Caroling

Il nuovo adattamento di “Canto di Natale” di Charles Dickens

Il Canto di Natale è un racconto stupendo, che non ha mai perso il suo smalto. A tal punto attuale e nello stesso tempo magico, che il cinema non si stanca mai di “saccheggiarlo” a colpi di citazioni e adattamenti. L’ultima versione in ordine di tempo si chiama Caroling e sarà diretta da Michael M. Scott (Il Tocco di un Angelo)

Caroling uscirà durante le festività di Natale del 2012, esattamente tra un anno, ma le riprese sono già iniziate a Vancouver. Il film sarà prodotto da Hallmark Channel e sarà interpretato da Emmanuelle Vaugier (Saw 2 e 3), Carrie Fisher (la “mitica” Principessa Leila di Star Wars) e Carson Kressley (The Perfect Man).

Il film è una variazione sul tema di Canto di Natale con protagonista una moderna Scrooge in gonnella: Carol Huffman (Vaugier) è una donna d’affari senza scrupoli, una editrice avida e odiata da tutti i suoi collaboratori a causa del suo caratteraccio. Non ha una vita privata e nemmeno sembra interessata ad averla. Un collega della Huffman (Kressley) sta perfino architettando una rivolta ai suoi danni. Il compito di avvertire Carol dei suoi errori e farla ravvedere attraverso un viaggio nella vita passata, presente e futura, spetterà alla fondatrice della casa editrice (Fisher).

Harvey Kahn (I Giochi dei Grandi) è il produttore del film, mentre gli sceneggiatori sono William Penick e Chris Sey, che hanno già collaborato per la stesura dello screenplay di Secrets in the Walls (2010). Il film si ispira al celebre racconto di Dickens, A Christmas Carol, pubblicato nel 1843. Fa parte della serie dei “Libri di Natale” editi dall’autore, ed è il racconto più importante e popolare della raccolta.

Il racconto, che si divide in 5 parti, narra la storia dell’avido Ebenezer Scrooge, uomo d’affari inglese per cui anche il giorno di Natale, come tutti i giorni di festa, è una inutile perdita di tempo.

Per Scrooge esiste solo il denaro e tutto ciò che non si può quantificare, come i sentimenti, semplicemente non esiste. Egli è un uomo solo e temuto, che sfoga il suo pessimismo esistenziale vessando il suo impiegato, il povero Bob Cratchitt. Il cuore di pietra di Scrooge non viene ammorbidito nemmeno dal nipote, che lo invita a trascorrere il Natale con la famiglia.

Una notte, però, gli appare lo spirito del suo defunto socio in affari, che gli preannuncia la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spiriti saranno un monito per Scrooge; mostrandogli il male che egli fa al prossimo, l’amarezza e la solitudine della sua vita, gli indicheranno la via del pentimento e della redenzione. 

A Christmas Carol è stato oggetto di numerose trasposizioni: famosissima è la bella storia apparsa su Topolino (e poi al cinema nel 1983) che ricalca fedelmente il racconto. Il fumetto Lupo Alberto, con il Canto di Ferragosto, ne ha presentato una divertente parodia.

Dal punto di vista cinematografico è impossibile dimenticare film come S.O.S Fantasmi (1988), con Bill Murray (Ghostbusters) e A Christmas Carol (2009), realizzato in 3D con l’ausilio di attori del calibro di Jim Carrey (Yes Man). Questi sono solo alcuni degli esempi più famosi, ma c’è da scommettere che Canto di Natale regalerà ancora, in futuro, altre fortunate trasposizioni.

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