Stryx: Il marchio della Strega – Connie Furnari

Due sorelle, una maledizione che le accomuna. Il ritorno a Salem non è una delle tante tappe di un destino scandito dal ritmo morte e rinascita, ma rappresenta una resa dei conti rispetto al passato e ai Cacciatori di Streghe che le attendono al varco.

Un passato che è destinato a tornare, per due sorelle che nemmeno apparentemente sembrano così normali. Susan e Sarah sono due streghe imprigionate nella rete del non-ritorno. Ogni morte comporta la loro rinascita, fino al ritorno alla città dove sono nate trecento anni prima, all’epoca della famigerata caccia alle streghe. E se per Sarah il ritorno rappresenterà la scoperta dell’amore, per Susan, personaggio a metà tra un cartone animato e una delle protagoniste di Sex & the City, sarà la conferma delle vecchie abitudini da rubacuori.

Due sorelle, un unico destino "marchiato"

A Salem, storica città della Caccia alle Streghe, giungono due sorelle a portare scompiglio. Una, Sarah, diciassette anni, capelli di rame, non passa inosservata, malgrado le sue intenzioni. È arrivata da Londra e abita in una grande casa vittoriana, insieme alla sorellina Susan, che  ricorda la classica Barbie: bionda, vestita griffata e al volante di un’auto sportiva che nessuna adolescente di ceto sociale “normale” potrebbe condurre. Fin dalle prime pagine si delineano le contrapposizioni tra le ragazze, così diverse, in realtà unite da un destino comune, rappresentato dal marchio che recano sulla spalla sinistra. L’iniziale di Stryx, ovvero di strega, “la lettera scarlatta”, sigillo infamante che non potrà più essere spezzato, sintetizza una vita fatta di diverse esistenze. Le ragazze, contadine vissute nel Seicento, a seguito di una maledizione, sono infatti streghe costrette a morire di morte violenta e a rinascere continuamente. Destino che ha portato le due a vivere in diversi contesti geografici e storici, finché, in un certo senso, “non tornano a casa”. Una città ancora legata per ragioni storiche alla figura della strega, vista però nelle accezioni negative. Una creatura sulle cui tracce si pongono Cacciatori, tutti di sesso maschile, pronti a sferrare una battaglia all’ultimo sangue, pur di sconfiggere “il male”.

Ma il male non è necessariamente riposto in una creatura, la cui unica colpa sta nella diversità. Puritanesimo e una dose di ipocrisia guidano i comportamenti dei persecutori, mostrando anche un evidente maschilismo. La Caccia alle Streghe è infatti un modo come altri per tenere sottomesse le donne in un Seicento in cui la verità era supportata dalla strumentalizzazione dei versetti tratti dai testi sacri. Sarah, diciassette anni sulla carta, trecento effettivi, non è la strega malvagia, che attraverso la magia vuole ottenere qualcosa.  La giovane, come la sorella, in realtà è vittima delle circostanze create dal padre e che a loro costa una condanna con rogo annesso. Giunte ai giorni nostri le sorelle devono fare i conti con la gente, il vero ostacolo all’inserimento sociale, con il bagaglio di pregiudizi radicati nel tempo e in parte legati al passato della Salem ammazza-streghe, che portano dentro di sé. Da questi pregiudizi nascono le azioni dei cacciatori di Streghe, che vedono le creature magiche come nemiche giurate da sterminare. In questa contrapposizione vi è anche quella uomo-donna, che nel romanzo s’inserisce nel contesto di un sentimento nascente, tra Sarah e Scott.

Scott appare a Sarah come un angelo. È identico ad Arthur, il promesso sposo, suo unico e grande amore, almeno fino a quando, trecento anni prima, l’ha respinta, dopo aver scoperto la reale natura della futura moglie. Il tutto, purtroppo, con conseguenze tragiche. Un amore talmente forte, da restare impresso nel cuore della ragazza, che con Scott inizia una storia appassionante, ma piena di contrasti. All’inizio è il suo status di strega che la spinge a lasciarlo, per non coinvolgerlo in situazioni pericolose. È infatti consapevole che tra una strega e un umano non può esserci futuro. Ma quando una ragazza, anche lei strega, viene aggredita e ferita gravemente, la situazione comincia a cambiare. Tra i due innamorati si mette Marco Venier, che sia Sarah che Susan, scoprono essere un Cacciatore di Streghe. E non a caso la repulsione tra la rossa e Marco è immediata. Le due sorelle devono prepararsi alla battaglia, i cacciatori sono pronti allo scontro, forti e attivi nella causa che stanno portando avanti. Causa in cui, senza destare sospetti è implicato anche Scott, il quale non è quello che sembra essere. E anche nel suo caso il passato ci mette lo zampino.

Capelli di fuoco per la strega Sarah

Quale filo lega Scott e l’antico amore di Sarah? A parte la straordinaria somiglianza fisica, nessun legame di parentela sembra sussistere tra i due. Ma come per la strega, anche per lo studente, il passato gioca un ruolo cruciale nella definizione del loro rapporto, ma soprattutto, nella narrazione. I  flash back rivelano al lettore gli eventi che fanno comprendere ciò che sfugge nel presente e nella nuova vita di Sarah e della sorella. In particolare per la prima, si tratta di una vera, nuova vita, proprio grazie alla scoperta dell’amore in tutti i suoi aspetti. Scoperte fondamentali nella crescita della giovane, che insieme a Susan, in virtù dei poteri che posseggono, dovranno insegnare le arti alle altre streghe, quasi tutte novizie, in vista di una battaglia prevista per la notte di Halloween. La notte delle streghe per antonomasia, per ironia della sorte è anche la notte che, per una particolare configurazione astrale, toglierà i poteri per alcune ore alle magiche creature. Le nostre, quindi, in vista di un’assenza temporanea, che tuttavia può essere fatale, dovranno quindi ferrarsi per affrontare i nemici.

Due sorelle, due caratteri opposti, il destino comune. Sarah, la maggiore, posata e matura, ma anche più timida e pudica. Susan, appare come una ragazza evanescente, oltre che “libertina”, e sembra una delle protagoniste di Sex & The City, ovviamente in “salsa” adolescenziale, quindi più frizzante o somiglia alla prima Phoebe di Charmed. In realtà la bionda sorella non è la solita ochetta senza cervello, ma una strega forte e coraggiosa. Tra le due si svolgono salaci dialoghi, da una parte l’appello della maggiore alla minore, per un abbigliamento e comportamenti meno chiassosi; d’altra parte Susan non lesina in frecciatine sulla verginità della sorella, che chiama spesso e volentieri e ironicamente “Santa Sarah”. E tra scontri che ricalcano quelli dei normali fratelli umani, nelle dinamiche, ma meno nel “modus operandi”, e scoperte fatte insieme, il legame  tra le due si rafforza, mano a mano che la situazione si fa critica, rivelando anche aspetti intimi, subito dissimulati dal singolo orgoglio e dal temperamento delle due.

E naturalmente non manca la figura del corruttore “malefico”. Quello che tiene le streghe in pugno, grazie a un patto “faustiano”. In questo caso è Lucifero il male cui Sarah e Susan appartengono, ma che non è il reale male. Nel romanzo la contrapposizione si fa più sfumata, il bene non combatte contro il diavolo e ciò che tradizionalmente incarna. La battaglia infatti nasce dalla convinzione da parte dei contendenti, di dover abbattere “ciò che è sbagliato”. Lucifero, nel suo ruolo di “padre delle streghe”, non interviene realmente negli scontri tra streghe e cacciatori, a parte in un particolare momento della vicenda. Il libero arbitrio è infatti alla base delle azioni che muovono i personaggi. Tuttavia nel ruolo di Lucifero, più che la componente diabolica – che resta – sembra esprimersi un ruolo diverso, ovvero di “portatore di luce”, come da significato. Come se la sua presenza, che nel romanzo sembra svincolata dall’opposizione tradizionale, avesse la funzione di mostrare altri aspetti delle verità da sempre possedute dagli uomini. Nessuna blasfemia, Lucifero in realtà, nel suo ruolo chiave, fa delle apparizioni, incisive è vero, ma che non vogliono distogliere l’attenzione alle vicende che si snodano, a suon di colpi di scena e magia.

La bionda Susan come la "prima", "scapestrata" Phoebe della serie tv Streghe?

Il libro di Connie Furnari si contraddistingue per il ritmo narrativo incalzante e per citazionismi e richiami letterari e cinematografici, alcuni dei quali importanti, resi spesso in chiave brillante, evitando quindi  ogni pedanteria. Non mancano dialoghi serrati, insieme ai momenti di suspence, mixati a quelli più sentimentali. La storia d’amore e di contrasti s’incastra bene con la vicenda della maledizione. Inizialmente, la situazione che si crea, con l’arrivo nella nuova scuola e il riferimento alle vite precedenti, pare simile a quella di Fallen di Lauren Kate. Ma le atmosfere sono ben diverse, così come poi la storia procede su altri binari. Rischiosa anche la scelta dell’ambientazione, ma soprattutto dell’argomento, la storia d’amore impossibile, forse perché, soprattutto in ultime uscite editoriali è presente. Tuttavia l’autrice riesce a dare un tocco di personalità all’archetipo, mettendo in campo il proprio background letterario e… la magia della scrittura.

Stryx è un paranormal fantasy  d’intreccio,  gradevole, lineare, nella sua alternanza dei piani temporali, scritto con uno stile pulito e fresco. Numerosi i richiami a Harry Potter,  soprattutto in alcuni momenti di esercizio della magia, ai manga, ma anche a un mondo di credenze e superstizioni di cui la città di Salem è depositaria. Non è sicuramente la Salem che ritroviamo nel La lettrice bugiarda di Brunonia Barry,  con tinte fosche e il profumo di un mistero coincidente con l’atmosfera cupa; e le streghe non sono la struggente Antonia de La Chimera di Sebastiano Vassalli. In questo romanzo, dove temi anche difficili vengono toccati, la magia esplode insieme al potere insito nei protagonisti. Salvo poi scoprire, come dimostra il momento in cui le protagoniste e le loro colleghe perdono i poteri, che anche senza magia è possibile combattere. Anche se la magia, è sempre la magia… soprattutto a cavallo di una scopa.

L’AUTRICE

Connie Furnari. Nata a Catania nel 1976, laureata in Lettere, ha cominciato inventare fiabe non appena ha imparato a scrivere. Amante del cinema, adora disegnare manga e dipingere quadri. Ha già vinto qualche premio letterario per alcuni suoi racconti e poesie. Scrive prettamente fantasy, urban fantasy e paranormal romance. Connie ha un blog: conniefurnari.myblog.it.

Stryx – Il marchio della strega

di Connie Furnari
Casa Editrice: Edizioni della Sera
Collana : Spade d’inchiostro
Prezzo: € 12,00
Codice ISBN: 978889713904-1

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