Super: il film arrivato tardi

È uscita nelle sale italiane la pellicola politicamente scorretta di James Gunn

Cosa succede se un uomo comune decide di trasformarsi in un supereroe mascherato? È questa la domanda cardine di Super, film scritto e diretto da James Gunn; un quesito a cui, purtroppo per Gunn, ha già risposto Matthew Vaughn con la strepitosa trasposizione di Kick Ass, fumetto di Mark Millar. A dispetto delle dichiarazioni di regista e produttori, il confronto tra i due film è inevitabile e, nonostante le buone intenzioni, Super ne esce con le ossa rotte.

Frank D’Arbo (Rainn Wilson) è un cuoco di una tavola calda che vive una triste esistenza resa sopportabile soltanto dalla bella moglie Sarah (Liv Tayler). Quando quest’ultima, tormentata ex-tossicodipendente, riprende a drogarsi e fugge con il suo stralunato e spietato spacciatore (Kevin Bacon), Frank rotola in un baratro di depressione da cui esce solo grazie a una visione illuminante. Frank sogna di essere toccato dall’indice di Dio, che gli da la forza di combattere il crimine. Decide quindi di trasformarsi in Saetta Purpurea, un supereroe raffazzonato che picchia i criminali con una chiave inglese. Le gesta del vendicatore attirano l’attenzione dei media e della commessa del negozio di fumetti (Ellen Page), una svitata ragazza che scopre la vera identità del supereroe e lo costringe ad accettarla come aiutante. Insieme i due combatteranno in favore della loro deviata concezione di giustizia e prepareranno un piano per assalire la villa dello spacciatore.

Con uno stile di regia sporco e volutamente impreciso, Gunn crea un film visivamente molto diverso dallo scoppiettante Kick Ass, un film che appare meno fumettistico e che, nonostante gli effetti cartonisti che ricordano la mitica serie tv di Batman, trasmette una maggiore idea di realismo. Proprio questa maggior tendenza alla realtà è, però, il grande limite di questo film.

Guardando Super si ha l’impressione che il regista non sia riuscito a decidere la dimensione che la pellicola avrebbe dovuto avere. Super è troppo demenziale per un pubblico adulto e troppo crudo per un pubblico giovane, troppo assurdo per essere credibile e troppo reale per essere considerato con leggerezza. Un film in costante bilico tra parodia e serietà.

I due presunti supereroi sono due disadattati, sociopatici, che mettono la maschera per vendicarsi dei torti subiti. Alternano battute ironiche a scoppi di violenza degni di Arancia Meccanica. Due personaggi troppi eccessivi anche per un film politicamente scorretto. La storia in se è assurda, ma viene narrata con troppa serietà ed in questo modo, invece di ricordare un fumetto, riporta alla mente quegli allucinanti eventi di cronaca che senti al telegiornale e ti lasciano allibito.

Che cos’è Super? Una pellicola di semplice intrattenimento o un film che vuole portare anche un messaggio? Gunn non è riuscito a deciderlo, o almeno non è riuscito a farlo capire allo spettatore, e il risultato è una pellicola che lascia tutti insoddisfatti.

Un peccato perché le interpretazioni degli attori sono tutte ampiamente sopra la media. Da Rainn Wilson, che si conferma essere molto più di un attore televisivo, a una strepitosa ed esuberante Ellen Paige, passando dal veterano Kevin Bacon che ancora una volta dà prova del suo talento con un cattivo schizzato ed esilarante.

La domanda che sorge spontanea è: il giudizio di questo film sarebbe stato diverso se non fosse già uscito Kick Ass? Probabilmente si. Avrebbe influito l’originalità dell’idea e, magari, la voglia di tentare qualcosa di nuovo. Super non sarebbe stato considerato un buon film, ma probabilmente sarebbe stato ricordato per la sua audacia. Anche nel cinema il tempismo è un fattore determinante e purtroppo per Gunn, il suo film è arrivato troppo tardi.

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