Dune – Frank P. Herbert

Il classico della fantascienza è tornato in libreria

Grazie alla nuova edizione della Fanucci, sono tornati in libreria tutti i sei romanzi scritti da Frank P. Herbert e ambientati nel pianeta Arrakis. Il primo e più famoso volume della saga fantascientifica è Dune, scritto nel 1965, vincitore dei premi Nebula e Hugo, e ora disponibile a soli 4,90€.

Come detto, il romanzo è ambientato su Arrakis, pianeta arido e inospitale su cui cresce il melange, una sostanza capace di donare agli uomini poteri al limiti del sovrannaturale. L’imperatore affida al duca Leto l’incarico di governare il pianeta, succedendo alla crudele stirpe degli Harkonnen. Leto è costretto, quindi, a trasferirsi con la famiglia su Arrakis che viene ben presto coinvolta negli intrighi di corte e nelle lotte per il potere. Si scatenerà un conflitto senza precedenti che sconvolgerà l’assetto di tutto l’impero.

Per recensire Dune bisogna scindere il mito dal romanzo vero e proprio. Parlando del primo è indubbio che Herbert sia un icona della fantascienza e che i suoi libri siano le pietre miliari del genere. Dune ha influenzato, e continua a influenzare, tutti gli scrittori, i registi e gli sceneggiatori che si cimentano con il genere sci-fi, ma anche musicisti e artisti di ogni tipo.

Questo è sicuramente merito della cura con cui l’autore americano ha inventato il mondo di Arrakis, la sua popolazione indigena (i Fremen) e il complesso equilibro tra il pianeta e gli abitanti. Nessun particolare è lasciato al caso, tutto è sviluppato in maniera ineccepibile e l’alchimia che si crea tra le parti è semplicemente unica.

Oltre al mito, però, bisogna parlare anche del romanzo e questo non è all’altezza delle aspettative. La grande cura riservata all’ambientazione diventa troppo presto alleata della noia e il romanzo non decolla. Per leggere con piacere un libro di seicentocinquantotto pagine serve una trama avvincente che incolli il lettore al romanzo. Dune, invece, è più che altro un trattato su Arrakis cosparso da un pizzico di storia. La prima parte è un interminabile elenco di casate, personaggi e intrighi, tanto complesso che si sente il bisogno di prendere appunti per non perdere il filo, la seconda è un saggio sugli usi e costumi della società Fremen e la terza (dopo cinquecento pagine finalmente un po’ d’azione) è tanto scontata da sfiorare il banale.

C’è ovviamente da tener conto che il romanzo è stato scritto in un’altra epoca e che, per quei tempi, era rivoluzionario tanto quanto i Beatles lo sono stati nella musica, ma letto ora, dopo oltre cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, non si può evitare di trovarlo troppo soporifero.

Dune di Frank P. Herbert è un icona della fantascienza e come tale merita tutto il rispetto da parte dei lettori, ma al contempo è anche un romanzo consigliabile ai soli appassionati del genere.

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