Intervista a Carlotta De Melas

L’autrice de Il fiume a Nord ha rilasciato un intervista esclusiva a Urban-Fantasy.it in cui parla del suo libro e del suo modo di scrivere

Dopo aver presentato e recensito il bel libro Il fiume a Nord, edito da Casini Editore, abbiamo contattato la sua autrice, Carlotta De Melas, che ci ha molto gentilmente concesso un intervista esclusiva per tutti i lettori di Urban-Fantasy.it. La scrittrice ci parla del suo libro, del suo rapporto con la scrittura e ci da anche una suo opinione sul fantastico in generale e su quello italiano in particolare. 

1. Per chi non ti conosce, chi è Carlotta De Melas?

Una ragazza che ama creare storie. Raccontarle, viverle e ascoltarle.

2. Iniziamo da una domanda scontata ma inevitabile: perché scrivi?

Perché non ne posso fare a meno. Da sempre. Scrivere è il mio rifugio personale. E’ il mondo perfetto in cui vivere essendo totalmente me stessa.

3. Prima de Il fiume a Nord hai già scritto dei libri con uno pseudonimo. Libri diversi da quest’ultimo ma comunque fantasy. Perché ti piace questo genere? Cos’è per te il fantasy?

Più che il fantasy amo moltissimo la fantasia. La possibilità di unire il magico con la realtà. Incontrare personaggi unici che da sempre hanno popolato il mio immaginario e non importa sapere di quale genere letterario fanno parte. Le storie superano di gran lunga le categorie.

4. Parlaci del tuo approccio alla scrittura. Hai un luogo o un orario per metterti al pc? Dai spazio all’ispirazione del momento o ti prepari un obbiettivo giornaliero da raggiungere? Strutturi il romanzo in base a una scaletta dettagliata o preferisci che siano i personaggi a condurti dove vogliono?

Rispetto a quando studiavo all’università in cui scrivere di notte era il momento migliore per dare spazio alla creatività, ora che lavoro cerco di ritagliarmi più momenti da dedicare alla scrittura senza orari stabiliti. Non riesco a fissarmi obiettivi giornalieri da raggiungere, a meno che non abbia scadenze editoriali da rispettare. Pretendo e voglio che la scrittura sia pura libertà, così come i personaggi che mi prendono per mano trascinandomi nei loro mondi.

5. E passiamo dunque al tuo ultimo romanzo. Il mondo descritto ne Il fiume a Nord è vasto ma soprattutto ricco di immaginazione. Dove hai trovato l’ispirazione per crearlo?

Dai viaggi che mi piacerebbe fare in giro per il mondo. Dal mondo di Hayao Miyazaki e dai racconti di Diara, la protagonista del libro che più volte è venuta a farmi visita nei miei sogni.

6. Quali sono i libri o gli autori (o magari anche i film o gli album musicali) che ti hanno influenzato maggiormente durante la stesura del romanzo?

Senza dubbio, come ho detto precedentemente, il mondo di Hayao Miyazaki e le storie per ragazzi che amo maggiormente; Alice nel paese delle meraviglie e la Bussola D’oro.

7. Come definiresti il tuo romanzo? Fantasy, steampunk, fantastico per ragazzi…

Un’avventura fantastica per bambini e ragazzi con elementi steampunk e molta magia.

8. Tutti i personaggi della Peaceful Willow sono capaci di entrare subito in sintonia con il lettore. Che rapporto hai con loro e con gli altri personaggi del libro?

Sono molto affezionata ad ognuno di loro. Intraprendere un viaggio, così incredibile come quello della stesura e realizzazione di un libro, a bordo dell’areonave Peaceful Willow è stata un’esperienza intensa. Sono stata, per mesi, totalmente immersa nel mondo del Fiume a Nord.

9. Il romanzo affronta molti temi, ma secondo te quale è quello principale? Se dovessi dire in poche righe di cosa parla Il fiume a Nord, cosa diresti?

Parla di adozione, di amore, di perdita, di guerre senza vincitori ma con molti sconfitti e dell’uso sbagliato che si fa della scienza e dello sviluppo tecnologico.

10. Il tuo romanzo è solo il punto di partenza di un progetto più ampio sviluppato dalla Casini Editore. Cosa si prova a essere il centro di tutto? Ti va di parlarcene?

Se ti dico che sono emozionatissima e molto grata all’editore Joe Casini?

11. Il Fantastico Italiano è fiorito solo negli ultimi anni e lentamente, nonostante il sovrannumero di opere straniere, si sta facendo notare tra la vasta scelta editoriale. Quale pensi sia il motivo per il quale i lettori faticano a prediligere romanzi scritti da italiani – per un pregiudizio di fondo – e di conseguenza anche gli editori sono restii a puntare sulla firma italiana?

Non lo so. So solo che le storie dovrebbe avere la propria voce. Essere uniche. Sperimentare senza seguire correnti di marketing o altro. Questa è la strada giusta per il futuro del libro indipendentemente dalla nazionalità dell’autore. Lo scrittore deve scomparire e lasciare che sia la sua storia a parlare per entrambi.

12. Dopo il fenomelo Twilight e Harry Potter si discute molto sul fantastico, genere di nicchia che ha trovato ampio spazio nelle librerie negli ultimi anni. Terminati – o quasi – questi due successi editoriali e cinmeatografici il fantastico continuerà ad essere un genere ormai quasi assimilato nel mainstream e di larga diffusione tra i lettori?

Sono convinta di si. Come scrisse Michael Ende “...la fantasia è un diritto fondamentale dell’uomo”. Credo nell’alfabeto fantastico e nella fascinazione delle storie. I libry fantasy, la fantasia in se, migliora l’essere umano. I lettori questo lo sanno e sono certa che continueranno a leggere questo genere.

13. Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi darci qualche anticipazione?

Continuare a scrivere e lavorare sempre di più, con la mia associazione Narima che ha dato vita agli eventi di Immaginaria, a diffondere il valore della creatività, della fantasia e della meraviglie, a più bambini e ragazzi possibile.

www.immaginariasanremo.it

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook