Batman – Tim Burton

Un film che ha entusiasmato un’intera generazione

Per un intera generazione di giovani, il nome di Tim Burton viene subito associato a uno specifico film. Una pellicola che ha esalato la vena gotica del regista, che ha battuto ogni record d’incassi e che ha di fatto creato il genere dei cinecomic: Batman

Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?

Alla fine degli anni settanta la Warner acquistò dalla DC Comics i diritti cinematografici del famoso fumetto americano. In seguito al successo di Pee-wee’s Big Adventure (primo lungometraggio del regista), Tim Burton fu opzionato per dirigere il progetto, ma la produzione ebbe numerosi problemi e ritardi. Burton si dedicò quindi a Beetlejuice – Spiritello porcello (1988) il cui successo di pubblico e critica decretò la definitiva luce verde all’esordio cinematografico dell’uomo pipistrello.

Fu così che Tim Burton si ritrovò a dirigere per la prima volta una pellicola ad altissimo budget che dovette affrontare e superare un numero pressoché infinito di problemi e intoppi. Ci furono le riscritture della sceneggiatura, i cambi di location decisi dai produttori (senza interpellare lo stesso Burton), le furiose critiche dei fans per la scelta di Michael Keaton come Batman e le bizze di Jack Nicholson che pretese un accordo straordinario in cui venivano addirittura indicate le ore che l’attore era disposto a dedicare alle riprese del film.

Il regista americano avrebbe potuto pagare la sua scarsa esperienza e soccombere sotto il peso delle responsabilità, ma non fu così. Burton si dimostrò all’altezza dell’incarico, riuscì a gestire tutti i problemi e a creare una pellicola che divenne da subito un cult.

Il film Batman è un perfetto adattamento del famoso fumetto. Dalle atmosfere dark, alle scenografie gotiche create da Anton Faust (che gli valsero un Oscar), fino ai costumi realizzati dopo un meticoloso studio degli albi della DC Comics. A differenza dei recenti film di Nolan, Burton non tentò di rendere reale e verosimile il mito di Batman, ma traspose il fumetto sul grande schermo.

Se confrontato con i moderni cinecomic, il film paga sicuramente la scarsa dinamicità delle scene d’azione e gli antiquati effetti speciali, ma la qualità della regia e quella delle interpretazioni rimane straordinaria, anche a più di venti anni di distanza.

Parlando delle interpretazioni si deve riservare un paragrafo a quella di Jack Nicholson. L’attore, come detto, fece penare i produttori durante la stesura del contratto, ma li ricambiò con una prestazione magistrale. Nicholson riuscì a cogliere la pazzia e la poetica di un personaggio complesso come quello del Joker, un killer dal folle gusto artistico, uno sgargiante sociopatico in una Gotham City cinica e grigia.

C’è qualcuno che sa dirmi in che razza di mondo stiamo vivendo? Dove un uomo si traveste da pipistrello? E si frega tutta la mia stampa? Questa città ha bisogno di un clistere!

Quando non andavano di moda i film tratti dai fumetti e quando le tecniche CGI non erano ancora state inventate, Tim Burton riuscì a creare un film apprezzabile sia del punto di vista artistico che da quello del mero intrattenimento. Fu il capostipite dei cinecomic, la prima pellicola a generare un onda di marketing che invase il mercato con gadget, videogiochi e anche una storica serie di cartoni animati. Batman fu per Burton il film della consacrazione, un pilastro della storia del cinema.

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