Neverland

I primi giorni di dicembre è andata in onda una miniserie ambientata sull’Isola che non c’è: Neverland.

Come vi avevamo annunciato, il 4 e il 5 dicembre scorsi è andata in onda sul canale americano SyFy una miniserie in due puntate intitolata Neverland. Scritta e diretta da Nick Willing (già direttore della fotografia di numerose opere televisive tra cui il film Alice in Wonderland del 1999), le serie è un prequel della celebre storia di Peter Pan creata da J. M. Barrie agli inizi del ventesimo secolo.

La storia prende avvio nella Londra del 1906, dove l’orfano Peter (Charlie Rowe) è il capo di una banda di giovani ladri messa insieme dal maestro di scherma Jimmy Hook (Rhys Ifans). Quando Jimmy viene coinvolto in un colpo molto rischioso, Peter convince gli altri ragazzi ad aiutarlo, ma il furto prende una piega inaspettata. Attraverso una sfera magica i giovani ladri e lo stesso Jimmy vengono catapultati in un mondo sconosciuto dove il tempo è completamente fermo: Neverland. Tra indiani, pirati e giganteschi coccodrilli Peter cerca di riportare a casa la sua banda, mentre Jimmy rimane affascinato dalla bellezza della regina dei pirati Elizabeth Bonny (Anna Friel).

Realizzata con buoni effetti speciali (anche se non all’altezza di quelli cinematografici), la miniserie si distingue per l’ottima sceneggiatura. La storia offre, infatti, un interessante visione della nascita dell’Isola che non c’è, nonché del dualismo tra orfani e pirati. I più puristi storceranno il naso perché, in effetti, Willing trasforma l’opera di Peter Pan, ricca di significati metaforici, in una semplice avventura per ragazzi, ma nonostante questo non si può negare che la visione del regista britannico funzioni egregiamente.

La durata complessiva della serie è di circa 160 minuti, ma non ci sono noiosi cali di ritmo. La regia è buona (anche se non regala particolari spunti), mentre le interpretazioni del cast sono un po’ altalenanti. L’esperto Ifans (nella sua filmografia troviamo tra l’altro Nothing Hill, I Love Radio Rock, Harry Potter e i doni della morte e il prossimo The Amazing Spiderman), rinuncia, forse per esigenze di copione, alle stravaganze con cui di solito interpreta i suoi personaggi, ma nonostante questo fornisce comunque una buona perfomance, così come Anna Friel (Timeline, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, Limitless) nei panni della piratessa. Il quasi esordiente Charlie Rowe non appare invece molto a suo agio con la parte di Peter, soprattutto nelle scene d’azione, in cui è sempre troppo rigido e innaturale. Una menzione a parte se la merita Bob Hoskins che torna a vestire i panni di Spugna (già indossati in Hook di Steven Spielberg) e ancora una volta riesce a essere semplicemente esilarante.

Neverland (QUI trovate il sito ufficiale) è una miniserie di pregevole fattura adatta a un pubblico giovane, ma godibile anche da quello un po’ più “maturo”. Un buon esempio di prodotto televisivo lontano anni luce dalle fiction che ci propina la tv italiana. Purtroppo per il momento è reperibile solo sul web e solo in inglese con sottotitoli in italiano, ma speriamo che presto venga doppiata e tradotta anche sui nostri canali.

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