Amailija – Romina Casagrande

Non è il nome di una principessa o di una maga d’oriente. Amailija è un amuleto, ma è soprattutto l’elemento che unisce il presente di Alice e il passato di Margareth. Tra storia, leggenda e fantasia, un “magico” esordio per Romina Casagrande.

Il Trentino con le sue fresche estati i suoi suggestivi castelli è la location di questo bell’esordio. Perno della vicenda è amailija, l’amuleto che racchiude in sé i misteri insoluti della storia, poi divenuta leggenda, di una contessa vissuta nel XIV secolo, il cui amore maledetto irrompe nella vita di Alice, studentessa che con la donna ha in comune il secondo nome di battesimo, Margareth.

Amailija, tra leggenda, storia e fantasia

Come molti romanzi del genere, la vicenda si apre sulla vita di una ragazza come tante: Alice Margareth Greensberg è una studentessa universitaria, legatissima a Vera, la sorella diciottenne, e a Matt, l’amico da cui, malgrado i difetti, non riuscirebbe mai di fare a meno. Alice ha una grande passione, la storia medievale, e un cimelio, la catenina che porta al collo dono di nonno Daniel, che in sé racchiude il senso di una frase emblematica: “Gli oggetti hanno molta più saggezza di quanto non siamo disposti a credere”. Il giorno in cui Alice si presenta a un colloquio per lavorare come guida al Castello Grafenstein nel periodo estivo, iniziano a verificarsi strani eventi che corrispondo alla percezione di una presenza, che a un certo punto si palesa nella registrazione catturata per caso dal computer di Matt. L’amico fa sentire a lei e a Vera i suoni ricondotti al fenomeno della metafonia. Intanto i contatti con la presenza si fanno sempre più forti, finché Alice Margareth non s’imbatte nel principe azzurro: Patrick. Ovvero il tanto misterioso quanto affascinante proprietario di Castel Grafenstein.

L’incontro tra i due avviene durante un rocambolesco incidente che vede coinvolte Alice e la collega di lavoro Elisabeth. Le ragazze sono dirette a un importante convegno storico, organizzato a castel Grafenstein quando l’auto condotta da Elisabeth finisce fuori strada. A parte qualche contusione, nulla di grave per le due, che per uno strano caso non possono mettersi in contatto con i soccorsi. Il caso vuole che in quel momento giunga in soccorso un giovane affascinante che le conduce al castello. Con Alice scatta subito la scintilla. Per la ragazza è la realizzazione di un sogno accarezzato dalle donne di tutto il mondo. Ma questa realizzazione comporta il distacco da parte della presenza “misteriosa”, che si manifesta sempre meno. Gli eventi cominciano a precipitare, Alice si troverà a vivere le vicende di un passato apparentemente remoto. La studentessa deve affrontare qualcosa di più grande di lei. Il crollo avviene quando Patrick  per alcuni giorni non si fa sentire per ragioni motivate, ma non spiegate a fondo. E allora la fiaba sembra terminare per dare inizio al dramma.

La realtà combacia con la leggenda, vissuta dalla studentessa. Siamo nel XIV secolo ai tempi di Margareth, sposa-bambina, al centro delle lotte di potere tra le maggiori casare dell’Impero, i Lussemburgo di Boemia, i Wittelsbach di Baviera e gli Asburgo d’Austria. Costretta a sottomettersi alle convenzioni del tempo, Margareth vive una situazione castrante e quando s’innamora di un pittore, Cristoph, si accende una miccia pericolosa, tanto più che la nobildonna si avvale dei tarocchi – pratica malvista all’epoca – dell’amica/sorella Tala, per conoscere le sorti future. Gli eventi precipitano e dal passato al presente, lo iato è breve. A Merano si scatenano gli stessi eventi funesti accaduti del 1341-1342 e  collegati, secondo le leggende locali, ai comportamenti di Margareth. Eventi che travolgeranno la studentessa per cui  si aprono le porte dell’Inferno. Come potrà salvarsi? E cosa le dirà Tala, la maga con cui entra in contatto?

Castel Tirolo è stato l’ispiratore della location di Amailija

Leggenda, storia e fantasia vengono intrecciate abilmente in questa vicenda in cui il passato e il presente s’incontrano senza entrare mai in conflitto, anzi, creando parallelismi tra le due Margareth. A un certo punto quella del presente si trova catapultata nel passato, nei panni della giovane donna, in un meccanismo che richiama quello di Orlando di Virginia Wolf. Ma ci sono altri elementi esoterici, significativi anche nel Medioevo. La presenza degli artisti itineranti, di etnia rom, che arrivano al castello e che praticano la lettura dei tarocchi. E se amailija è il perno attorno al quale si costruisce la vicenda, i tarocchi sono l’elemento strutturale su cui si erige l’edificio del romanzo. Ogni capitolo, infatti, è preceduto da un titolo che non è altro che uno degli arcani, ciascuno con una simbologia legato sia agli eventi del passato che a quelli del presenti. La magia nella magia, che va oltre la mera predizione del futuro.

Amailija,  può essere letto su diversi pianiDue sono le storie d’amore, diverse ma complementari; ma è anche una storia fantastica e di avventura. Parla di fantasmi, affrontando il tema consolidato nella letteratura di genere, dell’anima che resta ancorata alla terra, in cerca della redenzione rispetto a qualcosa che non è riuscita a risolvere nella sua vita. Sul tema abbiamo tante vicende più o meno romanzate, trasmesse dalla tradizione orale: basti pensare al fantasma di Azzurrina in quel di Montebello, una leggenda arcinota in Romagna, che ancora oggi solleva molti interrogativi e affascina appassionati di tutta Italia. E molte di queste hanno come location castelli, di cui non solo il Trentino, ma il nostro paese, è ricco. L’autrice riesce a evocare l’atmosfera che si respira in questi manieri in maniera efficace, “creando” Castel Grafenstein, partendo da quelli di cui è forte conoscitrice.

L’amore è un altro “motore mobile” della vicenda. Nel sentimento che nasce tra Patrick e Alice, le sfumature sono quelle rosee di una storia tanto delicata, quanto troppo perfetta per essere vera. Ma questo amore, un dolce sogno regalato all’autrice in cui i lettori e le lettrici più romantici possono crogiolarsi, ai lettori più cinici  più risultare poco credibile. Stereotipato è il personaggio di Patrick: bellissimo, nobile nel cuore e nell’appartenenza sociale, sensibile, ma anche misterioso. Un ribelle che non convince perché comunque si forgia dei titoli nobiliari e gode delle sue ricchezze. C’è però l’altro amore, quello maledetto, struggente e a tinte forti, il vero amore, che macchia la reputazione perché porta a infrangere le convenzioni. Un amore maledetto per un personaggio leggendario di cui viene restituita l’umanità non appena Alice Margareth cala nel “ruolo”.  Tutte le maldicenze che hanno sancito la condanna morale della giovane, crollano di fronte alle evidenze.

Amailja è un romanzo coinvolgente, impreziosito da una componente erudita ben esposta e che suscita curiosità e invoglia ad aprire altri libri per “sapere di più” di fantasmi, medioevo e leggende – anche se nelle note l’autrice dichiara che si tratta di “un romanzo senza alcuna pretesa di indagine storica. Non mancano personaggi curiosi come Daniel e Rose, i nonni della studentessa. Daniel, appassionato di antiquariato e testi antichi, ha un ruolo centrale nel supporto della nipote, messa in crisi dalle calamità che si stanno abbattendo sulla città. E l’erudizione, di cui è un esponente, per nulla pedante,  anziché imbrigliarla nelle reti del razionalismo, permette alla fantasia dell’autrice di dispiegarsi in un ritmo narrativo in crescendo, fino all’atteso finale.

L’AUTRICE

Romina Casagrande. Nata a Merano nel 1977 è laureata in Lettere con indirizzo Classico. Insegna presso la scuola media “Giovanni Segarini” di Merano. Ha collaborato con il museo del Turismo- Touriseum di Merano e con il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano-Museion, sotto la direzione dell’artista Heinz Mader. Appassionata di storia, tradizioni e folklore, divide il suo tempo tra scrittura, pittura in una casa piena di animali. Ailija è il suo primo romanzo.

Amailija

Autore: Romina Casagrande
Casa Editrice: Anguana Edizioni
Prezzo: € 18,00
Codice ISBN: 978-88-97621010

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