L’intervista: Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni

Da incontro voluto dal Fato, favorito da Facebook, e da un progetto inizialmente “andato a vuoto” è nato Minon, primo lavoro “a due penne” di Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni. Il risultato: una nuova visione del popolo alato e un’eroina cupa, forte e coraggiosa.

Un progetto nato come “continua la storia”. Il frutto di una passione condivisa, che non si è arresa di fronte al primo ostacolo. E così, step by step, è nato Minon, il primo lavoro di due autrici lontane geograficamente, ma affini – pur nelle peculiarità caratteriali – per passione e voglia di creare.

Perché per Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni, il fantasy è una passione. E a proposito di autori fantasy, Alexia e Fiorella, impegnate in progetti “in solo”, ma anche nella realizzazione di un secondo capitolo dedicato alle gesta dell’eroina dark, affermano: “autori fantasy e/o horror italiani vengono presi poco in considerazione”.

Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni, "due penne" per una passione

Due autrici italiane in campo per il fantasy, piene di idee e passione, esponenti di un genere che in Italia è ancora sottovalutato. Eppure molti lavori dell’ambito, tra cui anche Minon, pongono riflessioni interessanti sull’essere umano, sul Male, il Bene, fornendo nell’azione di evasione, anche chiavi di lettura esistenziali. E si sa che la buona letteratura è quella che non dà risposte prefabbricate, ma prima di tutto,  stimola quesiti e riflessioni.
E Minon qualche curiosità la solleva, tanto che abbiamo incontrato Alexia e Fiorella che ci hanno parlato del loro lavoro, ma anche dei loro lavori.

1. Alexia, Fiorella, com’è avvenuto il vostro incontro?

Alexia e Fiorella. Grazie al Fato e a Facebook. Abitiamo lontane e certo non ci saremmo mai incontrate se non ci fossero stati questi due elementi. La passione per il Fantasy ci ha condotte alle stesse pagine, negli stessi gruppi.

2. Quando e come nasce l’idea del romanzo “Minon”? In quanto tempo è stato scritto e come vi siete organizzate per il lavoro?

Alexia e Fiorella. L’idea di scrivere insieme è nata dopo che eravamo state coinvolte in un “continua la storia” finito male. Noi abbiamo perseverato. Abbiamo scritto un paragrafo alla volta. In quattro mesi circa abbiamo finito. Dopo è arrivato il duro lavoro: rileggere e sistemare.

3. Come definireste la protagonista?

Alexia e Fiorella. All’apparenza insensibile, solitaria, arcigna. Ma il suo modo di fare è giustificato e si scoprirà dalle pagine del libro.

4. A chi/cosa vi siete ispirate per i personaggi? Ci sono molte affinità con quelli della serie tivù “Buffy- L’Ammazzavampiri”, anche se Minon&Friends hanno le loro personalità…

Alexia. Adoro Buffy, ma non è stata fonte di ispirazione, sebbene il loro modo di contrapporsi alle forze del male sia simile. Una glaciale freddezza, accompagnata da determinazione, caratterizza entrambe, ma Minon è assai diversa, poiché è sola e cupa.

 Fiorella. Io Buffy non lo guardo quindi non mi ha ispirata. Minon è nata piano piano, pagina dopo pagina, ma mai una volta abbiamo pensato che potesse assomigliare a qualcuno. Minon è una tipa tosta, sola e cupa, non potevamo di certo farla sorridente, tutta fossette e vestiti firmati, non “ci stava bene” visto la missione che doveva compiere.

Minon come Buffy? Due cacciatrici, sì, ma le differenze sono palesi...

5. Tra le creature sovrannaturali protagoniste, vi sono gli angeli. Sono già diversi i Fantasy “angelici” pubblicati. Il fatto che ci sia una forte “inflazione” di storie che vedono agire il “popolo alato”– in particolare gli angeli caduti –, è stato per voi motivo di “sfida” o, piuttosto, Minon nasce da un’esigenza creativa “più spontanea”?

Alexia e Fiorella. Abbiamo spezzato l’archetipo che ci lega alla figura angelica. Ne abbiamo smussato le venature mistiche, cancellando la sacralità. E se gli angeli fossero creature primordiali antecedenti alla nostra venuta, capaci di celarsi ai nostri occhi? Vi abbiamo messo curiosità con questa domanda?

6. Le altre creature sono gli Spettri… cosa sono e cosa rappresentano questi esseri?

Alexia e Fiorella. Anche in questo caso abbiamo giocato molto con la letteratura Weird. Ciò che ci si immagina in merito agli spettri è legato a ciò che ci è stato insegnato. E se gli spettri non fossero frutto delle nostre anime disperse, ma fossero gli artefici delle nostre decisioni sbagliate? Non tutte però, perché esiste sempre il libero arbitrio. Ma se avessero la capacità di controllarci per indurci al peccato, quale sarebbe la ragione di tanta malignità, chi necessiterebbe di tutto questo dolore? Tra le prime pagine del libro abbiamo voluto dare molti indizi, catapultando il lettore in un’altra dimensione, per poi riportarlo davanti a Minon, per scoprire con lei cosa sta accadendo sulla terra da molti secoli.

7. Un personaggio struggente, pur nella malvagità che la contraddistingue, è la Principessa Exafiria, che di male si nutre ed è una creatura dannata e condannata da un destino “a senso unico”. Che cos’è il male per te/voi? Una malattia, qualcosa che dà dipendenza, l’altro lato di una stessa medaglia o qualcosa che non è sempre disgiunto dal bene?

Alexia e Fiorella. Il male è insito in ognuno di noi. Siamo noi gli artefici delle nostre decisioni. L’uomo nei secoli, nascondendosi dietro ideali o falsi dei, ha dato vita al terrore. Io credo che l’uomo debba necessariamente imparare dai propri sbagli, così dovrebbe fare la Civiltà. Il male, la paura primordiale, le figure oscure che si celano nell’ombra sono frutto dell’ignoranza. In passato i diversi finivano sulla forca come peccatori. Oggi possiamo narrare di demoni, per esorcizzare fobie inconsce, li trasformiamo persino in eroi.
Exafiria invece non è eroica, nemmeno astuta, è solo cattiva, vittima del male che la divora.

8. Che cosa ha significato per ciascuna di voi scrivere questo libro a quattro mani? Quali difficoltà, ma anche quali aspetti positivi hai/avete trovato?

 Alexia. E’ un esperienza gratificante in ogni senso. Per uno scrittore, spesso vittima delle sue fantasie, poter parlare del proprio protagonista con chi lo sta plasmando insieme a te è appagante. Bisogna essere umili e sempre pronti alla critica. Io e Fiore ci siamo confrontate ogni giorno, abbiamo dibattuto, discusso, creato. Siamo cresciute insieme come autrici.

Fiorella. Per me è stata un’esperienza molto positiva e mi ha aiutato a uscire dal guscio. Lavorare con Alexia è un po’ come essere sempre dentro la storia, perché lei è un continuo vulcano di idee. Confrontarsi con qualcuno sulle proprie idee è molto stimolante e molto gratificante. Le difficoltà le abbiamo superate senza problemi, nonostante la lontananza che ci separa, soprattutto grazie al computer e al telefono.

9. E per “Minon” c’è in ballo un nuovo capitolo?

Una ragazza Dark, come Minon

Alexia e Fiorella.  Ma certo!

10. Dal libro al genere: che cosa significa per voi leggere, scrivere e pubblicare “fantastico” in Italia, in positivo e in negativo? E leggere e scrivere di horror?

Alexia e Fiorella. Partendo dal fatto che leggere è un hobby meraviglioso, non puoi decidere di scrivere se non sei prima un lettore, un lettore onnivoro. Ho necessità di leggere perché è come viaggiare e vedere altri universi a me sconosciuti. Ho necessità di scrivere perché devo mostrare agli altri i miei universi a loro sconosciuti. Pubblicare è difficile e non bisogna pretendere di fare subito il “botto”. Anche qui l’umiltà e la pazienza hanno davvero importanza. Prima di tutto NON bisogna pagare per pubblicare. Secondo, non abbiate fretta, inviate il romanzo a diversi editori e nel frattempo leggete e scrivete. Terzo: non dovete credere di aver scritto un opera d’arte, spompate un po’ il vostro super ego da scrittore e se trovate l’editore NON battagliate con l’editor, nella convinzione che il vostro romanzo sia già perfetto così com’è: è un errore madornale, ogni libro ha bisogno di essere editato! Il lato positivo dello scrivere fantasy e/o horror è che ci sentiamo a nostro agio, dato che siamo appassionate del genere anche a livello cinematografico. Purtroppo il lato negativo è che in Italia non è apprezzato come dovrebbe. Vengono acquistati i diritti dall’estero, ma autori fantasy e/o horror italiani vengono presi poco in considerazione.

11. Progetti individuali per il futuro? Avete altre idee “insieme”?

 Alexia. Insieme il seguito di Minon. Io scrivo anche fantascienza e a breve uscirà una raccolta di racconti cyborg tutta al femminile con la EDS edizioni.

Fiorella. Come ha già detto la mia amica faremo il seguito di Minon. Per quel che mi riguarda sto sistemando un romanzo horror che ho finito di scrivere e poi cercherò un editore. Nel frattempo scrivo racconti e cerco di partecipare a qualche concorso.

12. Che cosa ci dice Alexia di Fiorella? E cosa dice Fiorella di Alexia?

Alexia: Fiorella mi somiglia in molte cose: ama leggere, chiacchierare, adora il fantasy e l’horror. Come me non l’ho mai sentita piangersi addosso, è ironica e combattiva. Umile, costante, sempre pronta a mettersi a studiare se ha un progetto in mente. Accetta ogni critica e ne approfitta per migliorare. Peccato che siamo lontane!

 Fiorella: Alexia è invece tutto quello che vorrei essere ma non sono. Lei è esuberante e vulcanica, io invece molto meno. Ha sempre centomila idee per la testa e quando inizia ti travolge davvero in tutti i sensi. È un persona molto leale e sa mettersi in gioco in continuazione, senza mai temere la sconfitta, anzi. Per me è stato un bene averla incontrata, penso che se non ci fosse stata lei a quest’ora sarei una di quelle casalinghe disperate che passano le ore incollate alla tv a vedere Beautiful!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook