Once Upon a Time 1×13 What Happened to Frederick

A proposito dei travestimenti e delle varie vicissitudini del “Vero Amore”…

Episodio di raccordo si potrebbe definire questo, in cui si inserisce un altro tassello nella storia di Biancaneve e il Principe Azzurro, versione riveduta e corretta in stile Ouat.

Si svela, inoltre, quale altra magagna possa avvelenare un rapporto romantico ma ambiguo, come quello fra Mary Margaret e David, e in cui, infine, si introducono, forse un po’ forzatamente, altri due miti fiabeschi: le sirene e il pozzo dei desideri.

Nell’ovattata realtà di Storybrooke Mary Margaret e David convengono di dover affrontare ciò che di sbagliato c’è nel loro rapporto e la maestra del paese ottiene dal suo amante di parlare finalmente con la moglie Kathryn. Quest’ultima, nel tentativo di dare un nuovo inizio al sempre difficile rapporto fra lei e il marito progetta un trasferimento in un’altra città, per poter ricominciare daccapo. Solo che noi telespettatori, e pochi altri nella storyline, sappiamo che nessun personaggio delle fiabe può abbandonare la sua vita fittizia, stregata dall’incantesimo di Regina, perfida strega/perfido sindaco, unica artefice del maleficio che lega tutti alla cittadina del Maine.

David sa di dover affrontare la questione e dichiara a Kathryn di doverla lasciare, ma non menziona la sua relazione con Mary Margaret perché “non vuole ferire” sua moglie. Ovviamente, siccome le cose proprio dritte non possono andare mai a chi mente, quest’ultima viene a sapere della tresca dalla sua presunta amica Regina. Noi sappiamo che lei ha interesse a che la coppia non scoppi perché vuole tenere Biancaneve e il Principe azzurro rigorosamente separati.

Nel frattempo la realtà fiabesca si snoda in modo tale da stupirci con la contaminazione dei vari miti, cosa che sa un po’ di Marinismo, in verità, più del solito in questo episodio, come se si volesse stupire a ogni costo. Dunque eravamo rimasti, nelle puntate precedenti, al Principe che si era rifiutato di sposare la figlia di re Mida, Abigail, con l’intenzione di andare a cercare la sua Snow White, che gli si era negata, costretta dal re padre, interessato all’unione dei due regni. Ma Abigail intercetta Charming (Azzurro per gli amici) e gli svela che nemmeno lei vorrebbe questo matrimonio, poiché il suo cuore era già di un altro, ma il suo amore non può trovare compimento per un ostacolo quanto mai… insormontabile. Frederick, il suo amato, che dà nome alla puntata, è diventato una statua d’oro per aver voluto salvare il di lei padre, re Mida appunto. Una soluzione a questo improvvido impedimento potrebbe essere l’acqua di un lago, naturalmente sorvegliata da un mostro che mai nessuno dei visitatori ha lasciato in vita.

Il principe Azzurro, che dell’eroismo fa la sua ragione di vita – siamo appunto in una fiaba – decide di aiutare Abigail, anche a costo della sua incolumità e affronta il mostro, che altri non è che una incantevole Sirena. Questa gli si mostra con le sembianze del suo unico vero amore, Biancaneve, ma lui non cade fino in fondo nella trappola e, capace di riconoscere il vero amore, la rifiuta riuscendo a ucciderla. Così procura l’acqua del lago e innaffia la statua d’oro di Frederick davanti a una trepida principessa Abigail. La nostra dose di lieto fine è questa e non possiamo, per questo episodio sperare in altro, perché invece a Storybrooke l’incubo sommerge la povera Mary Margaret, in quanto Kathryn, disperata, la affronta nell’atrio della scuola così che tutti la considerano alla fine una sgualdrina rovina famiglie. David deve affrontare lo strazio della maestrina che lo lascia e, dunque, le conseguenze della sua incapacità di dire la verità, travestita da desiderio di non ferire troppo la moglie.

Il personaggio meno ovvio è proprio Kathryn, che si libera dalla storia del matrimonio felice, confezionata evidentemente ad hoc da Regina, comprendendo alla fine che nemmeno lei ha mai amato David, che anche lei desidera quel tipo di amore, visto negli occhi di lui mentre guarda Mary Margaret, nelle fotografie scattate alla coppia fedifraga, e decide di partire per Boston da sola: questo però non va esattamente a buon fine… si può solo confidare nel corrispettivo del redivivo Frederick, che spunta al momento giusto. Ovviamente il ruolo malvagio di Regina nella gestione della faccenda è garantito dal fatto che distrugge la lettera in cui Kathryn lasciava libero e benediceva il povero David.

Nel frattempo l’ambiguo scrittore, che si aggira per Storybrooke, compie altrettanto ambigue operazioni sul libro delle fiabe, sostituendo una parte di esso e facendolo ritrovare a Henry. Il rapporto con la riluttante Emma continua e lui le fa credere che sia stato un presunto pozzo dei desideri a permettere il ritrovamento che riporta il sorriso sulla faccia del ragazzino e di nuovo la speranza che Storybrooke si possa salvare dagli oscuri disegni di Regina, che compie la più abietta delle azioni regalando al figlio un aggeggio per giochi elettronici per rimpiazzare il libro di fiabe: sommo sacrilegio!

L’episodio in generale non regge il confronto con il precedente, illuminato da Tremotino e dalla storia rivisitata della Bella e la Bestia. La trama che riguarda Abigail/Kathryn non conquista e non basta il contrastato romanticismo fra Mary Margaret e David per dare autonomia alla storia. Il mito della sirena è inserito bene e ben rappresentato. Meno convincente è però il parallelismo fra il disinteressato altruismo del Principe e l’ambigua volontà di non ferire nessuno di David, che provoca disastri nella distrutta maestrina. La storia fra loro però, evidentemente, aveva bisogno di questa tappa per arrivare a uno snodo significativo della trama, che tutti attendiamo.

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