Immortal – Alma Katsu

In libreria dal 16 febbraio per Longanesi Immortal, primo capitolo della trilogia nata dalla penna di Alma Katsu.

Uno stile impeccabile, con cui cesella una vicenda di amore, alchimia e alta tensione. Forti i richiami a “grandi classici”: da Wilde a Hawthorne, passando per il mito evergreen di Faust.

Cosmopolitan Uk l’ha definita la “Stephenie Meyer per adulti”. Ed è sicuramente rivolto a un pubblico adulto il suo primo lavoro, Immortal, definito un thriller storico che presenta elementi di low fantasy, che si sviluppa su diversi piani narrativi. Ed è la narrazione nella narrazione, come in una “Matrioska letteraria” a strutturare un’opera articolata, nel contesto di una vicenda d’amore contrastata. Ed è proprio questo amore complesso a catapultare i protagonisti in una serie di situazioni in cui l’alchimia e la brama di potere dell’uomo giocano un ruolo centrale. 

Immortal, un thriller che mixa amore, alchimia e alta tensione

E’ una rigida notte invernale e Luke, medico “dalla vita a pezzi”, facendo il suo turno al Pronto Soccorso dell’ospedale di St. Andrew (Maine), quando si trova a dover curare Lanore, ovvero, Lanny, una ragazzina spaurita, che ha appena ucciso un uomo. Lanny è speciale. E’ immortale. La riprova viene quando si apre uno squarcio sul petto con un bisturi, che si rimargina spontaneamente, sotto lo sguardo incredulo di Luke. E’ allora che la ragazza lo coinvolge in una fuga, durante la quale gli racconta la sua storia di contadina nata all’inizio dell’Ottocento proprio in quella cittadina. Gli racconta del suo amore, impossibile per ragioni sociali,  per Jonathan, rampollo di una facoltosa famiglia. Il giovane, bellissimo, ma donnaiolo impenitente, riesce a far cadere nella sua trappola Lanny, che, dopo essere stata coinvolta in una tragedia di cui lei stessa si sente responsabile, resta incinta. Nel frattempo lui si fidanza con  un’altra e Lanny, disonorata, viene allontanata dal paesino. Da qua giunge a Boston.

Nella grande città la giovane dovrebbe raggiungere il convento dove i genitori l’hanno inviata per nascondere il “frutto della vergogna”. Ma incontra tre giovani di aspetto aristocratico che la convincono ad andare a una festa, che si rivelerà essere un “evento perverso”. Per Lanny inizia una nuova fase: prende alloggio nella casa dove il nobile europeo Adair vive con quattro “cortigiani”, dedicandosi alla bella vita e a pratiche erotiche trasgressive. Adair, che le racconterà della sua vicenda travagliata e del suo incontro con un medico che gli ha trasmesso i segreti dell’alchimia, ha una particolare predilezione per Lanny. D’altra parte la ragazza, resa immortale come gli altri cortigiani, deve soggiacere a una condizione di schiavitù. È il patto che ha sottoscritto con il nobile. Un patto che la riporterà a St Andrew, dove Adair le impone di ritrovare Jonathan, che vuole venga condotto a Boston. Nessun capriccio, da parte del nobile, ma un piano congegnato, su cui la protagonista fa luce, scoprendo anche il non detto e le bugie relative al passato di Adair.

La lettera scarlatta, nella locandina del film con Demi Moore, è uno dei romanzi ispiratori per Alma Katsu

L’amore è il motore mobile di questa vicenda, che ne racchiude altre. È infatti il sentimento contrastato dalle convenzioni del tempo a far scattare le avventure (o disavventure) di Lanny, disonorata e scacciata dalla famiglia, per il suo “peccato”. Segno che le convenzioni sono più forti dei sentimenti. In questo romanzo non è l’amore che vince, non vi è alcun finale disneyano – nemmeno lo si immagina , ma è  il dovere sociale, che soffoca l’individuo e le sue aspirazioni, a trionfare. Jonathan è promesso sposo a una ragazza, scelta per la giovane età e perché si suppone abbia un numero sufficiente di anni davanti a sé per partorire un erede che possa prendere in mano l’attività di famiglia. E intanto per Lanny l’amore diventa sofferenza,  una battaglia da vincere;  mentre per il suo “lui”, le donne sono piacevoli distrazioni. Così, mentre la protagonista viene cacciata, Jonathan viene festeggiato da una società che “perdona” sempre i peccati dell’uomo  e molto meno quelli delle donne. Resta però aperta una parentesi.  Jonathan sembra amare Lanny. Ma si tratta solo dell’illusione dell’amore, o è un amore che deve fare i conti con una natura incostante e narcisistica?

Mano a mano che lo conosce, il lettore si crea un’immagine negativa di Jonathan. Bellissimo e donnaiolo, sembra essere un opportunista, che “sfrutta” l’amore di Lanny. Un personaggio che non ha nulla a che vedere con i principi azzurri che per le loro amate sono disposti a tutto. Anzi, vi è un rovesciamento della prospettiva tradizionale: è la figura femminile ad affrontare le prove per vedere trionfare il suo amore. Lanny, infatti, che salverà in più di un’occasione Jonathan, spicca per il suo coraggio, la capacità di adeguamento, l’intelligenza, e una dedizione profonda. Ma per lei,  oltre al danno, anche il marchio del disonore, per un amore che le famiglie non accettano, un po’ come avviene ai sempre classici Romeo e GiuliettaUn amore che diventa dannazione. L’immortalità come illusione, per Lanny di potere finalmente conquistare Jonathan. Non sa però che Adair trama qualcosa; e presto gli eventi travolgeranno tutti i personaggi.

Il giovane nobile dalle origini zingaresche e dalla storia travagliata è  malvagio, ma ha qualcosa di struggente, come un’ansia che lo corrode. Si circonda di una corte di esseri altrettanto inaffidabili e opportunisti – tranne la dolce Uzra , sempre pronti a tradirsi a vicenda. Come ogni demiurgo – vediamo l’affinità alla vicenda di Rabbi Low e del Golem, ma anche quelle con il mito di Pigmalione narrato da Ovidio, e che ha ispirato l’opera teatrale di G.B. Shaw  Adair ha pieno potere sulle “creature” che ha reso immortali. E la minaccia di togliere ciò che è stato loro concesso, in caso di disobbedienza,  ricorre anche nei confronti della prediletta, che sembra però adorare, proprio per quella parte non corrotta dallo stile libertino ormai adottato.

La copertina dell'edizione americana

A proposito di libertinismo, che qua fa rima con estetismo – e  anche, Decandentismo. Lanny viene iniziata ai piaceri sensual  in un contesto in cui la bellezza fa da contraltare alle mostruosità dell’animo. Nei rapporti erotici, sempre trasgressivi,  la bellezza è un must per il padrone di casa. Si realizza quindi il contrasto tra la vita di St Andrew “genuina” e la  Boston “corrotta”. Contrasto solo apparente, poiché anche nel villaggio del Maine il puritanesimo, raccontato anche nel La lettera Scarlatta – Hawthorne è lo scrittore preferito di Alma Kaysu e le influenze sono fortissime  non fa altro che celare tensioni sessuali espresse all’ombra di riti basati sulla religione. E a Boston, l’apparenza, pur nel libertinismo più spudorato, si esprime nella ricerca della perfezione estetica – ossessione per Adair. In questo troviamo echi wildiani, con riferimenti al capolavoro Il ritratto di Dorian Gray, ma anche echi che richiamano la filosofia del Boudoir di De Sade. Non manca ovviamente il grande archetipo faustiano.

Per Lanny, Luke potrebbe rappresentare la “fuga dal diavolo”. Al lettore si aprono, alla fine, diverse chiavi interpretative, tra fuga come maledizione e fuga come risoluzione del passato.  Ma c’è anche un altro piano di lettura: l’immortalità è davvero la panacea di tutti i mali? Quesiti inscritti in una ricostruzione dettagliata, la restituzione di un’epoca resa in tutte le sue “puritane” contraddizioni,  un ritmo lento,  diverso rispetto ai ritmi rapidi e “televisivi”, cui ci hanno abituati molti fantasy contemporanei, per una struttura complessa e articolata e un tema  che guardano ai “classici”. Ma al di là dell’intreccio, della capacità di creare tensioni e aspettative che non deludono mai, l’autrice apre uno spiraglio  sulla brama di raggiungere l’immortalità, sogno da sempre accarezzato  dall’essere  umano. L’alchimia sembra placare tale brama, ma, come mostra Adair, resta qualcosa di sospeso. L’uomo resta comunque una creatura alla ricerca di qualcosa, e anzi l’immortalità ne sembra esasperare l’umanità e la solitudine, sancendo una condanna. Altre risposte e domande nei prossimi capitoli della trilogia.

Curiosità: Il romanzo è la ripresa di un racconto scritto da Alma Katsu alcuni anni fa.

L’autrice:

Alma Katsu. Vive a Washington con il marito, il musicista Bruce Katsu. Si è laureata presso la Brandeis University, dove ha studiato con lo scrittore John Irving e la scrittrice per bambini Margaret Rey. Negli Usa Immortal,  ovvero Taker, suo primo romanzo, è stato  pubblicato  da Simon & Schuster.

Immortal

di Alma Katsu
Titolo originale: The Taker
Casa Editrice: Longanesi
Collana: La gaja scienza
Traduzione: Michele Lasvet
Prezzo: € 17,60

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