The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte I

L’attesa sta per finire. Il segreto sta per svelarsi. “L’eternità è solo l’inizio”.

Manca meno di un mese alla risoluzione dell’enigma che ha lasciato in sospeso e sul filo del rasoio milioni e milioni di giovani appassionate di urban fantasy in giro per il mondo: riusciranno Edward e Bella a coronare il loro sogno d’amore? Se sì, quali saranno le reali conseguenze di un gesto tanto romantico quanto certamente avventato ed inusuale?

A partire dal 26 Novembre la Eagle Pictures distribuirà in Italia il quarto attesissimo capitolo della saga ideata da Stephenie Meyer, The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte I, in cui non solo potremo finalmente dare alcune risposte alle nostre domande, ma accompagneremo i nostri insoliti eroi lungo un viaggio necessario quanto spaventoso, ma assolutamente necessario.

Dopo esser finalmente convolati a giuste nozze, Edward e Bella si dirigono verso l’Isola di Esme, in Brasile, lontano da occhi indiscreti, per godersi finalmente un po’ di privacy e solitudine, alla larga dalle questioni che da secoli attanagliano ogni singolo elemento della famiglia Cullen. Complici l’amore, la passione, il momento idilliaco che segue ogni matrimonio che si rispetti, Edward e Bella finiscono per rompere il patto di “illibatezza” con conseguenze del tutto inaspettate… Dopo quella notte di fuoco e passione, infatti, Bella rimane incinta, ma quello che sulle prima sembra un dono divino si rivelerà ben presto il suo incubo più grande.

Sono passati solo 3 anni dall’inizio della saga e manca esattamente un anno alla sua conclusione. Tante cose sono cambiate in questo breve periodo, a cominciare dai protagonisti, che hanno subito tutti la stessa incredibile evoluzione. Bella, ad esempio, nella prima parte di Breaking Dawn si impegna a costruire la sua famiglia, mentre nella seconda parte fa di tutto per proteggerla. “Nella prima parte, dunque, Bella lascia definitivamente la sua casa d’origineaggiunge Melissa Rosenberg, la sceneggiatrice dell’intera saga – e diventa una persona adulta, una moglie, una madre, diventando potente e facendo sua questa forza. Questa è la maturità, cominciare a saper badare a se stessi. Si tratta di una storia di adulti che capita ad una diciottenne”.

Ma non è soltanto Bella a mutare forma. Anche Jacob subisce una trasformazione sensibile, anche lui può finalmente diventare un uomo. “Questa – afferma il regista Bill Condon – è la storia di un personaggio che diventa un uomo. Non vuole più essere vittima della sofferenza e fugge così da Bella e dal triangolo d’amore, affermando così anche la sua posizione nel mondo e in relazione al suo branco. È assalito da pesanti pressioni, ma decide di ascoltare soltanto se stesso e di difendere

L’evoluzione nella saga, tuttavia, è stata totale, completa. Breaking Dawn, infatti, è un film molto più dark, molto più maturo dei precedenti e i cambiamenti sono evidenti sia nella trama che nei personaggi. I temi trattati sono più vicini al mondo degli adulti, rispetto a quello degli adolescenti: il matrimonio, l’unione familiare, la difesa dei propri cari dal pericolo e dalle minacce esterne, costi quel che costi.

In questo film – sostiene il produttore Wyck Godfrey – la minaccia principale non è rappresentata soltanto dalla natura sconosciuta della bambina che porta in grembo Bella, ma anche dagli attacchi alla casa dei Cullen da parte dei licantropi. Ci siamo allontanati dai Volturi e ci siamo soffermati sulla minaccia che incombe sulla città di Forks e l’influenza che la nascita della bambina avrà sulla fragile tregua tra i Cullen e i licantropi”.

Una saga variegata, dunque, in continua crescita ed evoluzione, che cerca di mantenersi il più fedele possibile ai romanzi da cui è tratta. Merito anche dei registi, che si sono avvicinati all’universo di Twilight con rispetto ed affetto, così come ci si avvicinerebbe ad una propria creatura: “Ogni regista della saga – dichiara Jackson Rathbone – ha una sua impronta, che fa sì che ogni film sia diverso dall’altro. Ogni volta, dunque, è sempre una sfida, sempre interessante. Inoltre, la presenza dell’autrice dei romanzi sul set aiuta tanto il cast tecnico quanto quello artistico a trovare la propria dimensione sul set”.

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