentarsi da Esther, secondo il maggiore dei fratelli Salvatore. “Lasciala fare, ci penserai tu a proteggerla” gli fa eco Stefan. Adesso Elena è un problema di Damon? Stefan guarderà le spalle ad entrambi o interverrà solo in caso di grave pericolo? Le espressioni di Paul Wesley sono molto enigmatiche e regalano allo spettatore solo l’idea di un tentativo di distacco poco riuscito. La versione oscura e tenebrosa di Stefan − che donava al personaggio un certo fascino sinistro − ha lasciato spazio ad una figura di passaggio, borderline, divisa tra la paura di essere sommerso di nuovo dai sentimenti e dal rimorso per le azioni commesse − “Se permetto a me stesso di provare qualcosa, tutto ciò che sento è dolore” − e la voglia di rimanere ancorato in una dimensione ovattata dove non contano più le opinioni delle persone che ama, dove l’amore e l’odio non possono raggiungerlo.  

La bionda Caroline riceve anche, insieme all’invito, un abito da sera: il riferimento immediato è alla fiaba di Cenerentola. C’è il vestito, l’invito, la tentazione di un sogno. Ci sarà anche il Principe? E, oltre alle due bellissime protagoniste dello show, anche Matt (Zach Roerig) figura tra gli invitati all’evento dell’anno a casa Mikealson. E ad accompagnarlo sarà la capricciosa Rebekah (Claire Holt).

Finalmente la serata ha inizio: si aprono le porte di casa Mikaelson ed Elena entra da sola, subito raggiunta da un laconico Stefan e un furioso Damon. Caroline, invece, appare titubante e… alla ricerca di qualcosa. O qualcuno? Ed è proprio quell’affascinante qualcuno − che stava inconsapevolmente aspettando (Klaus) − che le va incontro sorridendo, vestito come un Principe. Perfetto l’implicito contrasto tra lo smoking candido e l’anima macchiata di sangue. Tutta la famiglia degli Originari inaugura l’inizio della serata affidando all’elegante e pacato Elijah (Daniel Gillies) le parole di benvenuto alla comunità di Mystic Falls. La figura di Esther appare in disparte rispetto ai figli, ma è solo apparenza. Grandissima è la potenza emanata dalla statuaria figura di questa esile donna bionda che, per amore dei propri figli, ha creato l’intera razza di mostri soprannaturali che ha cambiato le sorti del mondo. Uno dei maggiori figli di Esther, Finn, porta un messaggio ad Elena: se vorrà parlare con la strega, dovrà essere sola. Nonostante un simile messaggio non porti promesse positive, la nostra eroina non appare titubante, anzi, si concede anche un ballo con Damon.

Come in una partita a scacchi, le coppie sono in pista in un waltzer di confronti. Elena si confronta con l’amore di Damon. Rebekah vuole l’attenzione assoluta di Matt. Caroline viene investita dal corteggiamento elegante ma esplicito di Klaus. La canzone urla “Give me love“, ed appare chiaro come sia il Principe a chiederlo alla sua Cenerentola attraverso uno studiato botta e risposta alle taglienti frasi di lei. Fino ad arrivare al significativo: Sono stata Miss Mystic Falls” (traduzione: “Anche se nessuno sembra farci più caso in quanto io non sono importante quanto Elena”). “Lo so” (traduzione: “Io neanche ti conoscevo allora, ma adesso sei importante per me”).

Klaus ci è presentato, fin dalla seconda stagione, come un mostro all’apparenza senza umanità, dedito ai vizi più sfrenati e alla brama di sangue, ma il suo approccio con le donne ha in sé qualcosa di antico e irresistibile. Un fascino millenario a cui è difficile resistere. E, forse, anche per Caroline. L‘ibrido acquista di episodio in episodio un’ambiguità che accende l’interesse degli spettatori − in particolare delle spettatrici − per la sua apparente noncuranza nella quale, a tratti, si possono però intravedere delle crepe significative: la paura di essere abbandonato, l’amore per la famiglia e, adesso, anche l’intenso interesse per la neo-vampira Caroline.

Intanto Elena vuole incontrare Esther, ma si rende conto che l’iperprotettività di Damon non glielo permetterebbe, quindi si accorda con Stefan per distrarlo. Letteralmente? Facendogli spezzare il collo dal fratello. Una pessima mossa da parte della doppelgänger che mette a repentaglio la ritrovata fiducia di Damon per Stefan. Come era prevedibile, Esther non solo non ha perdonato Niklaus per tutto il male perpetrato nei secoli, ma non ha perdonato nessuno dei suoi figli. Vuole porre rimedio al male a cui lei stessa ha dato origine uccidendo tutta la sua famiglia colpevole, a suo dire, di non aver fatto nulla per evitare di trasformarsi in mostri sanguinari. Il compito di Elena è quello di aiutare la strega a legare simbioticamente le vite di tutti i suoi figli: “If one dies, they all die“. Finn è il prescelto. Una piccola goccia del sangue di colei che li ha creati  (ricordiamo che fu grazie al sangue di Tatia, antenata di Elena, che i fratelli Originari completarono la trasformazione) e le vite dei cinque ragazzi sono incatenate. Uccidere Klaus, però, necessita di un ulteriore incantesimo: la sua natura di ibrido lo mette al riparo dalla semplice uccisione che colpirebbe gli altri.

Damon, risvegliatosi dopo lo scontro con Stefan, si reca da Elena e le rinfaccia di averlo messo da parte. Pessima mossa numero due da parte della giovane Gilbert, che all’appassionata affermazione “Sono furioso e preoccupato per te perché ti amo” di lui risponde freddamente “Forse è questo il problema“, distruggendo in un secondo tutto il percorso di redenzione di Damon. Oggettivamente l’infelice frase di Elena appare come una crudeltà gratuita, resa ancora peggiore dal fatto che la ritrovata umanità di Damon era stata una conseguenza dell’amicizia e del rispetto che Elena aveva imparato a nutrire per lui. In un istante tutto si è frantumato, anzi, quella stessa umanità che lui ha lottato per ritrovare, per lei rappresenta un problema.

Tornando al romanticismo di Klaus (sembra un ossimoro isn’t it?), lo vediamo raccontare a Caroline una parte di sé fino adesso sconosciuta: la parte del bambino ferito dall’indifferenza e dall’odio del padre. E, soprattutto, una parte artistica: Klaus rivela di essere un pittore esperto e sensibile. I suoi schizzi ci raccontano la ricerca della bellezza artistica della vita, e la ricerca, probabilmente, di un’ identità personale per poter uscire dal concetto di mostro che lo accompagna. Caroline ne rimane colpita, ma allo stesso tempo la vediamo lottare contro la tentazione di provare qualsiasi emozione per lui, usando Tyler come ancora di salvataggio. E’ il pensiero di Tyler che sostiene la sua risolutezza quando rinfaccia a Klaus di non essere capace di amare qualcuno a causa della chiusura mentale verso gli altri. Inconsapevolmente, entrambi si sono analizzati a vicenda interiormente, facendo emergere quelle fragilità che con la apparenze cercano di nascondere.

Caroline lo lascia solo, ma prima di andarsene gli ricorda che non potrà essere comprata con gioielli preziosi e con parole galanti: “Ho capito. Tuo padre non ti voleva bene, quindi pensi che nessuno mai te ne vorrà. Ed è per questo che soggioghi le persone, o le asservi, o cerchi di comprarle con dei regali. Ma non è così che funziona”. Klaus sembra aver imparato la lezione. Quella stessa sera, sul letto di Caroline stavolta non ci sono gioielli preziosi ad aspettarla ma uno schizzo: lei come lui la immagina.Bellissima, forte e raggiante” e un ringraziamento, cosa inusuale per un vampiro come Klaus, abituato per secoli ad essere servito. Ci sono due momenti importanti in questa scena: la telefonata di Caroline a Tyler e lo sguardo di lei mentre si osserva nel disegno.  Tyler appare di nuovo come la sua ancora di salvezza: lei ha bisogno che lui sia con lei, ma non riesce lo stesso a dirgli che lo ama. E lo sguardo verso la sua immagine così luminosa appare come una sconfitta: è come se lei stessa fosse consapevole che le sue parole fredde e distaccate in realtà sono state urlate solo per poter fuggire.

Damon, dopo la coltellata ricevuta da Elena,  reagisce alla sua maniera, ritrovando il suo lato perduto: prima attacca briga alla festa con il più giovane fratello Originario (Kol), poi si reca al Grill dove incontra una sempre più inadeguata ed inquieta Rebekah. I due decidono di curarsi le rispettive ferite emotive facendo sesso a casa di lui. Con la passione sfrenata che contraddistingue entrambi, i due vampiri provano ad allontanare le frustrazioni.

Elena, invece, si ritrova a chiedere ad un sempre più distaccato Stefan di continuare a provare qualcosa: “I don’t believe you feel nothing” (non posso credere che tu non provi nulla). Non appare completamente chiaro l’atteggiamento di Elena per tutta la durata dell’episodio. A tratti sembra volere che il suo rapporto con Stefan torni agli antichi splendori, mentre a tratti, come in questa scena davanti a casa, sembra chiedere a Stefan semplicemente di provare qualche emozione: come se lei stessa avesse paura che lo Stefan così tanto amato non esista più. Viene da chiedersi se Elena stia usando il ricordo del suo amore per Stefan per combattere la sempre più coinvolgente passione per Damon. Lo stesso meccanismo di Caroline con Tyler.

E Stefan?  Lo vediamo innamorato di Elena, ma in completa coerenza (forse per la prima volta dopo molto tempo) lo vediamo rinunciare a questo amore. Lui è consapevole che le sue colpe non possono essere ancora dimenticate. Lui stesso non le vuole dimenticare. La vergogna per quello che ha fatto sarà la sua punizione.  

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