Il ritorno di Once Upon a Time: 1×08 “Desperate Souls”

Spoiler: Emma Swan, la riluttante salvatrice del mondo delle fiabe, diventa sceriffo di Storybrooke.

L’ultimo episodio prima della pausa natalizia ci aveva scioccato non poco, con il povero cacciatore (l’aitante sceriffo Graham) ucciso da Regina, che ne stritola il cuore con la mano, con un’immagine efficace della nera cattiveria della regina senza cuore. 

Eppure a Storybrooke, l’ameno paesello dove i personaggi delle fiabe sono esiliati, immemori di se stessi, le cose non sono mai così facili e lineari e Regina, sindaco e madre adottiva del piccolo Henry, soffre, a suo modo, per aver dovuto uccidere il suo amante. Ma non è la sofferenza di Emma per la perdita di colui per il quale cominciava a provare qualcosa o quella della sua nemica al centro di questo episodio: di un altro personaggio infatti ci viene svelata la storia, di Rumpelstiltskin (Tremotino), il perfido e infido Mister Gold.

Emma ritiene, dopo due settimane, di subentrare automaticamente nella carica di sceriffo di Storybrooke, ma Regina non è d’accordo e vuole affidare la carica a un suo uomo. Emma si rende conto di non voler accettare la situazione e di voler combattere, soprattutto perché vede Henry triste e oppresso dalla convinzione, dopo la morte dello sceriffo, che il bene non possa vincere mai, semplicemente perché i cattivi non giocano secondo le regole, mentre i buoni le rispettano. Di fronte a Regina, come sempre sicura di sé, Emma dispera, fino a quando non subentra mister Gold, che le suggerisce un cavillo che consente un’elezione in piena regola. Ma Gold gioca sporco e, all’insaputa di Emma, provoca un’esplosione in cui la donna salva Regina. La foto che ritrae il salvataggio è la carta vincente che può far sì che i cittadini di Storybrooke votino lei invece del candidato del sindaco.

Emma però, nonostante voglia vincere per dare a Henry un buon motivo per amarla, non se la sente di passare sotto silenzio la macchinazione di Gold e lo denuncia alla cittadinanza, ammettendo la sua sconfitta. Tutto sembra perduto, eppure giunge la notizia della sua insperata vittoria: la gente, colpita dal suo coraggio di voler contrastare mister Gold, la vota. Le elezioni sono vinte, Emma è il nuovo sceriffo della città ed Henry ha ripreso coraggio nel voler combattere le mire della Regina cattiva, poiché i buoni a volte possono vincere. Invece, come una doccia fredda, Emma apprende da Gold stesso che anche questa mossa era stata da lui prevista e programmata. 

A questa trama che si svolge “nella realtà” si contrappone invece la storia di Tremotino, nel mondo delle fiabe. Lui, soprannominato l'”uomo che corre” a causa della sua codardia, perché era fuggito da una battaglia in cui tutti gli altri commilitoni erano morti, era stato per questo abbandonato dalla moglie ed era rimasto con il figlio, suo unico bene. I soldati, spalleggiati dall’Oscuro, un minaccioso essere magico, rastrellano le campagne per prendere con loro come soldati i ragazzi di quattordici anni compiuti. Nessuno riesce a resistere all’ingiustizia e Tremotino, spaventato, decide di fuggire con il figlio che sta per arrivare al suo quattordicesimo compleanno. Ma la fuga non riesce, un mendicante si propone di aiutarli e suggerisce all’uomo di sottrarre dal palazzo reale il pugnale magico che consente il potere dell’Oscuro. Pur terrorizzato, per paura di non saper proteggere il figlio, Tremotino accetta. Riesce nell’intento, ma scopre che c’è un inghippo: il mendicante era l’uomo schiavo della magia del pugnale che desiderava solo morire ed ora, grazie a quell’intervento, il nuovo Oscuro è proprio lui, Tremotino, che all’alba del compleanno del figlio uccide tutti i soldati che erano venuti a prenderlo. Solo che il ragazzo è terrorizzato da quel padre, che si è trasformato in un mostro senza cuore, schiavo del suo stesso potere.

Desperate souls” è un episodio molto denso e tocca punti importanti per la trama, ma soprattutto per il sottotesto. “I buoni non vincono mai” all’inizio afferma tristemente il piccolo Henry. Questa è la dolorosa ipotesi. La storia di Rumpelstiltskin è infatti quella di un uomo codardo, ma buono. Le anime disperate sono quelle che soffrono perché hanno qualcosa da perdere, perché amano e non sanno difendersi dall’ingiustizia.

La frase “So riconoscere un’anima disperata” la dice il mendicante a Tremotino, quando gli propone l’inganno che risolverebbe i suoi problemi – sostanzialmente il patto col diavolo – e la dice mister Gold a Emma quando le propone il suo aiuto per vincere le elezioni e contrastare Regina. Sempre, a Storybrooke, i personaggi sono meno in chiaroscuro rispetto al mondo delle fiabe, mostrano il loro lato umano; così avviene per Gold che invita Emma a godersi suo figlio “perchè poi, molto presto, i figli ti lasciano” nel senso che diventano grandi, ma anche che preferiscono andare via. Non si sa cosa abbia fatto il figlio di Tremotino una volta che ha visto il padre diventare un mostro potente e crudele, questo deve ancora essere raccontato, ma gli spettatori comprendono il lato umano dell’inquietante mister Gold, i motivi per cui Tremotino, stanco di essere il vigliacco del paese, cerca la forza di prevalere sull’ingiustizia e trova, accettando il compromesso, invece la malvagità di chi non ama e non sente di dover rispettare le regole.

Le anime disperate infatti sembrano essere quelle che amano. L’amore rende allora fragili, bisognosi di aiuto, vulnerabili? Vulnerabili soprattutto alle lusinghe del male. Non è un caso intanto – e qui veniamo alla mitologia – che mister Gold/Tremotino sia zoppo. La zoppia veniva considerata il segno del maligno, zoppo era il Mr Hyde di Stevenson e tutta una serie di altri personaggi caratterizzati dalla malvagità. Segno di debolezza che simboleggia anche quella vulnerabilità di aver qualcosa da perdere che apre la strada alla seduzione del male. Tremotino ed Emma hanno in comune l’amore per il figlio, a causa del quale sono disposti a scendere a patti, pur di prevalere.

A ben vedere però in entrambi il punto dolente non è l’amore per il figlio, quanto il voler essere stimabile ai suoi occhi. Tremotino si vergogna di essere il codardo del villaggio (il soldato lo costringe a baciargli lo stivale, davanti al ragazzo), Emma si vergogna perché Regina svela alla stampa e a tutta Storybrooke che ha partorito Henry in carcere. Vogliono entrambi apparire migliori di quello che sono al cospetto del proprio figlio. Per questo entrambi scendono a patti col maligno: che risulta essere il mendicante per Tremotino, lo stesso mister Gold per Emma. Alla fine il gesto rischioso di Emma di dire la verità davanti a tutti riguardo all’incendio – segue dunque le regole, resistendo alla tentazione – le conquista il paese e la stima e la speranza di Henry. 

Purtroppo però l’ipotesi iniziale di Henry pare suffragata dai fatti: i cattivi vincono sempre perché non seguono le regole. Gold aveva previsto tutto, di fatto ha aiutato Emma che quindi gli è debitrice. Che cosa questo vorrà dire per la trama lo scopriremo nei prossimi episodi. Non si può però non menzionare la bravura di Robert Carlyle: la genesi di Rumpelstiltskin è mirabilmente rappresentata e Gold, inquietante e affascinante, anche per quella punta di umanità che traspare, è indubbiamente fra i punti di forza di questa serie, che, sempre di più, si fa seguire con passione.

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