Il mistero di Sleepy Hollow – Tim Burton

Il cuore gotico di Burton

Tim Burton è sicuramente il regista in circolazione che riesce a mettere in scena le più profonde paure dell’uomo in una cornice di struggente bellezza. Spesso legato – giustamente – all’immaginario gotico, nel 1999 realizza Il Mistero di Sleepy Hollow. Le origini di questa storia sono da ricercarsi nel racconto di Washington Irving  La Leggenda della Valle Addormentata, il suo racconto forse più famoso ambientato nella cittadina di Sleepy Hollow  dove ora è sepolto.

Burton adatta la storia di Ichabod Crane, qui poliziotto con metodi scientifici all’avanguardia per l’epoca, inviato ad investigare sugli omicidi che si credono commessi dal fantasma del Cavaliere Senza Testa.

Il film lavora sul gioco di opposizioni tra scienza e magia, con Crane che deve abbandonare la sua razionalità per poter risolvere il mistero della piccola cittadina.

La storia è anche quella della lotta con poteri superiori come quelli politici e burocratici, ed è per questo che spesso viene letta come metafora della costante lotta di Burton con gli studios. Lotta che in questa produzione si è concretata sul cast e le location.

Johnny Deep  da il volto al protagonista, è stata la prima scelta di Burton non condivisa appieno dagli studios. Una scelta che a posteriori si rivela giusta poichè l’attore-feticcio di Burton riesce a donare al personaggio l’aspetto di fragilità quasi femminile che rende Crane “reale” nelle sue paure e speranze. Anche il resto del cast è notevole con nomi come Christina Ricci, Miranda Richardson, Christopher Lee, Martin Landau e, soprattutto, Christopher Walken che mette il suo sguardo allucinato nel Cavaliere Senza Testa.

Sulle location, la maggior parte delle scene è stata girata in set ricostruiti in Inghilterra dopo che i sopralluoghi effettuati sui luoghi reali della legenda non avevano soddisfatto Burton e i suoi collaboratori. Il risultato è una atmosfera cupa, monocromatica, che contemporaneamente riesce ad essere estremamente reale per la cura dei particolari e, al contempo, quasi fumettistica.

Un film che riesce facilmente a farsi amare, una favola per gli adulti che non hanno ancora smesso di sognare.

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