Bloodymilla – Le Interviste

Vampiri, streghe, demoni, cani succhiasangue, cacciatori, burattini e burattinai. Non manca proprio nulla per condire una storia ben costruita come Bloodymilla, la prima graphic novel sceneggiata da Barbara Baraldi, che apre la collana Neverland pubblicata da Delos Books.

In un’Italia non ancora unita alla fine dell’ottocento, Bloodymilla, misteriosa e affascinante nobildonna vive tra incubi e affanni alla ricerca di sua sorella rapita, ancora infante, dallo stesso demone che aveva trasformato lei in una creatura della notte, una vampira.

Un caso fortuito porta Bloodymilla a Firenze sulle tracce della sorella Tenebra. Parte insieme alla strega Demetra, sua fedele governante, e André, il servitore licantropo segretamente innamorato di lei, ma i pericoli la minacciano costantemente: Samael, cacciatore di vampiri, la bracca e l’Inquisitore, demone Burattinaio capace di animare marionette che eseguono i suoi sanguinari comandi, cerca di fermare la tenacia della donna.

Una storia travagliata, ricca di suspense, dove ogni elemento riconduce ad un indizio e, come in un puzzle, tutto si ricompone tassello dopo tassello per dar vita a una giostra di sequenze claustrofobiche. Nulla può essere dato per scontato, nulla può essere trascurato perché il fitto mosaico, capace di non fuorviare puntando dritto al bersaglio, disegna una trama con intrecci narrativi tali da rendere la storia un diamante dai tagli perfetti.

Il testo, descrittivo ma senza eccessi, richiama le vecchie pellicole western e horror e i fumetti italiani di vampire sexy anni 60 e 70. Pur mantenendo quel gusto retrò l’autrice ha saputo vestire la trama di un aura originale e moderna. Barbara Baraldi, abile narratrice, in questa storia cattura l’attenzione del lettore in maniera progressiva lasciandogli il gusto di scoprire gradualmente la catena di eventi e misteri che si mostrano ad ogni pagina, svelando di ogni personaggio il suo più intimo e segreto lato oscuro, ma creando la giusta tensione lo sorprende con abili colpi di scena.

Il testo, ricco e strutturato, avrebbe richiesto un numero maggiore di pagine, vincolate purtroppo da limiti editoriali. La grafica è stata affidata a due bravissime illustratrici: Roberta Ingranata per disegni e colori e Elena Cesana per le chine.

Il loro stile è netto, deciso, essenziale. Un tratto coerente con il testo anch’esso forgiato nella stessa materia. Anche le tavole, così come il racconto, rievocano sequenze filmiche con particolari inquadrature visive. I due elementi, testuale e grafica, si fondono infatti in un’unica percezione, quasi fossero nate dallo stesso pensiero. Fondamentale è infatti l’intesa tra gli artisti che in questo caso emerge con vigore.

I colori, nei toni del giallo e dell’avorio su sfondo nero, danno risalto allo stile gotico, tetro e mesto della storia per poi colorarsi abilmente di tinte rosse e forti nei momenti di tensione, favorendo il pathos e l’inquietudine. La cover invece è opera di un eccezionale Marco Dominici che ha saputo interpretare il gusto retrò della Baraldi, con elementi tipici delle locandine cinematografiche degli anni 60 e 70. Il suo stile si contrappone a quello graffiante delle pagine interne proponendo tratti grafici più morbidi e uno spettro di colori più ampio. La cura dei dettagli e le indubbie capacità dei quattro artisti fanno di Bloodymilla un libro che non può mancare nelle librerie degli appassionati del genere.

Ciao e benvenuti su Urban-fantasy.it. Partiamo subito con l’autrice dei testi di Bloodymilla.

Barbara Baraldi

È stata definita dal Corriere della Sera “la regina del gotico italiano“. Scrive per Mondadori la saga dark fantasy di Scarlett, giunta al secondo romanzo, intitolato Scarlett – Il bacio del demone. Vincitrice di vari premi letterari, tra cui il prestigioso “Gran giallo città di Cattolica”, nella sua carriera ha pubblicato nove romanzi. Alcuni titoli: La bambola dagli occhi di cristallo, Lullaby – La ninna nanna della morte, La casa di Amelia. Insieme ai più grandi giallisti della penisola, è protagonista di “Italian noir”, il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono tradotti in sette paesi, tra cui la Germania e l’Inghilterra. Il suo sito ufficiale è www.barbarabaraldi.it.

1. La vena gotica torna questa volta sotto forma di Boodymilla, la tua prima graphic novel. Perché, per questo progetto, hai scelto di realizzare una sceneggiatura anziché un romanzo?

Colpa di quella volta che da ragazzina ho trovato la collezione di mio padre di Alan Ford, e mi sono appassionata alle “nuvole parlanti”. Era un sogno che coltivavo da tempo, quello di raccontare una storia per immagini, oltre alle parole, e quando in Delos mi hanno chiesto se mi interessava il progetto di una graphic novel, quasi saltavo sulla sedia! Avevo il mio progetto in una cartella del mio pc, che aspettava solo di essere tirato fuori. Devo ringraziare Franco Forte, Gianfranco Staltari e Stefano Fantelli, perché mi hanno lasciato una libertà assoluta – a parte ovviamente i vincoli in termini di pagine.

2. Una sceneggiatura dal sapore cinematografico che richiama le vecchie pellicole western e gotiche, ma anche i fumetti italiani di sexy vampire anni 60 e 70. Una passione per questi filoni o semplicemente un’idea nata per caso?

Adoro quel tipo di film. Penso a quelli con protagonista Barbara Steele: “La maschera del demonio“, “I lunghi capelli della morte” o “Danza macabra“. E poi al western gotico magistralmente realizzato da Lucio Fulci con “I quattro dell’apocalisse“. Ho immaginato l’Ottocento italiano del periodo dell’Unità come una sorta di west nostrano, fatto di città polverose e di scontri all’ultimo sangue, e mi è sembrato il territorio di caccia perfetto per una vampira. L’ho immaginata proprio come quelle disegnate da Leone Frollo o le pin-up di Magnus, anche se con il loro personalissimo stile Elena e Roberta hanno creato disegni taglienti e incredibilmente contemporanei, creando un mix unico di retro e modernità.

3. Come e quando hai avuto l’ispirazione per Bloodymilla?

Credo che la primissima idea mi è venuta qualche anno fa durante la visione di un film di Jean Rollin, “Fascination“. La protagonista è un’annoiata nobildonna che nell’ottocento vorrebbe convertirsi al vampirismo. Ho ripensato questa idea al contrario, immaginando una vampira che combatte contro la brama di potere dei suoi simili, e questo la mette in conflitto con la sorella gemella, Tenebra, rapita dal demone che le ha vampirizzate. Una curiosità: il nome della protagonista è venuto prima della trama.

4. C’è uno o più elementi, uno o più personaggi che avresti voluto inserire e che non hai invece utilizzato?

Mi sarebbe piaciuta qualche tavola in più, per dare più respiro alla trama, ma in quel senso i vincoli della collana erano precisi. Non ho voluto rinunciare a niente, ho soltanto dovuto tagliare qualche scena, e togliere qualche inquadratura.

5. Perché la scelta di un accenno di storia d’amore, o meglio una dichiarazione, che non trova compimento?

Inizialmente ho pensato Bloodymilla come una serie, quindi mi sono lasciata alcune tematiche in serbo per un possibile seguito.

6. L’idea dei burattini mi ha affascinata molto. Inquietanti e privi di volontà. È forse una metafora ben congegnata?

Forse sì, o forse è solo una mia personale ossessione, quella per le bambole, i burattini e chi ne tira i fili.

7. Una graphic novel autoconclusiva. Sarà un volume unico o possiamo sperare in un seguito?

Ho perfettamente in mente il proseguo della storia, aspetto solo un segnale da parte dell’editore.

8. Nei tuoi progetti futuri ci sono altre gotici graphic novel?

Anche in questo caso la risposta è affermativa. Non solo: ho appena consegnato la sceneggiatura di una storia per uno speciale di un personaggio seriale molto famoso. Non appena verrà dato l’annuncio ufficiale, non mancherò di farvi sapere di più!

E ora qualche curiosità dagli illustratori che hanno dato volti e ambientazioni alla storia.

Elena Cesana

Nasce a Milano nel 1985 e frequenta la Scuola del Fumetto. Nello stesso anno e nella stessa scuo­la insegna per due anni al corso amatoriale. Nel 2009 pubblica il secondo volume dell’Insonne (Edizioni Arcadia), dal titolo Il male dentro. Negli anni successivi, lavora come copertinista per l’Eclissi Editrice, realizzando le copertine dei romanzi: Milano Muta, La Rua e Un destino inventato.

Roberta Ingranata

Nasce a Milano nel 1986 e frequenta la Scuola di Fumetto. Collabora costantemente con l’azienda Gfb di Sesto San Giovanni come colorista per case editrici come Sergio Bonelli Editore, Astorina e Mondadori.

1. Per la creazione grafica di personaggi e luoghi vi siete ispirate anche voi a cinema western e gotico?

Elena: Non direttamente, nel senso che non c’è stata una vera e propria ricerca. Il fatto però che entrambe fossimo amanti del genere horror, cresciute guardando determinati tipi di film e leggendo determinati tipo di libri, certamente ha contribuito alla nostra formazione.

Roberta: Nel dettaglio non ci siamo ispirate a nulla di preciso, ma essendo entrambe due amanti dei generi citati non ci è stato difficile mettere mano al nostro bagaglio culturale.

2. Fatta eccezione per l’autore della copertina, Bloodymilla è un progetto al femminile. Barbara Baraldi ha messo molto della sua femminilità nella sceneggiatura. Come avete espresso la vostra?

Elena: Ecco, questa è una domanda molto divertente perchè solitamente ci dicono che il nostro tratto è molto maschile. Utilizzando uno stile grafico, povero di dettagli ma più incentrato sulle atmosfere, quello che ci ha aiutato ad “ammorbidirci”, è stato certamente lo studio e il lavoro fatto sulla protagonista dell’albo. Barbara è stata molto precisa su quello che aveva in mente per quanto riguarda Bloodymilla.

Roberta: Barbara direi che ha aiutato molto, sia me che Elena, a trovare la reciproca femminilità. Il nostro tratto, spigoloso e sintetico, di solito viene scambiato per un disegno maschile, quindi possiamo dire di aver trovato, nella sceneggiatura e nella resa dei personaggi – soprattutto in quello di Camilla – un buon compromesso per renderla il più accattivante e femminile possibile. Speriamo solo che il risultato piaccia ai lettori!

Marco Dominici

Classe 75, scrive, colora e disegna fumetti da molti anni e da un po’ ha iniziato a copertinare. Ha collaborato con vari editori (Coniglio, Heavy Metal Magazine, Star Comics, 001, Crazy Camper, Delos e altri). Continuerà imperterrito per la sua strada finché resisterà.

1. La copertina è un tuo personale omaggio alla bellissima Barbara Baraldi?

Quando ho realizzato la copertina non sapevo neanche che faccia avesse Barbara, mi sono semplicemente ispirato agli studi dei personaggi realizzati dalle disegnatrici del fumetto. Poi in seguito ho notato che c’era una sottile somiglianza con l’autrice, ma forse è perché le disegnatrici hanno voluto omaggiare la bellissima Barbara.

2. Perchè tra gli antagonisti hai scelto proprio il burattinaio e i suoi burattini?

Perché mi sembra che fosse proprio un’idea della Baraldi mettere sullo sfondo i burattini, ora non ricordo se aveva indicato anche il burattinaio o se l’ho aggiunto io, certo che i burattini senza burattinaio non sarebbero stati burattini, sarebbero sembrati troppo “indipendenti”.

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